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Riccardo Corradini:il primo studente italiano in Erasmus a Gaza

Nella Striscia di Gaza è arrivato il primo studente straniero accreditato nell’ambito dei progetti di scambi internazionali tra università: si chiama Riccardo Corradini, ha 25 anni ed è di nazionalità italiana, originario del Trentino ma iscritto alla facoltà di Medicina dell’Università di Siena.

Al sesto ed ultimo anno del suo corso di laurea ha scelto di perfezionare le proprie conoscenze in chirurgia d’urgenza presso l’Università Islamica di Gaza (Uig). Fino a oggi è un fatto unico per l’istituto di istruzione superiore di Gaza, come spiega un video pubblicato sui social media dell’ateneo stesso.

“Il primo motivo della mia scelta – ha raccontato Corradini – è la volontà di specializzarmi in chirurgia d’urgenza e constatare con i miei occhi le differenze tra le linee guida italiane nel settore e quelle applicate qui. La situazione a Gaza è abbastanza anomala rispetto all’Italia: qui sfortunatamente la casistica è drammatica e molto più alta. A maggior ragione è quindi importante confrontarsi su questo punto a livello accademico”. Il secondo motivo, ha spiegato, è la sua “ferma convinzione” che per riuscire “a superare i conflitti è necessario intraprendere un percorso di conoscenza e scambio culturale fra le parti. Tutte le parti in causa dovrebbero approcciarsi con un’idea pacifica di risoluzione del conflitto”.
Il fatto che l’Università di Siena abbia intrapreso l’Erasmus con Palestina e Israele può essere una chance di soluzione del conflitto“. Corradini si è detto convinto che “qualunque scelta si intraprenda, questa non influisca solo sulla persona ma anche sulla realtà che la circonda. Pensare di essere un tassello di questa modalità pacifica, attraverso un approccio accademico e grazie alla Cooperazione internazionale, è importante”. 

Il soggiorno di Riccardo Corradini a Gaza rientra nella cornice del programma europeo Erasmus + che agevola la più ampia mobilità universitaria verso i paesi di tutto il mondo partner dell’Unione Europea.
Grazie alla firma di un accordo di partenariato con l’Università di Gaza, attraverso il coordinamento dell’Associazione italiana di cooperazione e solidarietà (Acs), l’Università di Siena diventa la prima università al mondo a mandare studenti di medicina nella Striscia di Gaza.

(articolo de “L’Avvenire” del 15 Febbraio 2019)

Greta Thunberg e la sua lotta per il clima mondiale.

Oggi 15 Marzo 2019 decine di migliaia di studenti in diverse parti del mondo scenderanno in piazza per partecipare al “Venerdì per il futuro” (o “sciopero scolastico per il clima”), una manifestazione organizzata per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale.

L’idea del “Venerdì per il futuro” è nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, diventata il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco. Il 20 agosto del 2018, Thunberg decise di non presentarsi più a scuola fino al 9 settembre seguente, giorno delle elezioni politiche, chiedendo al governo di occuparsi più seriamente del cambiamento climatico, adottando politiche più incisive per ridurre le emissioni di anidride carbonica (tra i principali gas serra). La protesta era nata in seguito a un’estate particolarmente calda in Svezia, che aveva portato a numerosi ed estesi incendi nel paese.
Ogni giorno la ragazza si presentava davanti alla sede del Parlamento svedese a Stoccolma portando con sé il cartello “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero scolastico per il clima”). Dopo le elezioni politiche, Thunberg tornò a scuola, assentandosi comunque di venerdì per proseguire la sua protesta davanti alla sede del Parlamento.

Mese dopo mese, la sua protesta è diventata la fonte d’ispirazione per altri studenti, che in diversi paesi hanno iniziato a organizzare marce e manifestazioni sul clima, sempre di venerdì. Si stima che negli ultimi mesi ne siano state organizzate circa 300 in varie città del mondo, con la partecipazione di alcune decine di migliaia di studenti.

