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Paesi sotto i riflettori: l’Austria

Stai cercando un paese europeo per i tuoi studi o per opportuninità lavorative? L’Austria ha tutto! Troverai 70 università di prima classe con oltre 350.000 studenti in totale, di cui il 25% sono internazionali. Sarai anche sorpreso dal paesaggio travolgente, interessanti attrazioni culturali e attività all’aperto che si trovano a portata di mano. Se scegli di studiare in Austria, verrai a vivere in una delle società più stabili del mondo, poiché il paese gode di una grande sicurezza sociale e stabilità economica. L’Austria ti offre una grande qualità di vita!

La capitale del paese, Vienna, è in cima alla lista delle città più vivibili del mondo. Imparerai che in Austria c’è molto di più di Apfelstrudel e Wiener Schnitzel, poiché il paese è noto per la sua arte, sale da concerto di fama mondiale, come l’Opera di Stato di Vienna, i musei, il patrimonio architettonico e la natura. Se sei un vero appassionato di attività all’aperto, troverai l’Austria un posto fantastico in cui vivere, poiché il paese offre tutti i tipi di attività all’aperto: fare escursioni e sciare sulle Alpi, navigare su uno dei tanti laghi del paese o andare in bicicletta. Naturalmente, ci sono anche molti modi per rilassarsi nelle grandi città e nella splendida campagna austriaca. Ultimo ma non meno importante, grazie alla sua posizione centrale, è molto facile intraprendere nuove avventure e scoprire il resto d’Europa.

Il Museo di Storia dell'Arte a Vienna

Foto: Museo di storia dell’arte a Vienna; © Andreas N. via Pixabay

Una vasta gamma di opportunità educative

L’Austria ha una lunga tradizione di istruzione superiore. L’Università di Vienna è stata fondata nel 1365 ed è la più antica del paese. Quando studi in Austria, puoi scegliere tra una vasta gamma di programmi di studio e opportunità di ricerca all’avanguardia. La lingua principale di insegnamento è il tedesco, ma numerosi programmi sono tenuti in inglese. Gli istituti di istruzione superiore nel paese offrono un numero sempre crescente di programmi di laurea (oltre 2.000): puoi scegliere tra programmi di ricerca di prima classe, un’istruzione di fama mondiale in una qualsiasi delle università di arti liberali, pratica di alta qualità programmi di laurea orientati alle università di scienze applicate, formazione aggiornata degli insegnanti e programmi innovativi presso università private. 

Se hai trovato un programma di studio che ti piace, puoi contattare direttamente l’istituto di istruzione superiore di tua scelta. Le procedure di ammissione in Austria sono curate direttamente dagli stessi istituti di istruzione superiore. La maggior parte delle istituzioni offre borse di studio per aiutarti lungo la strada, così puoi goderti appieno i tuoi studi, la vita personale e la vita all’aria aperta. 

Studenti di fronte all'Università di musica e arti dello spettacolo di Vienna

Foto: studenti di fronte all’Università di musica e arti dello spettacolo di Vienna; © OeAD / Gava

Scopri di più

Per ulteriori informazioni sullo studio in Austria, visitare il sito Web Study in Austria e il profilo del Paese austriaco .

Sei uno studente in Austria? Condividi la tua esperienza inviando un’e  mail a info@studyineurope.eu

Le tradizioni di Halloween in Europa

Forse non tutti sanno che la festa di Halloween non nasce in America ma ha origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando la verde Erin era dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico. Dall’Irlanda, la tradizione è stata poi esportata negli Stati Uniti dagli emigranti, che, spinti dalla terribile carestia dell’800, si diressero numerosi nella nuova terra.

Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day. L’importanza che, tuttavia, viene data alla vigilia si deduce dal valore della cosmologia celtica: questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei paesi anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalla parole “Eve”, tra cui la stessa notte di Capodanno, “New Year’s Eve”, o la notte di Natale “Christmas Eve”.

I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori. I ritmi della loro vita erano, scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi. Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo. Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain, che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

Ma come si è diffusa questa festa negli stati Europei?

L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari. La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti.

