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Laboratorio teatrale

La World Net organizza il suo primo laboratorio teatrale!

Si comincia mercoledì 11 dicembre 2019 alle ore 20!

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti previa iscrizione!

Per iscriversi basta compilare questo formulario:

https://forms.gle/khqbUFpR5V9NduzUA

Vi aspettiamo!

Paesi sotto i riflettori: la Danimarca

Cosa hanno in comune Vikings, Lego ®, la più antica monarchia europea e le famose fiabe di Hans Christian Andersen?

Danimarca

La Danimarca!

Queste cose, e molte altre, hanno plasmato la moderna Danimarca.

Essa è nota per essere uno dei paesi più felici al mondo, per avere una gerarchia di lavoro piatta, per essere una delle società più egualitarie e innovativa. Fortunatamente l’inglese è ampiamente parlato, quindi la lingua non è nulla di cui preoccuparsi.

Studiare in Danimarca è un investimento nel tuo futuro

Il sistema di istruzione superiore della Danimarca è costituito da diversi tipi di istituzioni: università, istituti di istruzione superiore artistica, college universitari, accademie commerciali danesi e scuole di istruzione e formazione marittima. L’istruzione superiore danese è di alta qualità e offre oltre 600 programmi di studio tenuti in inglese in strutture moderne e ben attrezzate.

Studiando in Danimarca, puoi aspettarti una qualità eccezionale. L’eccellenza accademica unita a metodi di insegnamento innovativi migliorerà la tua capacità di pensare da solo, sviluppare idee e collaborare con gli altri per risolvere problemi complessi.

In breve, studiare in Danimarca è un investimento nella tua futura carriera. Così come un momento di divertimento e nuove amicizie in un ambiente sicuro, amichevole e internazionale.

Una società sicura, rilassata e “hyggeligt”

In Danimarca puoi goderti un ambiente pulito e ospitale, dove puoi sentirti al sicuro. Lo stile di vita danese è rilassato, accogliente e potrebbe essere riassunto dall’ormai famoso concetto “hygge”. Il paese ha uno dei tassi di criminalità più bassi al mondo e probabilmente vedrai dei bambini che fanno un sonnellino nei loro passeggini fuori dai caffè e che i bambini camminano per andare a scuola.

La Danimarca è una società basata sulla conoscenza e ha un modello di welfare che garantisce un sano equilibrio tra vita professionale e vita privata e istruzione e assistenza sanitaria gratuite per tutti i cittadini danesi. Come studente internazionale qui anche tu beneficerai di alcuni dei nostri ampi servizi pubblici.

Danimarca

© Studio in Danimarca

Robot, biotecnologie e design – per citarne alcuni

Se sei interessato a uno specifico campo di studio, la Danimarca potrebbe essere un pioniere in questo settore. Ad esempio, la Danimarca è leader mondiale in settori come tecnologia pulita, IT, robotica, design e biotecnologie.

In generale, l’istruzione superiore danese è rinomata per l’apprendimento basato sui problemi e discussioni aperte. Questo ambiente di studio sarà parte integrante della tua istruzione a tutti i livelli. Studiando in Danimarca svilupperai anche abilità come la gestione e la pianificazione, quando lavori su progetti, sia da solo che in collaborazione con altri studenti.

Come studente, sarai incoraggiato a esprimere le tue opinioni, a partecipare a dibattiti con insegnanti e colleghi studenti e ad affinare le tue capacità analitiche e creative attraverso la teoria e la risoluzione pratica dei problemi. La capacità di pensare liberamente, sviluppare nuove idee e comunicarle chiaramente è necessaria in un ambiente di lavoro globale e in costante evoluzione. Essere uno studente internazionale in Danimarca ti dà una base eccellente per la tua futura carriera.

Vita urbana vicina alla natura e al resto d’Europa

Con meno di 6 milioni di abitanti, la Danimarca non è il paese che occupa più spazio su una mappa del mondo. Tuttavia, hai la possibilità di goderti la vivace vita cittadina e la natura selvaggia, ad esempio nel Mare del Nord o nello Skagerrak. La Danimarca ha sia la vita urbana che un’esperienza più tranquilla nella natura da offrire.   

A pochi chilometri dalle città più grandi (Copenaghen, Aarhus, Odense, Aalborg) troverete villaggi idilliaci e boschi e laghi incontaminati. In nessuna parte della Danimarca si trova a più di 50 km dal mare. Anche se la tua vita di studio è in una città più grande, hai più opportunità di essere circondato da una natura meravigliosa.

Come avrai sentito, la Danimarca è una terra piena di biciclette. Se scegli di studiare in Danimarca potresti essere ispirato, comprare una bicicletta e usarla come mezzo di trasporto principale. 9 danesi su 10 possiedono una bicicletta e quasi la metà della popolazione adulta va in bicicletta per lavorare ogni giorno o una volta alla settimana.

La Danimarca funge da ponte tra la Scandinavia e l’Europa continentale. La sua posizione geografica lo rende un ottimo punto di partenza e fa brevi viaggi nel resto d’Europa e interessanti possibilità mentre studi. Quindi, se sei serio riguardo un’avventura europea, scegli la Danimarca come posto dove studiare!