Thunberg è diventata ulteriormente famosa nell’autunno del 2018 in seguito alla sua partecipazione al TEDxStockholm, la serie di conferenze organizzate in modo indipendente dai più famosi TED, ma mantenendone la struttura e le regole per gli interventi. Ha spiegato di essere diventata consapevole del problema del riscaldamento globale quando aveva 8 anni, chiedendosi perché non fosse al centro delle politiche per il futuro del mondo e del dibattito sui media. Thunberg ha poi detto che ormai le prove scientifiche sul cambiamento climatico, e sulle responsabilità delle attività umane, sono incontrovertibili e che è necessario mobilitarsi e non perdere più tempo.

Elezioni europee 2019

Si avvicina il 26 Maggio, giorno in cui in Italia si voterà per le elezioni europee 2019.

Molti aspetti relativi alle elezioni, come l’età per poter votare e le modalità per votare dall’estero, cambiano da paese a paese
Ad esempio in Italia i seggi elettorali saranno aperti nella giornata di domenica 26 maggio 2019. Gli italiani che vivono in un altro paese UE possono votare per il candidato del paese di residenza o per uno delle liste italiane presso i consolati locali previa registrazione. Sul sito web elezioni europee puoi trovare tutte le informazioni necessarie su come si vota, i termini per le registrazioni, le news e i risultati delle elezioni europee 2019.
Le autorità nazionali per le elezioni dispongono delle informazioni aggiornate per ciò che riguarda i dettagli pratici (come gli indirizzi dei seggi elettorali) e per le norme nazionali che disciplinano le votazioni.

Cosa c’è in gioco?

Votare alle elezioni europee significa dire la propria sulla direzione che l’Europa dovrà prendere per i prossimi cinque anni per ciò che riguarda il commercio internazionale, la sicurezza, la protezione dei consumatori, la lotta al cambiamento climatico e la crescita economica. Gli eurodeputati non solo modellano la nuova legislazione ma controllano anche l’operato delle altre istituzioni europee.

Votare significa inoltre dire la propria sulle politiche che influenzano la nostra vita quotidiana.

Ci riguarda tutti

Abbiamo tutti una ragione diversa per andare a votare. Qual è la tua? Vedi cosa hanno detto le altre persone e condividi i tuoi punti di vista con i tuoi amici

L’Europa appartiene a tutti noi e votare è il primo passo per contribuire alla democrazia europea. Registrati al sito www.stavoltavoto.eu per partecipare attivamente e per invitare i tuoi amici e parenti a fare lo stesso

Gli eventi organizzati in tutta Europa hanno lo scopo di accrescere la consapevolezza sull’importanza del voto. Guarda i prossimi appuntamenti vicino a te: www.italia.stavoltavoto.eu

Se sei pronto a impegnarti anche solo per poche ore al mese per far crescere la comunità di Stavolta voto unisciti a noi: https://www.stavoltavoto.eu/join_the_team

Per avere l’Europa a portata di mano e restare aggiornato su news ed eventi, scarica la Citizens’ App.

8 Marzo: giornata internazionale della donna

L’8 marzo, è la data scelta per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

In questa giornata, più che negli altri 364 giorni dell’anno, si focalizza l’attenzione sull’universo femminile, sia sulle conquiste sociali e politiche ottenute, ancora oggi troppo poche, ma si pone l’accento anche sull’ombra, sulle discriminazione e sulle violenze con cui molte donne, purtroppo ancora oggi, fanno i conti.

Ma perché questa ricorrenza ricade proprio l’8 marzo?  Bisogna tornare nella Russia del 1917, dove il Paese è ancora in guerra. E’ l’8 marzo del 1917, a San Pietroburgo le donne stanche e stremate dal dolore nel veder partire i propri figli e mariti si riuniscono in una grande manifestazione per chiedere la fine della guerra. I cosacchi, inviati a reprimere la protesta, decidono di non intervenire duramente. Una mossa che incoraggia altre donne a scendere in piazza.

Ma quali sono le donne che hanno fatto la storia e che ancora oggi sono degli esempi da seguire? Eccone alcune:

Emmeline Pankhurst: è la donna che ha fondato la Women’s Social and Political Union e ha combattuta la battaglia più dura in Occidente per i diritti delle donne. Se oggi le donne godono di una certa libertà è anche per merito suo.