Vediamo le tradizioni nei vari paesi europei

In Austia la tradizione è quella di lasciare pane, acqua e una lampada accesa sul tavolo perchè un tempo si credeva che tali elementi avrebbero dato il benvenuto alle anime dei morti che ritornano sulla terra.

In Belgio l’usanza è quella di accendere candele in memoria dei defunti, mentre in Slovacchia vengono posizionate,davanti al camino acceso, delle sedie. C’è una sedia per ogni membro della famiglia in vita ed una per ciascun defunto.

In Germania nella notte di Halloween non si usano i coltelli che vengono conservati in luoghi chiusi. Questo perché tradizione vuole che si eviti il rischio di ferire gli spiriti.

In Irlanda in molte zone, si riproducono ancora gli antichi riti celtici, con falò accesi e bambini vestiti in costume. Il cibo tradizionale della festa è il Barm Brack, un pane poco dolce con uvetta ideale per spalmare marmellata e burro. Di solito, si usa anche inserire una monetina e un anello nella torta: chi trova la monetina sarà destinato a diventare ricco entro l’anno, mentre chi prende la fetta con l’anello si sposerà entro 12 mesi.

In Inghilterra i bambini realizzavano dei pupazzetti, i Punkies, intagliando le barbabietole, mentre le lanterne per cacciare gli spiriti maligni venivano create con le rape. Inoltre si usava lanciare degli oggetti nei falò per spaventare gli spiriti e per avere indicazioni sul futuro delle persone: se due giovani lanciavano i dadi nelle fiamme e questi esplodevano, significava che il loro matrimonio sarebbe stato burrascoso, mentre se una persona gettava un sasso nel fuoco e la mattina dopo non era più visibile, si credeva che l’individuo sarebbe morto entro l’anno.

In Spagna si consuma una bevanda alcolica dopo aver recitato un incantesimo, con l’accompagnamento di musica. La Quemada è composta da alcool distillato dal succo di frutta, miscelato con caffè, scorza di limone e zucchero. Inoltre gli alimenti consumati durante i festeggiamenti di Halloween spagnoli sono le castagne e le patate dolci.Oltre a questo i fornai spagnoli preparano dolci a base di marzapane, chiamati Huesos de Santo, o le ossa del Santo. Le origini di questi alimenti si trovano nelle feste funebri in Spagna da tempi antichi.

E in Italia?

In Italia il culto dei morti ha origini antichissime, ancora prima dell’avvento del Cristianesimo.

Le tradizioni variano di regione in regione:

in Piemonte e Valle d’Aosta, dove si era soliti uscire di casa nella sera della festa dei morti lasciando la tavola imbandita per dare modo agli spiriti dei defunti della famiglia di riunirsi nella loro vecchia dimora. In Trentino Alto Adige le campane suonavano fino a tardi per richiamare le anime dei defunti attorno alle abitazioni: si andava quindi a dormire lasciando la tavola imbandita e il camino acceso.
In Liguria erano invece i bambini a ricevere qualcosa, ovvero un dolcetto tipico detto “Ben dei morti”.

In Lombardia, fino agli anni ’50-’60, i bambini intagliavano delle zucche (dette “lumere”) prima di uscire a bussare alle porte dei vicini per chiedere in dono dolci, castagne e frutta secca, ma c’era anche l’usanza di lasciare sul davanzale della finestra latte, castagne e un bicchiere di vino per i morti che sarebbero tornati nottetempo a visitare la casa.

In Friuli Veneto molto ricorrente è il lancio das cidules, festa di origine celtica per garantire la fertilità dei campi, nella quale si lanciano rotelle di faggio infuocate giù da pendii e dirupi gridando frasi propiziatorie, e la Fiesta dalis muars, durante la quale la città di Ampezzo si riempie di zucche intagliate.
I dolci tipici sono le fave, dolcetti colorati tipici del Friuli Venezia Giulia.

