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Erasmus Travelers Competition

Premi in denaro per condividere esperienze di viaggio e mobilità internazionale

Erasmus Travelers Competition valorizza  le esperienze di viaggio, con  la possibilità di vincere fino a  4,000 euro di premi.

Il progetto mira a coinvolgere blogger, studenti Erasmus o  semplici viaggiatori che desiderino condividere la l’esperienza di viaggio con altri. L’obiettivo è mettere al centro città e luoghi amati in genere per sollecitare altri studenti Erasmus e viaggiatori a scoprire mete diverse e  trovare nuovi stimoli.
 I possibili temi da mettere sotto la lente sono:

  •     Luoghi di interesse
  •     Esperienze Erasmus
  •     Tradizioni e costumi
  •     La tua città natale
  •     Luoghi nascosti
  •     Ricette tradizionali

I contributi possono essere prodotti in forma di  blog/pagina web o articoli su una città o un paese, non tralasciando alcun aspetto appunto, dalle ricette culinarie, alle  tradizioni,  a cosa vedere, cosa visitare, dove mangiare, dove andare per una serata fuori, e   luoghi di interesse dei tipi più disparati. E’ possibile  anche illustrare  la vita nel proprio “nuovo paese”. Infine si  può descrivere una  esperienza in città parlando delle sue caratteristiche chiave e dei luoghi interessanti.

Si può partecipare inviando il proprio ‘taccuino di viaggio’ cliccando qui fino al 17 ottobre

“Be active, be involved!” – Youth Exchange

Nuova call per scambio culturale all’estero.

Nelle date dal 03/11/2019 al 14/11/2019 nella cittadina di Wisła in Polonia.

I partner del progetto sono: Polonia, Italia, Ungheria e Romania.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche in merito alle diverse opportunità per i giovani, compresa l’offerta di Erasmus + di cooperazione internazionale e vari programmi per i giovani come scambi di giovani, formazione, SVE – Servizio volontario europeo ecc.
  • presentare modi diversi di essere attivi e coinvolti nelle nostre stesse comunità confrontando le iniziative esistenti in Polonia, Ungheria, Italia e Romania, identificando le esigenze nelle nostre comunità locali e trovando soluzioni concrete per rispondere ad esse
  • sensibilizzazione interculturale, miglioramento delle competenze linguistiche e lotta con gli stereotipi cooperando con partecipanti provenienti da diversi paesi, con età simile e affrontando problemi simili nella loro vita quotidiana

o scrivici a info@worldnetexchange.eu

Youthpass- un milione di certificati emessi dal 2006 ad oggi

Dal 2006 ad oggi sono stati emessi in Europa un milione di certificati Youthpass (www.youthpass.eu). Si tratta di un certificato rilasciato dalla Comunità Europea ai ragazzi che hanno partecipato alle opportunità del programma Erasmus+, settore Gioventù, attestandone le competenze acquisite e spendibili nel proprio percorso di vita. Ciò si traduce in un milione di occasioni di apprendimento create dagli innumerevoli progetti europei.


È uno strumento che promuove il settore dell’educazione non formale e permette di dare visibilità e riconoscibilità al bagaglio di acquisizioni, apprendimenti, competenze trasversali apprese grazie al programma europeo. Dell’emissione dei certificati in Italia se ne occupa l’Agenzia Nazionale per i Giovani che nel solo ultimo programma ne ha riconosciuti oltre 71mila in 4915 progetti promossi da 2121 organizzazioni.
«Il riconoscimento delle competenze non formali è di cruciale importanza per la crescita dei giovani europei. Il mercato del lavoro ha subito cambiamenti strutturali e l’educazione non formale e le soft skills acquisiscono importanza fondamentale per aumentare l’occupabilità dei ragazzi. È necessario rafforzare la consapevolezza da parte del mercato del lavoro dell’importanza dello Youthpass». Dichiara Domenico De Maio, direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani.

Sir Nils Olav

Nils Olav è un pinguino reale, mascotte della Guardia Reale norvegese con il grado di brigadiere e la carica di colonnello-in-capo. Vive nello Zoo di Edimburgo, in Scozia, ed è considerato un simbolo della stretta collaborazione fra i due paesi. Il nome e i gradi di Nils Olav vengono passati di pinguino in pinguino dal 1972: quello attuale è il terzo.