Amelia Earhart : è stata una pioniera del volo: la prima donna pilota ad attraversare l’Atlantico in solitaria e in assoluto la prima persona ad aver sorvolato sia sull’Atlantico che sul Pacifico.

Rita Levi Montalcini: conquista nel 1986 il Nobel per la Medicina, il premio Lasker e l’elezione all’Accademia americana delle Scienze. Fonda un gruppo di lavoro a Roma presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche ed è nominata senatrice a vita.

Marie Curie: fu la prima donna ad insegnare alla prestigiosa Università Sorbona di Parigi. Vinse insieme al marito il premio Nobel per la fisica grazie agli studi sulle radiazioni. Nel 1911 vinse il Nobel per la chimica e la scoperta del radio e del polonio.

Margherita Hack: Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana contemporanea. Ha condotto studi importantissimi nell’ambito dell’astrofisica. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha contribuito alla divulgazione della materia e alla ricerca con lo studio e la classificazione di diverse categorie di stelle.

Valentina Tereskova: è stata la prima donna a viaggiare nello spazio, aprendo la strada a tutte le successive donne astronauta e dando un esempio importante contro il pregiudizio di genere.

Malala Yousafzai: all’età di 11 anni ha docuemntato nel suo blog i soprusi del regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e la loro occupazione militare del distretto dello Swat. È la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all’istruzione.

Rosa Parks: è stata un’attivista statunitense figura-simbolo del movimento per i diritti civili, famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery e ponendo l’accento sulla lotta per la discriminazione razziale.

10 curiosità sulla Serbia

La Serbia è entrata in Erasmus Plus come paese programma, con l’istituizione dell’agenzia nazionale, la possibilità di partecipare e presentare i proggetti per tutte e tre le scadenze europee.

La nostra collega Aleksandra Ðerić ci ha raccontato alcune curiosità relative al suo paese:


Aleksandra Ðerić
  • La Serbia è il più grande esportatore di lamponi al Mondo: quasi il 95% dei lamponi venduti nel Mondo proviene infatti da questo Paese.
  • Diciotto imperatori romani sono nati sulla terra che è oggi la Serbia. Il più famoso di loro fu sicuramente Costantino il Grande, imperatore romano che dichiarò il cristianesimo religione ufficiale. Inoltre, la Serbia è anche la patria di una delle quattro capitali romane – l’antica città di Sirmio, l’odierna Sremska Mitrovica.
  • I serbi hanno dato al mondo alcuni degli scienziati più rispettabili di sempre: Nikola Tesla, l’uomo le cui geniali invenzioni sono ancora in anticipo sui nostri tempi; Mihajlo Pupin, fisico e chimico, le cui idee sulle telecomunicazioni sono ancora mozzafiato; Milutin Milankovic, matematico, astronomo, climatologo, geofisico, ingegnere civile le cui ricerche climatologiche si sono diffuse in tutto il Mondo e inventore del calendario più preciso che si conosca.
  • La maggior parte dei cognomi serbi finisce con “ić” e può essere tradotto come “figlio di”. Infatti per costruire il cognome si prende il nome proprio del padre di famiglia e si aggiunge il suffisso ić. In questo modo il cognome cambia di generazione in generazione.
  • Secondo parecchi sondaggi internazionali, i serbi sono statisticamente la nazione più ospitale al Mondo. L’ospite, in Serbia, è sacro e va trattato con il massimo rispetto, provvedendo a fornirgli tutto quello di cui ha bisogno: all’arrivo viene di solito accolto con lo slatko,
    pezzi di frutta (fichi, uva, prugne, etc.) cotta in acqua e zucchero, quindi molto gradevoli sia per i bambini sia per gli adulti, serviti in una coppetta di vetro trasparente, quindi su un piccolo vassoio da portata. insieme a un bicchiere d’acqua naturale o frizzante (kisela voda, cirillico: кисела вода). Questo rappresenta il modo più tradizionale, per un serbo, di accogliere il proprio ospite. Il rifiuto è da evitare, sempre e comunque: anche il degustarne un solo pezzetto rende felice chi ve lo offre.
  • La foresta di Kosutnjak a Belgrado viene soprannominata “foresta delle cerbiatte”, ma nessuno di questi animali è mai stato visto in prossimità di questo bosco, abitato piuttosto da pavoni, ed anche da cani e gatti.
  • L’industria serba dell’orologeria è persino più antica di quella svizzera. I serbi avevano infatti già costruito i loro orologi ben 600 anni prima degli svizzeri.
  • Belgrado è una delle città più antiche d’Europa. Non lontano dal centro di Belgrado, nella periferia della città, si possono infatti trovare i resti di due delle culture più importanti dell’età del bronzo: le civiltà di Vinča e Starčevo. Queste città erano pioniere del commercio in tutta Europa e nel Medio Oriente, il loro potenziale era dovuto al commercio di vetro vulcanico.
  • Molte leggende serbe parlano di vampiri e in particolare di Sava Savanović, considerato il vampiro più antico del mondo. La leggenda dice che Sava Savanović era un mugnaio serbo che viveva in un mulino ad acqua sul fiume Rogačica, presso il villaggio di Zarožje.
    Savanović uccideva le persone che si recavano presso il suo mulino per far macinare il proprio grano e ne beveva il sangue. Inoltre l’etimologia del termine vampiro deriva dal serbo вампир/vampir e che sia successivamente passato al tedesco Vampir, al francese vampyre, all’inglese vampire.
  • In Serbia ci sono ben tre correnti religiose: Ortodossa, cattolica e islamica.