Per ulteriori informazioni sullo studio in Danimarca, visitare il sito Web Study in Denmark e il profilo del paese della Danimarca .

Sei uno studente in Danimarca e vuoi condividere la tua esperienza? Scrivici a info@studyineuropefairs.eu

(Articolo tratto da European Commission del 07/03/2019)

Corso di Europrogettazione

La World Net organizza il secondo corso di Europrogettazione gratuito per tutti coloro che vogliono approfondire questo campo.

Il corso si terrà in due giorni, 20-21 Dicembre 2019 tenuto dal Dott. Luigi Criscio e dal presidente dell’associazione Pierpaolo Albano.

Per ulteriori info scrivici a info@worldnetexchange.eu



L’Europa deve il suo nome ad una principessa fenicia

Il nome Europa è quello di una principessa fenicia rapita da Zeus, il padre degli dèi greci.


Il mito racconta che a Tiro (oggi nel Libano), viveva una principessa il cui nome era Europa, figlia del re Agenore. Una notte Europa fece un sogno: due Terre, che avevano assunto l’aspetto di donne, si disputavano la sua persona. Una, la Terra d’Asia, voleva tenerla presso di sé, l’altra, la Terra della sponda opposta, voleva portarla via sul mare, per ordine del re degli dèi, Zeus.
La principessa Europa, svegliatasi, andò a cogliere fiori lungo la costa fenicia. Un toro possente ma mansueto, emerse dalle onde e convinse la principessa a salirgli in groppa. Si innalzò poi in volo e le rivelò di essere Zeus… La condusse nella grande isola greca, Creta, si unì a lei ed essa divenne madre di nobili figli, tra cui Minosse, destinato a diventare il primo e leggendario re di Creta, e l’iniziatore della civiltà minoica, la più antica civiltà europea a conoscere la scrittura.

Il termine “Europa”, dunque, cominciò a essere usato nell’antica Grecia per indicare l’area dove si estendeva la civiltà ellenica. Nella mentalità greca, l’Europa era l’Occidente, la terra dei Greci e della libertà, in contrapposizione all’Oriente, la terra dei Persiani e della schiavitù.

Dalla cultura greca l’idea di Europa si trasmise a quella romana. Ma per i Romani questa idea fu ben poco vitale. I Romani preferirono utilizzare le espressioni Occidente (Occidens) e Oriente (Oriens) piuttosto che «Europa», relegando questo termine e il relativo «Europei» al solo territorio di una piccola provincia nell’estremo lembo orientale dell’impero, coincidente con l’attuale zona europea della Turchia.

Come per i Romani sull’idea di Europa prevalse quella di Romanità, così nella cultura medievale prevalse quella di Cristianità. Questo termine esprimeva l’identità del mondo civile, in quanto cristiano, contrapposto al mondo barbaro e pagano.

L’imperatore Carlo Magno è spesso ricordato nei documenti dell’epoca come rex pater Europae («re e padre dell’Europa») o Europae venerandus apex («venerando culmine dell’Europa»), ma in questi appellativi il riferimento all’Europa è puramente geografico (certo si trattava di un’Europa in formazione, che comprendeva solo l’area tedesca, francese e italiana). Il contenuto morale, culturale, politico del suo dominio veniva espresso con altri termini, dove era costante il riferimento alla religione cristiana e alla sua Chiesa.

Significativo il fatto che nel Medioevo il termine Europeensis, «europeo», rimanga praticamente ignoto e che per indicare gli abitanti del continente si usasse invece il termine fideles, «fedeli».
Nel Medioevo dunque si consolidò un’Europa cristiana, che nel XV secolo trovò la sua “frontiera” nella penisola balcanica e lungo il Danubio, là dove avevano inizio i possessi dei nuovi dominatori turchi ottomani di religione musulmana che nel 1453 conquistarono Costantinopoli (cambiandone il nome in Istanbul).

A partire dal XV secolo, presero progressivamente forma gli stati nazionali moderni, governati da monarchie; i primi a formarsi furono quelli di Francia e Inghilterra. La costituzione degli stati nazionali in Europa, per come oggi li conosciamo, fu un lento processo che proseguì fino all’Ottocento, quando giunse a compimento l’unificazione di paesi come l’Italia (1861) e la Germania (1871).

Nel XIX secolo, seppure in un contesto di accesi nazionalismi, l’Europa venne intesa come patria spirituale e culturale degli europei, qualunque fosse la loro nazione di origine. Ricordiamo, per esempio, che accanto alla “Giovine Italia”, associazione che lottava per l’indipendenza della nazione italiana, Giuseppe Mazzini fondò nel 1834 la “Giovine Europa”, un movimento transnazionale che mirava all’affermazione dei principi di fratellanza e associazione tra i popoli. Si trattava comunque  di ideali professati da ristrette élite di intellettuali.

Per assistere alla concreta costruzione dell’unità politica dell’Europa, e alla nascita dell’Unione Europea, bisognerà aspettare il XX secolo, a ridosso dei due grandi conflitti mondiali (Prima guerra mondiale e Seconda guerra mondiale).

In arrivo EYE 2020

Lo European Youth Event (EYE) sta per tornare.