In Sicilia, nella regione di Caltanissetta, esiste tutt’ora per i bambini la tradizione di “apparare i scarpi”, ovvero lasciare le proprie scarpette vecchie in un angolo della casa o fuori dalla porta della camera, per ritrovarle il giorno dopo sostituite da un paio nuovo, o un paio di scarpette di zucchero, oppure riempite di dolcetti portate dagli spiriti dei defunti. In altre zone si può fare una vera e propria “caccia” al regalo nascosto dai morti in casa, recitando la frase “Armi santi, armi santi/ io sugnu unu e vuatri tanti/ Mentri sugnu ‘ni stu munnu di guai/ cosi ri morti mittiminni assai” (“anime sante, anime sante/ io sono uno e voi siete tante/ Mentre sono in questo mondo di guai/ di cose dei morti mettetemene assai”), parole con cui i bambini invocano i regali delle anime sante, le “cosi ri morti”.
Tipiche anche le statuine di pasta di mandorle regalate ai bambini in occasione della festa dei morti e i dolcetti “ossa di morto”, che si trovano tuttavia letteralmente in tutta Italia, fino alla Toscana e alla Lombardia.

Ossa di morto tipici siciliani

In Abruzzo non soltanto i bambini andavano a chiedere doni ai vicini, ma similmente a quanto visto in Piemonte e Val d’Aosta, gli abitanti della casa vanno a dormire lasciando la tavola imbandita per i morti,

La tavola dei morti

mentre in Toscana, Marche e Umbria sono rimaste più che altro ricette legate a questa festività, come gli Ossi di morto e il Pane dei Morti (detto a Siena anche Pan co’ Santi). Nelle campagne della Valdichiana la zucca intagliata non è una novità: i bambini facevano per le feste di fine Ottobre la “morte secca“, ovvero il classico teschio stilizzato che veniva lasciato illuminato presso le siepi o agli angoli delle strade per spaventare i passanti, mentre sul monte Argentario c’era la singolare tradizione di lasciare sulle tombe dei morti bambini, nella notte di Ognissanti, un paio di scarpette perché si credeva che al tramontare del sole avrebbero potuto andare in giro per una notte.

In Calabria vi è la secolare tradizione del “coccalu di muortu“, una zucca intagliata a forma di teschio con cui i ragazzini gironzolano per le vie del paese e bussano agli usci delle case  chiedendo “Mi lu pagati lu coccalu?” (“me lo pagate il teschio?”).
In Sardegna si festeggia da sempre “il bene delle anime” con l’usanza definita “is animeddas” nel Sud dell’isola e “su mortu mortu” nella zona del nuorese: in entrambi i casi i bambini vanno a bussare alle porte dei vicini chiedendo dolci, frutta secca, pane per le anime dei morti. I grandi invece, con piccole varianti in tutta la Regione, consumavano un tempo una cena frugale per poi lasciare gli avanzi sul tavolo, tutte le credenze aperte e una brocca ben colma d’acqua per calmare la fame e la sete dei defunti, che quella notte tornavano sulla terra e avrebbero potuto arrabbiarsi se non avessero trovato la giusta ospitalità.

In Puglia i bambini, fino agli anni ’50, si vestivano con gli abiti dei nonni e andavano di porta in porta recitando una filastrocca. In alcune zone i bambini trovano la “calza dei morti”.

La calza dei morti

Insomma, anche se ogni anno dobbiamo sopportare le lamentale di nonni, genitori e catechisti perché Halloween non appartiene alla nostra tradizione, non è affatto così: questa festa, come tanti culti pagani osteggiati dal Cristianesimo, ha tante italiche sorelle, unite tutte dalla stessa origine e dallo stesso scopo. Scrive Duccio Balestracci che

<<occorreva propiziarsi, all’interno di un concetto di tempo ciclico, il ritorno della buona stagione, della luce, del calore e soprattutto dei nuovi raccolti. Lo si faceva con la festa (elemento di frattura fra un tempo che è morto e un tempo che deve rinascere), convocando, al tempo stesso, il ricordo dei morti che dovevano svolgere il loro ruolo di “protezione” su i vivi in un momento “critico” dell’anno>>

Ovvero, uno di quei momenti in cui i confini tra il nostro mondo e quello dell’oltretomba si fanno più labili, permettendo comunicazione e contatto tra le condizioni umane di vita e morte, di sopra e sotto, di ospiti e padroni di casa.

Buon Halloween a tutti!