Non ci resta che scoprire questo bellissimo paese! Noi siamo pronti, e voi?

Rami Malek: vincitore dell’oscar 2019

La cerimonia degli Oscar si è conclusa da pochi giorni, ma ancora si parla tanto dei vincitori e di uno in particolare: Rami Malek.

Con la sua interpretazione di Freddie Mercury nel film Bohemian Rapsody ha conquistato il mondo intero, e la sua vittoria è stata più che meritata.

Molto commovente il suo discorso: 
“Sono un figlio di immigrati egiziani. Parte della mia storia si sta scrivendo adesso e non potrei essere più grato a chiunque abbia creduto in me. È qualcosa che custodirò come un tesoro per il resto della mia vita.

Arrivare fin qui è stata una dura battaglia, è la prova che nulla è impossibile. Stanotte festeggio con chi vorrebbe vedere il suo sogno realizzarsi.
Se avessero detto al piccolo Rami che un giorno avrebbe vinto un Oscar, quella sua testolina ricciuta gli sarebbe esplosa. Quel ragazzino cercava di trovare la propria identità, cercava di capire sè stesso. A chiunque stia lottando per far sentire la sua voce, dico: ascoltate, abbiamo fatto un film che parla di un uomo gay, un immigrato, che ha vissuto la sua vita in maniera impenitente. Il fatto che io stia celebrando lui e la sua storia con voi questa sera è la prova che amiamo racconti come questo.

I valori europei di uguaglianza e di libertà diventano così anche mondiali e sono alla base di ogni comunità.

La libertà di pensiero, di scelta e opinione è un diritto di tutti gli esseri umani e va tutelato e protetto.

100 giorni in Europa con Mika


In vista del voto per il rinnovo dell’Europarlamento il noto quotidiano Corriere della Sera ha realizzato un progetto intitolato 100 GIORNI IN EUROPA, fino al 26 maggio 2019, in cui girerà appunto per gli stati membri dell’unione europea per raccogliere testimonianze e opinioni tra i cittadini comunitari, progetto che vede la partecipazione straordinaria di un artista che, pur non essendo europeo, è cresciuto e vive in Europa da sempre: Mika.

In un breve video Mika ci racconta la sua storia e la sua visione di Europa:

“Non sono nato in Europa ma mi sento un cittadino Europeo, dopo che i miei genitori sono stati evacuati dal Libano hanno deciso di venire in Europa per crescere i propri figli. Sono cresciuto in Francia e ho studiato e iniziato la mia carriera musicale in Inghilterra.

Dopo alcuni anni sono venuto ad abitare in Italia. La mia identità e la mia cultura sono Europee.