EU flags

Il Parlamento europeo sta organizzando la quarta edizione di EYE, l’evento europeo dedicato ai giovani europei che porta con cadenza biennale migliaia di ragazzi a Strasburgo da tutta Europa e oltre, invitandoli a confrontarsi su temi di stringente attualità.

Centinaia di attività – dibattiti, workshop interattivi, giochi di ruolo, laboratori di idee – coinvolgeranno i partecipanti, che saranno invitati a condividere le proprie idee sul futuro dell’Europa.

A un anno dalle elezioni europee, le ragazze e i ragazzi di EYE 2020 avranno l’opportunità di incontrare decision maker, esperti e attivisti: un luogo d’incontro nel cuore della democrazia europea, dove i giovani di oggi possono parlare delle proprie preoccupazioni, speranze e idee, condividendole con altri giovani.

Per dare un contributo sui relatori da invitare, quale titolo dare ad #EYE2020, quali media (tradizionali, digitali…) nel tuo paese sono attenti agli interessei dei giovani, rispondi al sondaggio accessibile dal link qui sotto.

Il sondaggio è anonimo, a meno che tu non voglia competere alla selezione di uno dei tre viaggi al Parlamento europeo di Strasburgo il 29 e 30 maggio 2020. In questo caso ti verrà chiesto di indicare nome e cognome, indirizzo di posta elettronica e nazionalità. La notifica della selezione avverrà entro il 31 agosto 2019. 

Leggi attentamente le informazioni che troverai in calce al sondaggio.

Link al sondaggio (EN)

EYE 2020 | Programma

(Articolo tratto da Parlamento Europeo )

Cresce Erasmus+ in Italia: tutti i risultati negli ambiti scuola, università ed EDA

Il quadro che emerge dalle recenti indagini Erasmus+ è estremamente positivo nell’ambito di tutti i settori di competenza dell’Agenzia Nazionale Indire, a partire dalla Scuola fino alle attività riservate all’Educazione degli Adulti, passando per l’Istruzione Superiore. I Report disponibili nella sezione dati forniscono molteplici informazioni sulle esperienze di cooperazione e mobilità internazionali, i futuri sviluppi del Programma attraverso un’analisi delle attività terminate e di quelle appena avviate.

Scuola

La mobilità nella scuola, nella tradizione dei programmi europei, rappresenta la punta di diamante delle varie attività in ambito Europeo. In Italia, il coinvolgimento del settore dell’istruzione scolastica è molto attivo in Erasmus+, una risposta al crescente interesse delle scuole per le esperienze a livello internazionale. Partiamo dall’azione chiave 1, KA101, dedicata alla mobilità per l’apprendimento di tutto lo staff scolastico. I dati del 2019 sono decisamente importanti. Siamo passati da 3870 mobilità finanziate nel 2018 a 4309 mobilità all’interno dei 199 progetti di mobilità finanziati quest’anno, con un incremento di budget del 15% impegnando in totale per la KA101 circa 9,9 milioni di euro (+17% rispetto al budget 2018). Le preferenze di apprendimento di insegnanti, dirigenti e personale amministrativo convergono maggiormente sui corsi strutturati offerti in Europa, ma nel 2019 si registra un trend positivo per l’attività di job shadowing che impegnerà 1244 persone in esperienze di osservazione sul campo, un percorso formativo di forte impatto a livello personale che professionale.

Sul versante della cooperazione internazionale, stesso successo di partecipazione.  Alla Call 2019, nell’ambito dei partenariati per scambi tra scuole (KA229), sono state presentate 245 proposte di progetto delle quali 165 sono state finanziate. Un importante traguardo che coinvolge complessivamente, sommando le scuole coordinatrici e partner, 1001 istituti scolastici per un totale di circa 27 milioni di euro e che consentirà, inoltre, a quasi 18.000 studenti un’esperienza di mobilità presso altri istituti scolastici europei.

Decisamente positivi anche i dati della KA201, partenariati strategici distinti in scambi di buone pratiche e progetti per l’innovazione. Su 161 progetti ricevuti, l’esito delle valutazioni assegnano i finanziamenti a 31 partenariati strategici (28 per l’innovazione e 3 per lo scambio di buone pratiche), per un finanziamento totale di circa 9 milioni di euro, con un incremento di circa un milione di euro rispetto all’anno precedente, pari al 19% (nel 2018 furono 26 partnership con un budget di 7.980.314 di euro). 

Report Scuola Call 2019: mobilità

Università

I dati delle mobilità realizzate sino ad oggi, riguardanti la Call 2017, ci mostrano che sono partiti 38.281 studenti Erasmus (+6,2%) dai 246 istituti di istruzione superiore italiani partecipanti. In 29.791 hanno studiato presso atenei europei, mentre 8.780 hanno svolto un tirocinio in un’azienda all’estero. I dati confermano la crescita della mobilità in entrata, con la presenza in Italia di 26.706 studenti Erasmus (+6,3%). In particolare si segnala che oltre 20.000 giovani hanno studiato presso i nostri Atenei, 1.222 in più rispetto all’anno precedente. Nei prossimi due anni si attendono ulteriori sviluppi della mobilità Erasmus, considerando che l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire ha erogato finanziamenti per 40.194 mobilità Erasmus, tra studenti e staff, nel 2018/2019 e 47.117 nel 2019/2020 (+17,2%).