Nel 1961 il tenente della Guardia reale norvegese Nils Egelien visitò Edimburgo in occasione della Edinburgh Military Tattoo e si interessò ai pinguini reali dello zoo. Nel 1972, durante una nuova visita la sua unità adottò un pinguino. Il nome è un omaggio allo stesso Nils Egelien e a Olav V, re di Norvegia. Il pinguino ottenne il grado di lancia spezzata ed è stato promosso in occasione di ogni visita: nel 1982 è stato fatto caporale, nel 1987 sergente. Poco dopo il primo Nils Olav è morto, e il suo posto è stato preso da Nils Olav II.

Nel 1993 è stato promosso regimental sergeant major, nel 2001 honourable regimental sergeant major. Nel 2005 è stato nominato colonnello-in-capo ed è stata eretta una statua di bronzo alta 4 piedi in suo onore. Nel 2008 è stato nominato cavaliere.

Fra il 2008 e il 2016 il secondo è stato sostituito da Nils Olav III, che nel 2016 è stato nominato brigadiere.

Digital Education at School in Europe- il rapporto di Eurydice

I sistemi educativi europei riescono davvero a preparare le giovani generazioni agli ambienti digitali d’avanguardia di oggi? Con quanto successo riescono a perseguire tale obiettivo?

Il rapporto di Eurydice, dedicato all’educazione digitale a scuola in Europa esce con il titolo Digital Education at School in Europe, rivela quanto necessaria sia un’attenzione sempre maggiore all’educazione digitale. Infatti, sebbene i sistemi educativi europei abbiano incluso l’educazione digitale nei curricoli scolastici e abbiano promosso l’uso delle tecnologie a fini pedagogici è possibile spingersi ancora oltre.

Nel testo, vengono affrontati diversi aspetti dell’educazione digitale, che si sviluppano in quattro capitoli: curricoli scolastici e risultati dell’apprendimento; sviluppo delle competenze digitali degli insegnanti; valutazione delle competenze digitali degli studenti e uso delle tecnologie digitali per valutare gli studenti e, infine; strategie e politiche nazionali sull’educazione digitale a scuola.

Le tematiche trattate dal rapporto offrono a decisori politici, ricercatori e all’intera comunità educativa informazioni di taglio comparativo sulle attuali politiche scolastiche di educazione digitale in Europa, mentre gli allegati aggiungono informazioni specifiche per paese, sui curricoli scolastici, i quadri di riferimento sulle competenze degli insegnanti, strategie di livello superiore e agenzie che supportano l’educazione digitale a scuola.

In quasi tutti i sistemi educativi, le autorità di livello superiore sono coinvolte nell’offerta di attività di sviluppo professionale continuo, nell’ambito dell’educazione digitale, destinate agli insegnanti. In alcuni paesi, tra cui l’Italia, lo sviluppo professionale continuo degli insegnanti rientra fra le iniziative che affrontano l’argomento della digitalizzazione della società.

In particolare, in Italia, al completamento della formazione professionale iniziale, i futuri insegnanti di scuola secondaria devono superare un esame per ottenere la qualifica di insegnante e conseguentemente accedere alla professione docente. Le competenze digitali specifiche degli insegnanti vengono valutate proprio nell’ambito di tale esame. I futuri insegnanti di scuola primaria vengono invece valutati nel corso della formazione iniziale

Una gran parte dei paesi europei ha attualmente delineato dei piani per investire nelle infrastrutture digitali delle scuole. In molti paesi, l’investimento nelle infrastrutture viene chiaramente indicato tra gli obiettivi della strategia sull’educazione digitale. In alcuni paesi, tra cui l’Italia, gli investimenti nelle infrastrutture digitali vengono identificati come una necessità importante in relazione all’educazione digitale e pertanto costituiscono un tema chiave della strategia generale sull’educazione digitale.

Include tutti i 28 Stati membri dell’UE, oltre ad Albania, Bosnia ed Erzegovina, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia.