La Francia è stato il primo paese ad introdurre le targhe delle automobili

Al mondo d’oggi avere la targa sulla propria auto è necessario come avere qualsiasi altro componente della vettura. Guidare senza sarebbe illegale e ci si troverebbe di fronte a salatissime sanzioni.

Sebbene la prima automobile è stata inventata nel 1886, la prima targa della storia risale a qualche anno dopo.

Verso la fine del 1890 infatti il numero di vetture in circolazione in strada era aumentato in maniera decisa ed in Francia si sentì la necessità di poter riconoscere velocemente un’auto dall’altra. I francesi iniziarono quindi a lavorare per risolvere il problema e il 14 agosto del 1983 l’amministrazione comunale emanò un’ordinanza di polizia, con cui si rendeva obbligatorio, per tutte le vetture pubbliche, l’utilizzo di una targa di riconoscimento. Si trattava di una placca in metallo, con numeri bianchi su sfondo nero. Tre anni dopo vennero adottate anche in Germania, mentre nel 1898 l’Olanda fu il primo paese ad introdurre una targa nazionale.

In Italia un primo sistema di immatricolazione si ebbe con il Regio Decreto 416 del 28 luglio 1901, che limitava l’obbligo delle targhe alle automobili in servizio pubblico.

Brexit: il Parlamento UE garantisce i fondi per i beneficiari Erasmus fino al 2020

Torniamo a parlare di Brexit. Il parlamento UE si impegna a garantire i fondi UE a beneficiari britannici quali università, comunità locali, agricoltori e studenti Erasmus; senza dimenticare di sostenere i lavoratori dipendenti e autonomi in tutta l’UE a 27.

Il primo provvedimento sancisce che ricercatori, studenti e agricoltori britannici continueranno a ricevere il sostegno dell’UE, anche nel caso di una Brexit senza accordo: l’Europarlamento ha approvato una misura per garantire che i fondi UE per il 2020 restino disponibili anche in caso di “no deal”. Tale progetto di regolamento, di fatto, proroga al 2020 il piano di emergenza approvato dal Parlamento europeo il 17 aprile 2019, limitato al 2019.
L’obiettivo è quello di ridurre al minimo l’impatto negativo che il ritiro del Regno Unito potrebbe avere sui beneficiari dei finanziamenti UE e sul bilancio dell’Unione europea in caso di “no deal”.

Brexit, deal or no deal concept. United Kingdom and European Union flags on dice, black background. 3d illustration

La misura comprende anche il Programma Erasmus+, oltre a Orizzonte 2020, le politiche agricole e regionali.
La proposta consentirebbe di prorogare i pagamenti ai beneficiari britannici per tutto il 2020, a condizione che il Regno Unito continui a versare i propri contributi e accetti i controlli e le verifiche necessarie.

Fonte: Comunicato Stampa Parlamento Europeo

Azione della UE per il consolidamento della pace giovanile

I giovani sono alcuni dei più forti sostenitori della società per la pace. Ecco un nuovo rapporto che evidenzia come l’UE può aiutarti a rendere il mondo un posto più sicuro.

I giovani stanno diventando sempre più attivi nel promuovere la pace e prevenire la radicalizzazione. Riconoscendo, l’UE, la più grande fonte al mondo di fondi per la costruzione della pace e di programmi per i giovani, ha promosso azioni volte a facilitare la creazione di società armoniose e sicure.

Un nuovo rapporto – Mappare i progressi della gioventù, della pace e della sicurezza nell’UE – fornisce una panoramica delle attività di costruzione della pace in cui puoi essere coinvolto. Pubblicato dalla United Network of Young Peacebuilders, è il luogo perfetto per ottenere idee – e iniziare! 

Cosa puoi fare

Il modo più diretto per passare all’azione per i giovani, la pace e la sicurezza sostenuta dall’UE è attraverso il programma Erasmus + . Ciò finanzia attività come scambi e istruzione per i giovani e le organizzazioni giovanili di tutto il mondo. Lo scambio virtuale Erasmus + (EVE) , ad esempio, aiuta a costruire legami interculturali tra i giovani residenti in Europa e nel Mediterraneo meridionale. 