Agli scambi tra l’Italia e i Paesi del Programma, si aggiungono le mobilità da e verso i Paesi Partner nell’ambito dell’International Credit Mobility, destinata soprattutto al finanziamento di borse in ingresso. In riferimento alla Call 2017 sono state finanziate 3.386 mobilità tra studenti e staff, in entrata e in uscita, con un incremento del 9,2% rispetto alla Call precedente. Nel 2018, con l’introduzione dei tirocini extra-europei, le borse di mobilità sovvenzionate sono state 3.804, registrando una crescita del 12,3%. Relativamente all’ultima Call 2019, l’Agenzia ha ricevuto candidature da parte di 100 Istituti, finanziandone 58 che gestiranno complessivamente 4.678 mobilità (+23%).

L’identikit dello studente Erasmus

Lo studente Erasmus ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi; gli studenti che svolgono tirocini in media restano 3 mesi e mezzo. Per quanto riguarda gli studenti in arrivo, i principali paesi di provenienza sono Spagna, Francia, Germania, Polonia e Turchia.

Report Istruzione Superiore Call 2017: mobilità

Educazione degli Adulti

Il settore dell’apprendimento formale, non formale e informale degli adulti (settore EDA), ha avuto un successo importante in termini di progetti di mobilità e di partenariati strategici finanizati nel 2019. Per l’azione chiave 1, KA104, ampia partecipazione dello staff impegnato nel settore: un incremento del 63% rispetto al 2018, di fatto si è passati da 617 partecipanti a 959. Un’iperbole ascendente che riflette l’interesse e la crescente attenzione per l’apprendimento in ambito internazionale, tradotto in dati quantitativi abbiamo 339 mobilità di job shadowing, un incremento pari al 137% rispetto al 2018 (143 mobilità job shadowing), 649 partecipanti a corsi strutturati (39% di aumento rispetto al 2018) e 17 attività di insegnamento in altre organizzazioni europee (dato quasi triplicato: nel 2018 erano 6).

Incoraggiante anche la partecipazione per l’azione chiave 2, KA204. I partenariati strategici crescono da 43 approvati nel 2018 a 52 progetti del 2019 (+21%). In relazione alla tipologia delle cooperazioni transettoriali, nell’innovazione si impegneranno 27 istituzioni coordinatrici e 25 progetti produrranno scambio di buone pratiche. Il budget si innalza sino a raggiungere 10.654.979 euro, con un aumento in percentuale del 31%.

Report Educazione degli Adulti Call 2019

(Articolo tratto da Erasmus + del 15/11/2019 a cura di Angela Miniati, Luisella Silvestri, Paolo Cavicchi )

Corso di Europrogettazione

La World Net organizza il secondo corso di Europrogettazione gratuito per tutti coloro che vogliono approfondire questo campo.

Il corso si terrà in due giorni, 20-21 Dicembre 2019 tenuto dal Dott. Luigi Criscio e dal presidente dell’associazione Pierpaolo Albano.

Per ulteriori info scrivici a info@worldnetexchange.eu

Paesi sotto i riflettori: il Portogallo

Il Portogallo una volta era un’importante potenza mondiale e puoi ancora vederlo nelle sue vibranti città: Lisbona, Porto e Faro sono piene di storia, cultura e attività.  Oltre al cibo, al sole e al meraviglioso paesaggio, il Portogallo offre un’istruzione superiore di prima classe.

Apprendimento di qualità

Oltre 110 istituzioni in tutto il Portogallo offrono pià 5000 corsi. Molti di questi corsi sono tenuti in inglese, altri in portoghese. Gli studenti internazionali hanno molta scelta quando si tratta di istruzione superiore. Puoi trovare le istituzioni portoghesi nella classifica accademica delle università mondiali Shanghai tra le prime 500 e nelle classifiche universitarie QS World. L’istruzione superiore portoghese si distingue per l’ambiente multiculturale, l’apertura e la prospettiva internazionale. Il numero di studenti internazionali è raddoppiato negli ultimi otto anni, rendendo ancora più internazionale l’istruzione superiore del Portogallo.

Il Portogallo dedica molti sforzi e investimenti per collegare le persone alla scienza, alla tecnologia, all’istruzione superiore e alla scienza aperta, luoghi in cui scienza e società si incontrano. La conoscenza scientifica è un bene comune, inclusivo e disponibile per l’uso di tutti. Studiare e fare ricerca in Portogallo è partecipare e impegnarsi nella società.

Portogallo tram tram buldings

© SeanPavonePhoto

Porto e fado

Non ti annoierai in Portogallo. Nelle città, c’è qualcosa da fare ad ogni angolo. Visita i piccoli bar di fado a Lisbona, o assapora l’ultima annata locale a Porto. Puoi mangiare pesce freschissimo quasi ovunque. Con il suo clima soleggiato e piacevole, la vita in Portogallo è prima di tutto sulla strada. Quindi prendi il tuo pastello de nata, vai a sederti su una panchina da qualche parte e guarda le persone socializzare, fare musica o guardare intere sfilate.

Gli istituti di istruzione superiore incoraggiano gli studenti a partecipare allo sport e alla cultura. Ci sono molti club ai quali potresti unirti per vivere il Portogallo nella massima misura possibile.