Questo rapporto della rete Eurydice offre, inoltre, una panoramica sulle strategie e le politiche nazionali attuali in materia di educazione digitale a scuola.

I livelli di istruzione coperti sono il livello primario e il livello secondario (inferiore e superiore), relativamente all’anno scolastico 2018/19 nei 38 paesi europei (43 sistemi educativi), che partecipano al programma dell’Unione europea Erasmus+.

Il rapporto completo, Digital Education at School in Europe, è disponibile a questa pagina del sito di Eurydice Italia. Inoltre, è online anche una sintesi che ripropone i risultati principali del rapporto, dal titolo Eurydice Brief Digital Education at School in Europe.

di Erica Cimò
Unità Eurydice Italia

Don’t stop me now- Progetto Ka1

Si è concluso ieri il progetto di scambio culturale Ka1 Don’t stop me now organizzato dall’associazione World Net con i partner Spagnoli e Polacchi.

I topic del progetto sono: Iniziativa giovanile, crescita personale, attività team building, Dragon Dreaming, nuove idee, nuovi progetti, nuovi sogni.

Le attività sono state svolte dal 05 al 12 settembre 2019 e come sempre i ragazzi hanno collaborato, scoperto cose nuove, imparato cos’è il programma Erasmus Plus e come partecipare ad altri progetti come questo, condiviso idee, progetti e sogni,creato nuove amicizie e consolidato il proprio rapporto con le culture straniere e la lingua inglese.

La biro, un’invenzione tutta ungherese.

Tutti quanti impariamo a scrivere fin da piccoli e lo strumento che tutti abbiamo utilizzato e ancora oggi usiamo per scrivere, è sicuramente la penna a sfera o più comunemente chiamata BIRO.

Ma da dove nasce quest’idea?

Il giornalista e inventore ungherese László József Bíró a causa della sua intensa attività giornalistica, cercò di creare uno strumento per scrivere che fosse più efficace della penna stilografia.

La penna stilografica, pur essendo un tipo di penna molto diffuso all’epoca, presentava diversi inconvenienti: l’inchiostro impiegato macchiava i fogli assai frequentemente, comportava lunghi tempi di asciugatura e andava ricaricata spesso. Fu così che Bíró provò a sostituire il tipo di inchiostro che si usava per scrivere, con quello delle rotative che stampavano i giornali, tuttavia essendo questo molto viscoso rendeva la scrittura difficoltosa e poco fluida.

Una leggenda narra che l’idea definitiva gli venne osservando alcuni bambini giocare a biglie per la strada: le biglie, dopo aver attraversato una pozzanghera, lasciavano dietro di loro una riga di fango uniforme. Ebbe così l’intuizione di creare una penna a sfera, inserendo all’estremità di una cartuccia d’inchiostro una piccola sfera metallica libera di ruotare, la rotazione prelevava l’inchiostro dalla cartuccia e lo depositava sulla carta. L’invenzione venne perfezionata insieme al fratello György, un chimico, il quale sviluppò la formula di un inchiostro a rapida asciugatura e viscosità adeguata. Il 15 giugno 1938 i due fratelli crearono un primo prototipo soddisfacente e lo brevettarono in Ungheria e in Gran Bretagna.

Nel 1941 i fratelli Bíró insieme ad un amico, Juan Jorge Meyne, fuggirono dalla Germania e si trasferirono in Argentina, dove formarono la Bírós Pen of Argentina e nel 1943 depositarono un nuovo brevetto. La loro penna venne venduta in Argentina come Birome (dai nomi di Bíró e Meyne), tanto che in quel paese le penne a sfera sono ancora note con quel nome. Questo nuovo progetto venne autorizzato dagli inglesi, che introdussero le penne a sfera per gli equipaggi della RAF con il nome di Biro. Le penne a sfera si dimostrarono più versatili delle penne stilografiche, soprattutto in alta quota, dove le stilografiche erano più soggette a perdite di inchiostro.

Ancora oggi le penne Biro sono usate tutti i giorni da miliardi di persone. Un’invenzione che sicuramente ci ha cambiato la vita!