L’Europa è un’anima che esiste in tutti noi e che dobbiamo rivalutare, ma sopratutto proteggere e apprezzare. Per questo motivo ho deciso di intraprendere questo viaggio nei paesi dell’Europa fino al 26 maggio, giorno delle elezioni europee”

Non ci resta che seguire Mika in questo suo viaggio e poi andare a votare per le elezioni europee il 26 Maggio 2019 dalle ore 7:00 alle ore 23:00.

https://video.corriere.it/mika-bruxelles-ecco-perche-mi-sento-europeo/e918aef8-2fcd-11e9-9db5-c6e1c6b28b3d

Successo per il nostro speaking club!

Speaking club adulti 22/02/2019

Un grande successo per la prima giornata del nostro speaking club.

In molti infatti hanno preso parte alla prima chiacchierata in inglese tenuta dalla nostra volontaria Krystyna.

L’appuntamento si rinnova a mercoledì prossimo.

Inoltre oggi largo spazio ai bambini per uno speaking club completamente dedicato a loro.

Speaking club per ragazzi!

Oggi inizia lo speaking club per gli adulti, con la nostra volontaria Krystyna.

Alle ore 17:00 presso la nostra sede si riuniranno gli associati e tutti coloro che si sono iscritti per conversare in inglese.

Ma le novità non finiscono qui, infatti da venerdì 22 Febbraio alle h.17:00 inizierà anche lo speaking club per i più giovani, con età dagli 11 ai 14 anni.

In questo modo daremo la possibilità anche ai più piccoli di poter imparare a conversare e a migliorare il proprio inglese.

Il club è gratuito per tutti i soci dell’associazione World Net e aperto a chiunque voglia prenderne parte.

Siamo molto eccitati per quest’iniziativa e non vediamo l’ora di realizzarla!

Brexit, cos’è e cosa comporterà per il programma Erasmus Plus

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, nota anche come Brexit , è il processo che porrà fine all’adesione del Regno Unito all’Unione Europea, secondo le modalità previste dal Trattato sull’Unione Europea, come conseguenza del referendum tenuto nel Regno Unito il 23 Giugno 2016.

Ma cosa comporterà adesso la Brexit per il programma Erasmus Plus?

Ecco alcune domande e risposte prese dal sito stesso del programma:

“Il 30 gennaio 2019 la Commissione europea ha proposto una serie di misure per evitare l’interruzione delle attività di mobilità degli studenti del programma Erasmus+ che coinvolgono il Regno Unito nel caso in cui il paese lasci l’UE senza un accordo.

Per ulteriori informazioni e link ai relativi testi giuridici, riportiamo le seguenti domande e risposte:

A chi è rivolta la proposta della Commissione?
La proposta del 
regolamento di emergenza Erasmus+ interessa la “mobilità per l’apprendimento” definita nel regolamento Erasmus+, vale a dire:

  • la mobilità degli studenti a tutti i livelli dell’istruzione superiore e degli studenti, apprendisti e alunni nell’istruzione e formazione professionale
  • la mobilità dei giovani che svolgono attività di apprendimento non convenzionale e informale, nonché attività di volontariato
  • la mobilità del personale nel settore dell’istruzione e della formazione
  • la mobilità delle persone attive nell’animazione socioeducativa o nelle organizzazioni giovanili e degli educatori.

Cosa garantisce il regolamento di emergenza?
Il regolamento garantisce che le persone che si trovano all’estero per una mobilità finanziata da Erasmus+ il giorno in cui il Regno Unito lascia l’Unione europea non vedranno interrotto il loro periodo di mobilità. Ciò vale, ad esempio, per uno studente universitario francese che si trova a Londra per una mobilità Erasmus+, ma anche per uno studente britannico che partecipa a un tirocinio Erasmus+ di formazione professionale a Budapest.

Per quanto tempo varranno queste misure?
Queste misure si applicheranno fino al completamento di tutte le 
attività di mobilità Erasmus+ iniziate prima del 30 marzo 2019, tenendo conto che tali attività possono avere una durata massima di 12 mesi.

Valgono solo per gli Stati membri?
Le misure si applicano a tutti i paesi che partecipano al programma Erasmus+, vale a dire gli Stati membri dell’UE, più il Liechtenstein, la Norvegia, l’Islanda, la Turchia, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, la Serbia e il Regno Unito.