A poca distanza dalle città, la campagna portoghese si apre offrendo lussureggianti colline, montagne aspre e spiagge premiate. La natura è diversa come la cultura portoghese, rendendola perfetta per attività all’aperto come escursionismo, arrampicata, surf o mountain bike. Le numerose isole del Portogallo offrono un ottimo modo per sfuggire alla vita per un (lungo) fine settimana, con ogni isola che offre la propria cultura e cucina locale.

bandiera nazionale del Portogallo

Sicuro e alla mano

Il Portogallo è un paese sicuro e tranquillo, che gode di un ambiente politicamente stabile e socialmente pacifico. Nel 2018 si è classificato al 4 ° posto nel Global Peace Index. Questo rende il Portogallo il luogo perfetto per esplorare le tue passioni nello studio e nella vita. Le istituzioni si prendono davvero cura dei loro studenti e li aiutano sulla strada per realizzare il loro potenziale. I portoghesi sono noti per essere tolleranti, aperti al multiculturalismo e apprezzare la diversità. Sono persone genuine, appassionate e adatte alle famiglie con le quali ti sentirai come a casa.

Il Portogallo è un posto felice! È un ottimo posto per esplorare ciò di cui sei capace e crescere. Non solo nel tuo campo di studio, ma come persona. Immergiti in un nuovo ambiente con altri studenti internazionali e lasciati ispirare dalla creatività, dalla passione e dalla diversità. In Portogallo, eccellerai e ti sentirai a casa. In breve: in Portogallo sarai felice.

Quali sono le città dell’UE con la popolazione più giovane?

Nell’Unione europea (UE), il rapporto di dipendenza dei giovani era del 35% nel 2017. In altre parole, c’era in media un giovane (di età pari o inferiore a 19 anni) per tre persone in età lavorativa. Il rapporto di dipendenza degli anziani era un po ‘più basso (33%), rappresentando il rapporto tra il numero di persone anziane (dai 65 anni in su) rispetto al numero di persone in età lavorativa.

A livello di città, Bruxelles è la capitale più giovane dell’UE con un tasso di dipendenza dei giovani di oltre il 40%, seguito da vicino da Parigi e Dublino (39%). Al contrario, Lisbona, con un rapporto di dipendenza degli anziani di oltre il 41%, è la capitale con i cittadini più anziani, davanti a Roma (36%) e La Valletta (34%).

In occasione della Giornata mondiale delle città, diamo uno sguardo alla diversità demografica nelle città dell’UE.

Le città più giovani sono in Francia e nel Regno Unito

I rapporti di dipendenza dei giovani erano più alti in un gran numero di città in Francia e nel Regno Unito. La Communauté d’agglomération Val de France, vicino a Parigi (Francia), ha registrato il rapporto più alto (58%, dati 2014).

Germania e Romania – molte città con basse quote di giovani

Il rapporto di dipendenza dei giovani nelle città era inferiore alla media UE (35%) in Germania, Cipro (dati 2011), Lituania, Lussemburgo (dati 2011), Malta, Austria, Polonia (dati 2014), Romania, Slovenia (dati 2016 ) e la Slovacchia. Circa due terzi delle 19 città con il rapporto più basso (inferiore al 25%) erano in Romania o Germania.

Le città più antiche di Germania, Francia e Italia …

Il più alto rapporto di dipendenza da vecchiaia, con un rapporto di almeno una persona di età superiore ai 65 anni per due adulti in età lavorativa, è stato registrato nella località costiera francese di Fréjus (64%; dati 2015), seguito da altre sette città

  • le città costiere di Cannes (dati del 2014) in Francia, Savona, Genova e Trieste in Italia e Waveney (che comprende Lowestoft) nel Regno Unito;
  • Dessau-Roßlau e Görlitz nella Germania orientale.

Nel 2017, la maggior parte delle città dell’UE con un tasso di dipendenza della vecchiaia pari o superiore al 45% si trovava in Italia (12 città), Germania (8 città) e Francia (6 città; dati 2014 o 2015).

Relativamente pochi anziani vivono nelle città satellite intorno a Madrid e Parigi

Nel 2017, c’erano 57 città in tutta l’UE con un rapporto di dipendenza degli anziani inferiore al 20%. I rapporti di dipendenza per gli anziani più bassi sono stati in due città vicino a Madrid: Rivas-Vaciamadrid (10%) e Valdemoro (14%). C’erano diverse altre città con rapporti di dipendenza degli anziani relativamente bassi intorno alla capitale spagnola e in un numero di città minori intorno a Parigi.

(articolo tratto da Eurostat.eu del 30/10/2019)

San Marino è la repubblica più piccola e più antica del mondo

San Marino ha un’estensione territoriale di 61 km2 circa: è, infatti, il terzo Stato più piccolo d’Europa. È anche uno dei meno popolosi Stati membri del Consiglio d’Europa e della Nazioni Unite. Il suo territorio ha la forma di un quadrilatero irregolare ed è prevalentemente collinare ad accezione del Monte Titano (750 m.s.l. mare). La Repubblica di San Marino è in nove località chiamate Castelli: Citta di San Marino, Acquaviva, Borgo Maggiore, Chiesanuova, Domagnano, Faetano, Fiorentino, Montegiardino, Serravalle. La bandiera di San Marino fu adottata il 6 aprile del 1864: composta da due bande orizzontali di uguali dimensioni, quella sopra bianca (simbolo di libertà) e quella sotto azzurra (simbolo del cielo). Al centro è presente lo stemma nazionale.