ERASMUS WITHOUT PAPER European Student Card initiative

La European Student Card initiative (ESC) è un’iniziativa chiave dello Spazio Europeo dell’istruzione, che ambisce a rendere la mobilità accessibile a tutti e a rilanciare un senso di identità europea tra gli studenti.

Uno dei principali obiettivi è la semplificazione dei processi amministrativi legati alla mobilità degli studenti. A tale scopo, l’iniziativa sarà operativa attraverso:

un potenziamento dell’ Erasmus+ Mobile App unico entry point per gli studenti, atta a gestire tutte le fasi di una mobilità: prima, durante e dopo;

la digitalizzazione delle procedure amministrative in uso alle Università, collegando i loro sistemi informatici attraverso l’Erasmus Without Paper (EWP), per lo scambio di dati elettronici relativi agli studenti.

L’Erasmus+ Mobile App, consentirà l’accesso, agli studenti, attraverso un’ identificazione digitale che faciliterà l’espletamento delle procedure amministrative ed agevolerà il colloquio con il sistema Europass ed altri tool europei. Il riconoscimento univoco dello studente potrà avvenire apponendo, sulla già esistente card, un  “European Student” hologram, QR code and unique European Student Card number.

Lo scambio informatizzato dei dati potrà, invece, avvenire attraverso il Netwok Erasmus without Paper (EWP) progetto finanziato dalla Commissione europea e sviluppato da European University Foundation finalizzato alla realizzazione di un network per lo scambio dei dati in modalità sicure e veloci.

Di seguito gli scenari esistenti e gli adeguamenti necessari per connettersi ad EWP Network, primissimo step per l’implementazione dell’ESC:

Attraverso EWP si potrà:

–gestire il carico di lavoro amministrativo per studenti e personale. Gli studenti ed il personale che realizza un progetto di mobilità, devono redigere diversi documenti, con un impegno notevole. EWP ridurrà questo impegno;

–creazione di infrastrutture digitali pubbliche e gratuite per le Università e gli utenti finali;

– creazione di una rete in grado di collegare diversi strumenti già in uso.”

(Articolo a cura di Alessia Ricci del 05/09/2019 da Erasmus Plus)

#BeActive – la settima europea dello sport

Si svolge ogni anno dal 23 al 30 settembre, la settimana europea dello sport che consente a milioni di persone di collaborare alla costruzione di stili di vita migliori e più sani per i cittadini di tutto il mondo.

Lanciata nel 2015, la settimana dello sport è stata creata in risposta al peggioramento della crisi di inattività.

Nonostante lo sport e l’attivitò fisica contribuiscano sostanzialmente al benessere dei cittadini europei, il livello di attività fisica è attualmente stagnante e addirittura in calo in alcuni paesi.

Per questo motivo da 5 anni si svolge la settimana europea dello sport, al fine di sensibilizzare su quanto sia importante uno stile di vita attivo per tutti, indipendentemente da chi siamo e cosa facciamo, l’attività fisica regolare ha un profondo impatto sulla nostra salute mentale e fisica a lungo termine.

A partecipare quest’anno saranno 42 paesi, con più di 50000 eventi in tutta Europa,con una media di 13.643492 partecipanti, tra cui professionisti dello sport, appassionati, esperti, associazioni sportive ecc.

“Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” la località con il nome più lungo d’Europa

Sapevi che in Galles esiste una cittadina con il nome più lungo d’Europa?

Si tratta della cittadina di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” nella contea gallese di Anglesey.

Il nome è composto da ben 58 caratteri e tradotto significa << Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tisilio nei pressi della caverna rossa>>

Per praticità il nome viene abbreviato in Llanfair PG o Llanfairpwll.

Grazie alla particolarità del nome la cittadina è una meta turistica molto ambita, infatti molte persone si fermano alla stazione ferroviaria per farsi scattare una foto a fianco del cartello che contiene il nome per esteso.

La cittadina di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” si classifica come prima in Europa per la lunghezza del suo nome, ma seconda al mondo, preceduta da ” Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu ” in Nuova Zelanda.

La domanda che adesso ci poniamo è: come si chiameranno mai i cittadini di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” ?

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