Puoi anche lavorare attraverso organizzazioni nel Forum europeo della gioventù e UNOY Peacebuilders . Entrambi aiutano a definire le azioni a favore della gioventù, della pace e della sicurezza nell’UE. UNOY Peacebuilders include un’organizzazione di base nelle regioni di conflitto, mentre il Forum europeo della gioventù sta cambiando le sue regole per includere più gruppi dal basso verso l’alto. 

Inizia la tua attività di costruzione della pace? Il toolkit di formazione UNOY Youth4Peace ha ottimi suggerimenti e idee. E dai un’occhiata al toolkit UNOY 2250 per una guida di facile comprensione su un’innovativa risoluzione delle Nazioni Unite su gioventù, pace e sicurezza.

Tieni d’occhio gli eventi in cui potresti avere voce in capitolo. Ad esempio, nel 2018 il servizio diplomatico dell’UE, il servizio europeo per l’azione esterna, ha contribuito a organizzare una prima conferenza dell’UE su gioventù, pace e sicurezza: promozione della gioventù nella costruzione della pace .

Hai bisogno di finanziamenti per andare avanti? Se fai parte di un’organizzazione ammissibile, lo strumento di cooperazione allo sviluppo dell’UE e lo strumento che contribuisce alla stabilità e alla pace potrebbero essere buone fonti. 

La relazione indica molte altre strade da esplorare, come la strategia dell’UE per la gioventù e gli obiettivi europei della gioventù . 

Alcuni sono più accessibili ai giovani e alle piccole organizzazioni rispetto ad altri, e alcuni non si concentrano solo sulla costruzione della pace. Ma tutti sono modi in cui puoi difendere la pace e i diritti umani!

Guardando avanti

La relazione invita l’UE ad aumentare la partecipazione dei giovani alla costruzione della pace in tutti i dipartimenti e tipi di attività. Ad esempio, afferma che le delegazioni dell’UE nei paesi di tutto il mondo potrebbero aumentare il loro impatto aprendosi alle idee e alla leadership dei giovani sul campo. Dice anche che dovrebbero esserci più finanziamenti per la gioventù, la pace e la sicurezza e che dovrebbe essere più facile monitorare l’azione dell’UE. 

Quindi tieni d’occhio i potenziali cambiamenti lungo la linea!

Necessità nelle vicinanze

Infine, non dimenticare le opportunità più vicine a casa. 

Alcuni paesi, come la Finlandia, stanno già lavorando a un piano d’azione nazionale su gioventù, pace e sicurezza. Familiarizzare con i giovani finlandesi, le azioni di pace e sicurezza qui . Scopri di più sulle tue politiche nazionali per i giovani sulla piattaforma Wiki per i giovani dell’UE .

Paesi sotto i riflettori: La Slovacchia

Rimarrai stupito dalla bellezza e dall’ospitalità della Slovacchia quando deciderai di vivere e studiare in questo piccolo paese con un grande cuore situato nell’Europa centrale. Se scegli di studiare in Slovacchia, puoi avere molta Europa a portata di mano: fare colazione a Budapest (Ungheria), andare a pranzo a Bratislava (Slovacchia) e goderti la cena a Vienna (Austria). Le distanze tra queste tre grandi capitali europee sono davvero ridotte. Inoltre, la metropoli slovacca Bratislava si trova sul fiume Danubio, quindi puoi fare una gita in barca verso queste capitali vicine e verso gli altri sette paesi lungo il Danubio. 

Studi accessibili a tutti 

La qualità delle università slovacche è aumentata rapidamente negli ultimi anni. Gli istituti di istruzione superiore slovacchi offrono solo programmi di studio accreditati. La lingua dei programmi è generalmente slovacca, ma le istituzioni offrono anche una serie di programmi di studio in altre lingue, principalmente in inglese. Hai una vera passione per le lingue? Esistono anche programmi di studio in ungherese, francese, tedesco o russo. Se sei davvero alla ricerca di una sfida e vuoi laurearti a tempo pieno nella lingua madre del Paese, lo slovacco, non devi pagare le tasse universitarie, a condizione che tu finisca gli studi entro la lunghezza standard dello studio.