Dal 2008 il centro storico di San Marino e il Monte Titano sono stati inseriti dall’UNESCO tra i patrimonio dell’umanità in quanto “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal 13° secolo”.

STORIA

La Repubblica di San Marino è la più antica Repubblica del mondo e rappresenta una testimonianza eccezionale dell’istituzione di una democrazia rappresentativa fondata sull’autonomia civica e l’autogoverno. Un modello di democrazia unico in Europa, per cui l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Il suo territorio, di appena 61 chilometri quadrati, è suddiviso in nove distretti amministrativi detti “Castelli”. La Capitale, San Marino, si trova sulla cima del monte Titano, che svetta con i suoi 750 metri sul livello del mare, distinguendosi come primo testimone dell’Appennino Centrale, col suo profilo a tre punte ben visibile già ad ampie distanze. L’area era abitata fin dalla preistoria, sono stati ritrovati infatti reperti risalenti al neolitico, all’età del bronzo e alla cultura villanoviana.

La leggenda narra che la fondazione di San Marino è avvenuta nel 301 d.C quando un tagliapietre di origine dalmata, Marino, si rifugiò sul Monte Titano per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani da parte dell’imperatore Diocleziano. Qui Marino fondò una comunità a cui lasciò un’eredità ideale: “Relinquo vos liberos ab utroque homine” (“Vi lascio liberi dall’uno e dall’altro uomo” ovvero, dall’imperatore e dal Papa). La proprietaria della zona, una ricca donna di Rimini, donò il territorio del Monte Titano alla piccola comunità che lo chiamò, in memoria del fondatore, Terra di San Marino. Mentre l’autorità dell’Impero si andava attenuando e quando ancora quella del Papa non si era radicata, si affermò qui, come in altre città, la volontà dei cittadini di darsi un’autonoma forma di governo: a partire dall’anno 1000 a San Marino l’autogoverno venne affidato ad un’Assemblea di capi-famiglia (Arengo) che deteneva tutti i poteri. Nel due secoli successivi la crescita della comunità rese però ingestibile questo organo decisionale e vennero create delle assemblee politiche. Nel 1243 si nominarono i primi due Consoli, cioè i Capitani Reggenti che ancora oggi si avvicendano semestralmente al potere. Le prime leggi risalgono al 1263. Lo Stato della Chiesa, ad opera di Papa Nicola IV, riconobbe la Repubblica di San Marino nel 1291. Nel 1351 dopo che il Vescovo di San Leo e del Montefeltro lo ebbe affrancato dai vincoli feudali San Marino divenne un libero comune.

All’inizio del 1400 venne creato il Consiglio Grande e Generale che assorbì progressivamente le prerogative dell’Arengo che non venne più convocato a partire dal 1571. Il territorio rimase limitato al Monte titanio fino al 1463, quando la Repubblica fece parte della coalizione che sconfisse Sigismondo Pandolfo Malatesta. Come ricompensa il Papa Pio II cedette a San Marino quatto città: Domagnano, Fiorentino, Montegiardino e Serravalle. Nello stesso anno venne annessa la città di Faetano e da quell’anno i confini non subirono più modifiche. Due volte la Repubblica di San Marino fu occupata militarmente, ma solo per pochi mesi: nel 1503 da Cesare Borgia che occupò la Repubblica per 10 mesi fino alla morte del padre Papa Alessandro VI; nel 1739 dal Cardinale Alberoni fallito grazie all’intervento delle potenze dell’epoca, ai disordini e alle proteste civili.

L’8 ottobre del 1600 è stata promulgata la prima Costituzione scritta, le “Leges Statutae Sancti Marini” alla base del diritto Sanmmarinese assieme alla legge elettorale degli anni ’30. La nazione fu riconosciuta dalla Francia di Napoleone nel 1797 e da altri paesi europei durante il Congresso di Vienna nel 1815. Napoleone provò simpatia per questo piccolo stato indipendente e gli offrì “lo sbocco al mare” che fu saggiamente rifiutato; ciò permise alla Repubblica di non diventare alleato della Francia nel congresso di Vienna. Durante il Risorgimento San Marino costituì un rifugio per molti personaggi che presero parte alle vicende che condussero all’Unità d’Italia. San Marino ebbe un ruolo fondamentale per Garibaldi: egli trovò rifugio sul Monte Titanio nel 1849, quando, per raggiungere Venezia, si ritrovò circondato da quattro eserciti a Macerata Feltria. Garibaldi oltrepassò i confini di San Marino e presentò personalmente la domanda di asilo; gli fu concessa un cambio della garanzia che San Marino restasse indipendente e al sicuro da scontri armati.