Che cosa succede agli studenti del Regno Unito che stanno facendo uno scambio Erasmus+ al di fuori dei paesi partecipanti al programma?
Tutte le attività di mobilità Erasmus+ in corso, comprese le attività internazionali iniziate prima del 30 marzo 2019, rientreranno nelle misure di emergenza.

Cosa succede ai partecipanti a Erasmus+ di altri paesi che il 29 marzo si trovano nel Regno Unito per uno scambio?
Tutti gli scambi iniziati prima del 30 marzo 2019 rientreranno nelle misure di emergenza.

In che modo i cittadini interessati saranno informati su quanto accadrà dopo il 29 marzo?
Attraverso i rispettivi sportelli nazionali Erasmus+: le agenzie nazionali Erasmus+ che si trovano in ogni paese partecipante al programma Erasmus+.

Cosa succede a coloro che inizieranno la loro mobilità dopo il 30 marzo 2019? Sono tutelati?
La proposta di regolamento specifico per Erasmus+ intende evitare l’impatto negativo che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza un accordo avrebbe sui cittadini che si trovano all’estero. Si tratta di una soluzione immediata a un problema contingente. Il regolamento non si applica pertanto alle attività di mobilità che iniziano dopo la data dell’uscita del Regno Unito dall’UE.
Allo stesso tempo la Commissione ha proposto un 
regolamento di emergenza trasversale (regolamento sulle misure riguardanti l’esecuzione e il finanziamento del bilancio generale dell’Unione nel 2019 in relazione al recesso del Regno Unito dall’Unione). Tale proposta riguarderà gli scambi che avranno inizio dopo il 30 marzo, a determinate condizioni specifiche e in modo più restrittivo.

Chi pagherà per questa misura? Quanto costerà?
Il contributo dell’Unione alle attività di mobilità in corso contemplate dalla proposta era già previsto nel bilancio generale dell’UE.

Cosa succede all’agenzia nazionale del Regno Unito il 30 marzo?
In base alla proposta, l’agenzia nazionale del Regno Unito si occuperà delle iniziative di mobilità iniziate prima del 30 marzo.
Non siamo in grado di fare ulteriori ipotesi sul destino dell’agenzia nazionale del Regno Unito.

Il 30 marzo le università del Regno Unito perderanno la titolarità della carta Erasmus per l’istruzione superiore?
Secondo la proposta, la carta Erasmus per l’istruzione superiore si applicherà alle università del Regno Unito fino alla conclusione delle attività di mobilità iniziate prima del 30 marzo.

Il periodo di apprendimento trascorso nel Regno Unito dopo il 29 marzo 2019 sarà ancora riconosciuto nei paesi dell’UE?
Nessun riconoscimento formale è automaticamente collegato a un periodo di apprendimento all’estero. Spetta agli Stati membri e alle istituzioni accademiche decidere in merito.

Cosa ne sarà degli studenti dei paesi partecipanti al programma che il 29 marzo si trovano nel Regno Unito per uno scambio o un corso di studio non finanziato da Erasmus+?
Ciò va al di là delle competenze dell’UE.

La proposta riguarda anche le attività del Corpo europeo di solidarietà?
Le misure di emergenza proposte comprendono attività finanziate dal programma Erasmus+ e pertanto anche le attività di volontariato previste dal programma iniziate prima del 30 marzo 2019.

La proposta riguarda anche le attività DiscoverEU?
L’iniziativa DiscoverEU non è finanziata da Erasmus+ e pertanto non rientra nella proposta.

Cosa ne sarà dei progetti di collaborazione del programma Erasmus+ firmati prima del 29 marzo?
Numerosi progetti di collaborazione a livello europeo prevedono la partecipazione di un partner del Regno Unito o hanno un coordinatore britannico. Il destino dei progetti appaltati prima del 29 marzo 2019 dipenderà dal fatto che il Regno Unito continui o meno a onorare i suoi impegni finanziari nel quadro del bilancio dell’UE. Se lo farà, i finanziamenti possono continuare fino alla fine del 2019.”

 (Post di Alessia Ricci del 12/02/2019 pubblicato sul sito Erasmus Plus)

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