Studenti in Slovacchia

Non solo Studio

Se scegli di studiare in Slovacchia, scoprirai che non si tratta solo di ottenere una laurea. Le università slovacche offrono molte attività extracurricolari, specialmente quando sono coinvolte organizzazioni studentesche. Puoi fare sport, cantare in un coro, fare escursioni in montagna e molto altro ancora. La Slovacchia ti incoraggia a conoscere il paese, la sua gente, la cultura e la bellezza della natura, come gli Alti Monti Tatra, che sono classificati dal New York Times come uno dei primi 20 posti al mondo da visitare. Accanto agli Alti Monti Tatra, la Slovacchia ospita anche sette siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, che meritano sicuramente una visita.

Dalla tradizione all’innovazione

La Slovacchia è un paese progressista e dinamico. Si è sviluppato dalla pianificazione economica centrale a un’economia di mercato completamente aperta utilizzando l’euro. Le moderne tecnologie vengono applicate non solo nell’industria automobilistica, ma anche nella produzione di elettrodomestici audiovisivi, per esempio. Le innovazioni e i nuovi servizi sono oggi un fattore importante. Ogni giorno vengono lanciate nuove aziende, emergono edifici e monumenti e le condizioni di vita migliorano. Tuttavia, gli slovacchi si assicurano anche che i loro valori tradizionali siano ben mantenuti, tra cui la musica folk. In termini di sicurezza, la Slovacchia appartiene ai primi 25 luoghi più sicuri in cui vivere al mondo; ti sentirai a casa all’istante. 

Resta e lavora dopo i tuoi studi 

Vuoi condurre ricerche e lavorare in Slovacchia dopo i tuoi studi? Sebbene la Slovacchia sia uno dei paesi più giovani dell’Europa centrale, offre un numero crescente di opportunità per svolgere ricerche eccellenti, nonché possibilità di tradurle in applicazioni pratiche o idee imprenditoriali. È stata una destinazione attraente per gli investitori stranieri, con una delle quote più alte di esportazioni a media e alta tecnologia nell’Unione europea. La Slovacchia è anche il produttore numero 1 di automobili pro capite al mondo. 

Alunni dell'Università Matej Bel di Banská Bystrica, Slovacchia

In questi anni, la Slovacchia ha una forte ambizione di fare un altro passo avanti per diventare un centro di innovazione nei settori dell’IT e della biotecnologia. Se hai intenzione di lavorare nella ricerca (o in qualsiasi altra area), è bene sapere che un diploma di qualsiasi università slovacca ti permetterà di lavorare in Slovacchia come straniero senza un permesso di lavoro speciale. Quindi, se vuoi studiare in un paese piccolo, accogliente e dinamico all’interno dell’Europa centrale che offre grandi opportunità una volta terminata la laurea, scegli la Slovacchia come luogo di studio!

Scopri di più

Per ulteriori informazioni sullo studio in Slovacchia, visitare il  sito web dell’Agenzia accademica di informazione slovacca (SAIA) . 

Sei uno studente in Slovacchia? Condividi la tua esperienza inviando un’e  mail a info@studyineuropefairs.eu .

DiscoverEU? Vieni ad esplorare l’Europa!

Se questo è l’anno in cui compi 18 anni e ti va di festeggiare scoprendo l’Europa, sappi che c’è un’iniziativa per te! Si chiama DiscoverEU, l’opportunità che l’Unione europea ti offre di ricevere un biglietto per viaggiare in tutto il continente.

Come partecipare
Accedendo alla pagina http://europa.eu/youth/discovereu_it sul Portale Europeo per i Giovani, potrai iscriverti online dalle ore 12 di giovedì 7 novembre alle ore 12 di giovedì 28 novembre 2019.
Ti verranno richiesti i tuoi dati personali e dovrai rispondere ad un quiz di 5 domande a risposta multipla sulla cultura europea e sulle iniziative dell’Unione europea per i giovani. Infine, dovrai rispondere a una domanda di spareggio che consentirà alla Commissione europea di fare una classifica dei partecipanti nel caso in cui riceva un numero troppo elevato di domande.
Puoi partecipare singolarmente, ma anche in gruppo di massimo 5 amici; in quest’ultimo caso, segui attentamente le istruzioni specifiche che trovi sul Portale.