Con l’Unità d’Italia vennero a meno i pericoli d’invasione da parte di stati stranieri: con l’Italia fu stilato nel 1862 un trattato di amicizia che garantisce l’indipendenza della Repubblica, il buon vicinato e favorisce le relazioni commerciali. A partire dalla seconda metà dell’800 vennero promulgate diverse riforme che modernizzarono lo Stato: la creazione del catasto (1858), l’apertura di un nuovo ospedale (1865), l’esclusione della pena di morte (1865), la fondazione della Società Mutuo Soccorso in aiuto della classe operaria (1876) e il potenziamento dell’istruzione (1880).

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale l’Italia mostrò un atteggiamento ostile e sospettoso nei confronti di San Marino, temendo che la Repubblica potesse offrire protezione ai disertori ed esercitò così un sensibile controllo. Alcuni volontari sammarinesi si arruolarono nell’esercito italiano e fu costituito un ospedale da campo sammarinese sul fronte veneto-friulano. Per questi motivi, l’Austria congelò le relazioni diplomatiche e San Marino fu accusato di venire meno alla neutralità. Nel 1922 in un quadro generale di crisi economica, inflazione, disoccupazione e mancanza di una politica economica chiara, il fascismo salì al potere con un programma simile a quello del partito fascista italiano, con gli identici caratteri antidemocratici. Il Partito si caratterizzò per numerosi episodi di violenza nei confronti degli esponenti dell’opposizione di sinistra. Nel 1926 si instaurò il regime, che trasformò lo stato sul modello di quello italiano. Negli anni trenta vennero avviati lavori pubblici e nuove iniziative industriali e commerciali, venne attivato il collegamento ferroviario con Rimini e si avviò il settore turistico. Questa politica economica permise un miglioramento del benessere della popolazione e avviò la trasformazione della società.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale venne organizzato un movimento antifascista clandestino. Nel 1943, con il collasso del fascismo in Italia, si tenne una grande manifestazione che riuscì ad ottenere lo scioglimento del Partito Fascista Sammarinese e l’indizione di nuove elezioni. L’ultima occupazione del Paese avvenne nel 1944 ad opera delle truppe tedesche e della Repubblica Sociale Italiana in ritirata e successivamente dagli alleati che la occuparono per tre mesi. La neutralità che ha contraddistinto la Repubblica in numerose occasioni si è protratta anche durante la seconda guerra mondiale, nonostante il governo fascista, in quanto San Marino si mantenne al di fuori del conflitto e si prodigò nel fornire asilo a oltre 100 000 sfollati del circondario durante il passaggio del fronte lungo la Linea Gotica. Nonostante la neutralità, la Repubblica venne bombardata dagli Alleati il 26 giugno 1944. Vennero sganciate oltre 250 bombe che danneggiarono la ferrovia e uccisero 63 persone.

Dopo la caduta del fascismo, il Paese fu retto da un governo rappresentativo di tutte le forze democratiche. Il Governo italiano tollerava a fatica il governo di sinistra in piena guerra fredda e nel 1950 bloccò i confini, fatto che rese difficoltoso il commercio e causò la chiusura di alcune fabbriche locali. Alla fine degli anni ’50 si giunse a una normalizzazione delle relazioni internazionali: vennero pagati i danni di guerra, gli USA donarono l’acquedotto e si stipulò un accordo con l’Italia per la costruzione della superstrada. Nel 1960 venne riconosciuto il diritto di voto alle donne.

Dal 1988 San Marino è membro del Consiglio d’Europa; nel 1992 aderisce all’ONU; nel 2002 firma un accordo con l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Una definizione cara ai Sammarinesi è quella data dal Presidente americano Abramo Lincoln quando gli venne offerta la cittadinanza onoraria. In una lettera del 7 maggio 1861 scrisse ai Capitani Reggenti: “Benché il Vostro dominio sia piccolo nondimeno il Vostro Stato è uno dei più onorati di tutta la storia”.

COSA VEDERE

Porta San Francesco. Antico posto di guardia, costruito nel 1361 e trasformata nel 1451 e rimaneggiata nel 1581, quando fu dotata anche di un’antiporta e l’arco originario fu sopraelevato con la costruzione di una torre merlata con piombatoio. Sul retro ci sono gli stemmi murati di San Marino e della Famiglia Feltresca. Sotto la porta è possibile vedere delle lapidi con gli statuti seicenteschi che diffidavano i forestieri dall’entrare a San Marino con le armi.

Chiesa dei Cappuccini del XVI secolo. Si trova al di fuori della terza cinta muraria ed è costruita secondo uno stile architettonico essenziale ed armonioso. Un’ampia scalinata delimitata da una balaustra conduce al portico formato da cinque archi a tutto sesto, sostenuti da esili pilastri quadrangolari. Sul tetto Si eleva una croce di ferro battuto. Un elemento caratteristico della struttura è la grande croce di pietra a sinistra della scala. Sotto il portico si apre un portale sul quale è incisa la data del 1549, anno in cui fu costruita la cappella originaria. Dal 1928, nel piazzale davanti alla chiesa, è presente un monumento dedicato a San Francesco: una colonna di pietra regge un’edicola alta e slanciata, aperta sui quattro lati, contenente la statua bronzea di San Marino, scolpita da Silverio Monteguti. I sammarinesi vollero costruire la chiesa per ricordare l’episodio di Fabiano da Monte San Savino, che il 4 giugno 1543 tentò senza riuscirvi di occupare la Repubblica partendo da Rimini. Sotto il portico, una lapide ricorda un altro importante evento storico: il 31 luglio 1849 Giuseppe Garibaldi, inseguito dagli Austriaci, si rifugiò a San Marino. Proprio dalla gradinata della chiesa sciolse il suo esercito, lasciando liberi i soldati con la facoltà di proseguire nella fuga e di raggiungere le proprie case.

Chiesa e Convento di San Francesco. Il convento e la chiesa inizialmente avevano sede a Murata ma poi papa Clemente VII concesse lo spostamento perché a Murata c’era il pericolo di incursioni dei Malatesta. Per la costruzione, iniziata nel 1351 e terminata verso il 1400, furono utilizzati i materiali della chiesa e del convento soppresso. Il rosone fu coperto nel seicento e riportato alla luce nell’ultima ristrutturazione. Nel chiostro si trova la tomba del vescovo Marino Madroni, vissuto nel Quattrocento. Nel vicino Museo San Francesco sono conservate tele del Guercino e di Raffaello.

Basilica di San Marino. Nel luogo in cui oggi sorge la basilica nel IV secolo sorgeva una Pieve dedicata a San Marino. Agli inizi dell’Ottocento la Pieve era in condizioni di grave degrado: nel 1807 fu abbattuta e nel 1838 fu inaugurata l’attuale Basilica di San Marino. Oggi ospita sotto l’altare maggiore parte delle reliquie del Santo ritrovate nel 1586. Alcune delle reliquie sono state donate all’isola di Arbe in Croazia, città natale del Santo.

Palazzo Pubblico. L’attuale palazzo fu costruito tra il 1884 e il 1894 e si affaccia su Piazza della Libertà.  Sede dei principali organi istituzioni e amministrativi, è il luogo dove si svolgono le cerimonie ufficiali della Repubblica. Il Palazzo si erge dove una tempo sorgeva la Domus Magna Comunis datato intorno al 1380-1392; vene abbattuto verso la fine dell’Ottocento. Nel 1996 è stato ultimato l’intervento di restauro e ristrutturazione diretto dall’architetto Gae Aulenti.

Prima Torre. Detta Rocca, edificata tra l’XI e il XIII secolo, comprende un castello e una chiesa. Dopo l’ultimo restauro avvenuto nel 1930, la Rocca è stata resa accessibile ai visitatori. Dalla sua costruzione ha subito numerosi interventi di restauro e rinforzo che modificarono la sua struttura, senza mai privarla della suo originaria rozzezza. La Torre ha pianta pentagonale e poggia direttamente sulla roccia del Monte Titano. Il cortile ospita alcuni pezzi di artiglieria, due mortai e due cannoni, donati da re Vittorio Emanuele II, con i quali la Guardia di Rocca spara a salve durante i giorni di festa.

Seconda Torre. Detta Fratta Cesta, edificata tra l’XI e il XIII secolo, comprende un castello con un museo delle armi, delle mura e una piccola chiesa. Sorge sulla vetta più alta del Monte Titano ed il suo nucleo primitivo era utilizzato come torre d’avvistamento già in epoca romana. Agli inizi del Trecento fu dotata di un altro muro e da una serie di fortificazioni che costituiscono una seconda cinta difensiva. Il fortilizio è stato restaurato nel 1924, salvandolo dal degrado e restituendolo con l’aspetto originario. Sede del Museo della Armi Antiche di San Marino dal 1956, dove sono esposte 700 esemplari di armi appartenenti a diverse tipologie ed epoche di realizzazione.

Terza Torre. Detta la Torre del Montale è la più avanzata difesa, isolata sull’estremo picco del Monte. Edificata tra l’XI e il XIII secolo, è la più piccola delle tre torri e dispone di mura e copertura a tegole. È caratterizzata da una forma slanciata e una pianta pentagonale. Fino al XIII secolo era un fortilizio staccato dalle altre due rocche e fu collegato ad essere nel 1320 da una muraglia di cui sono ancora visibili le tracce. Questa Torre rivestì una grande importanza nelle lotte contro i Malatesta che possedevano il vicino castello di Fiorentino. Una campana segnava alla popolazione i pericoli e l’arrivo di viandanti ai quali era richiesto un pedaggio. Con la sconfitta dei Malatesta, il Montale fu abbandonato. Si susseguirono tre restauri per salvare la Torre. Nella Torre è presente una prigione, detta Fondo della Torre, profonda sei metri e alla quale si può accedere solo dall’alto. Non è accessibile al pubblico ma offre un suggestivo panorama ai visitatori.

Museo di Stato. Presso il palazzo Pergami, il museo espone opere pregevoli e famose, prima fra tutte il “Polittico di San Marino” del pittore rinascimentale Menzocchi, già custodito nell’antica pieve di San Marino. Sono inoltre esposte opere del Guercino, di Batoni, di Sirani, di Galletti, di Giambono, di Bandinelli, di Passerotti e di Strozzi.

Parco Avventura San Marino Adventures. A 4 minuti dal centro di San Marino e a 20 da Rimini, il parco offre una variegata offerta indirizzata a bambini, adulti, utenti alle prime armi ed esperti: 12 percorsi da 0 a 16 metri d’altezza.

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