Chi può partecipare
Puoi partecipare se:
– hai compiuto 18 anni nel 2019 o li compirai entro il 31 dicembre 2019 (incluso)
– hai la cittadinanza di uno dei 28 Stati membri dell’Unione europea
– hai intenzione di partire tra il 1º aprile 2020 e il 31 ottobre 2020
– hai intenzione di viaggiare almeno 1 giorno e al massimo 30 giorni
– sei intenzionato a visitare almeno 1 Stato membro dell’Unione europea
– sei disposto a diventare un Ambasciatore DiscoverEU, un testimonial dell’UE con altri giovani.
Ricorda! Non puoi presentare di nuovo domanda di partecipazione se hai già viaggiato con DiscoverEU nell’ambito del precedente turno di candidature, che si è svolto a maggio 2019.

Condizioni di viaggio
Se sarai destinatario di uno dei biglietti disponibili, il principale mezzo di viaggio con cui ti muoverai sarà il treno, ma potrai usare anche altri mezzi se sarà necessario, come autobus e traghetti; in casi eccezionali e in mancanza di altri mezzi disponibili, potrai prendere l’aereo. Con questa flessibilità l’Unione europea vuole sostenere la partecipazione anche di giovani che vivono nelle zone più remote o nelle isole. Allo stesso modo, se hai una disabilità o un problema di salute che rende difficile il viaggio, l’UE ti garantirà il sostegno necessario per partecipare.

Teenage Girl Reading on Train — Image by © Roy Botterell/Corbis

Dettagli e regolamento
Per conoscere tutti i dettagli in merito alla partecipazione, soprattutto in gruppo, e alle condizioni di viaggio, puoi consultare il sito ufficiale dell’iniziativa, il Portale europeo dei Giovani all’indirizzo http://europa.eu/youth/discovereu_it.

Partecipando alle precedenti tornate di DiscoverEU già quasi 50.000 giovani in tutta Europea hanno ottenuto un pass. Ora tocca a te cogliere l’occasione di viaggiare in libertà, conoscere dal vivo l’Europa, fare nuove amicizie e lanciarti alla scoperta di te nel mondo!

(Articolo tratto dal sito internet Agenzia Nazionale Giovani del 07/10/2019)

Corpo Europeo di Solidarietà

Una nuova opportunità per te: i Progetti di solidarietà
Il Corpo Europeo di Solidarietà offre ai giovani tra 18 e 30 anni l’opportunità di impegnarsi in attività di Volontariato, Tirocinio e Lavoro nel proprio Paese o all’estero.
Come? Partecipando a progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa oppure presentando un Progetto di solidarietà da realizzare nel proprio territorio.

I Progetti di solidarietà costituiscono un’importante esperienza di apprendimento non formale per crescere sul piano personale, educativo, sociale e civico, consentendo di realizzare attività nel proprio territorio che abbiano un chiaro valore aggiunto europeo.

Che cos’è un Progetto di solidarietà
Un gruppo di almeno 5 giovani dei Paesi UE tra 18 e 30 anni ha la possibilità di presentare un progetto per realizzare attività di solidarietà nel proprio Paese. Il gruppo sviluppa e attua il progetto per un periodo che va da 2 a 12 mesi, assumendosi la responsabilità e impegnandosi a portare cambiamenti positivi nella propria comunità locale (in tema di inclusione sociale, accoglienza e integrazione di rifugiati e migranti, cittadinanza e partecipazione democratica, protezione dell’ambiente e della natura, creatività e cultura, ecc.).
Il progetto ha un argomento chiaramente identificato da tutti i partecipanti che esprime solidarietà e che viene tradotto in concrete attività quotidiane.

Finanziamento
Il progetto prevede un finanziamento della Commissione europea articolato nelle seguenti voci:

  • 500 euro al mese per la gestione e realizzazione delle attività di progetto
  • 214 euro al giorno (per un massimo di 12 giornate) per retribuire un coach che supporti i giovani nella realizzazione del progetto
  • il finanziamento del 100% dei costi per la partecipazione di giovani con minori opportunità.

Come partecipare e presentare un Progetto di solidarietà
Un gruppo di minimo 5 giovani, oppure un’organizzazione per loro conto, provenienti da uno Stato membro dell’UE presenta il progetto alla propria Agenzia Nazionale (in Italia l’Agenzia Nazionale per i Giovani).
Attenzione! Tutti i giovani che intendono partecipare devono iscriversi o essersi già iscritti al Corpo europeo di solidarietà.

Per la presentazione dei progetti sono previste 3 scadenze:

  • 7 febbraio 2019
  • 30 aprile 2019
  • 1 ottobre 2019.

La presentazione del progetto avviene esclusivamente online attraverso lo specifico webform per Solidarity Projects, disponibile all’indirizzo https://webgate.ec.europa.eu/web-esc/screen/home.

Per approfondire tutte le caratteristiche e i criteri di partecipazione ai Progetti di solidarietà è fondamentale consultare la Guida a Corpo europeo di solidarietà 2019, disponibile cliccando qui: Guida ESC 2019
La Guida è al momento fruibile in inglese, ma sarà presto disponibile anche in italiano.

(Articolo tratto dal sito Web di Agenzia Nazionale Giovani)

OLS- Supporto linguistico online

Per facilitare la comprensione e l’apprendimento delle lingue straniere durante e dopo le mobilità, la Commissione Europea ha messo a punto un supporto linguistico on line per monitorare il livello linguistico degli studenti Erasmus.

Cos’è l’OLS?

Il sostegno linguistico online (Online Linguistic Support – OLS) è una piattaforma gratuita per l’apprendimento online delle lingue, concepita appositamente per i partecipanti ai programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà. Grazie a OLS potrai verificare il tuo attuale livello di conoscenza della lingua che utilizzerai durante l’esperienza all’estero. I risultati del test non precludono la tua partecipazione ad una mobilità Erasmus+ o del Corpo europeo di solidarietà, ma ti consentono di accedere a un corso di lingua OLS! Il sostegno linguistico online è complementare all’insegnamento “in presenza” poiché ti consente di sviluppare le competenze anche fuori dall’aula. Inoltre ti offre diverse attività di apprendimento di gruppo.

Cosa offre?

OLS offre test di valutazione e corsi di lingua online. La flessibilità della piattaforma ti consente di lavorare secondo il tuo ritmo e di adattare l’esperienza di apprendimento alle tue esigenze. OLS offre una vasta gamma di attività per migliorare le tue competenze linguistiche. Potrai seguire MOOC (Massive Open Online Courses) tematici oppure usufruire di lezioni private online con dei madrelingua e altri partecipanti OLS. OLS è disponibile in 24 lingue.

A chi è rivolto?

Se sei uno studente universitario, uno studente dell’Istruzione e formazione professionale (mobilità VET) o un volontario Erasmus+ e sei stato selezionato per il programma Erasmus+ o Corpo europeo di solidarietà, puoi utilizzare OLS.

Nei Paesi Bassi ci sono più biciclette che persone

Nei Paesi Bassi ci sono più bici che persone, per l’esattezza 18 milioni contro 17. A rivelarlo è la BBC in un articolo. In Olanda si sta pensando di realizzare sistemi di riscaldamento delle piste ciclabili per evitare in inverno la formazione di ghiaccio e ridurre i circa 7000 incidenti annuali in cui sono coinvolti i ciclisti a causa di questo problema.

D’altra parte in Olanda stanno già progettando piste ciclabili eco-sostenibili che prevedono l’uso di asfalto riciclato, rifiuti per il dragaggio del fondo stradale, illuminazione ad energia solare, e un’altra innovazione simile c’era da aspettarsela.
Attenzione però, non è tutto oro ciò luccica: olandesi e belgi con questa storia delle biciclette hanno anche un sacco di problemi, ad esempio il sovraffollamento di bici nei parcheggi, per cui si sta pensando di realizzare altri parcheggi sopraelevati, o la presenza di un esercito di bici abbandonate che le amministrazioni di alcune città, stufe, hanno deciso di rimuovere definitivamente anche a costo di rompere i lucchetti a cui sono legate.

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