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27/01/2020 Giornata della memoria

Sono passati 75 anni da quando nel 1945 le truppe sovietiche scoprirono il campo di concertramento di Auschwitz e anche gli orrori che esso racchiudeva.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

Liliana Segre, senatrice a vita e superstite dei campi di concentramento parla di quegli anni.
“Senza storia non c’è memoria. E se perdiamo la memoria annientiamo il futuro’, pur non avendone l’autorità. Mi batto da tanti anni affinchè nulla vada perduto di tutto il dolore di così tante vittime. Nulla vada dimenticato dei fatti orribili e indicibili che sono accaduti ad Auschwitz e negli altri campi. Per questo, credo che sia molto importante lo studio della storia, che va d’accordo con la memoria, perchè senza storia non c’è memoria”.

Liliana Segre

Segre per tanti anni ha incontrato ragazzi, studenti per raccontare la sua storia ma senza mai parlare di odio.

I racconti della senatrice non vogliono essere “sempre un monito per i ragazzi, perchè diventino forti e sappiano fare le scelte giuste. Imparino a non ascoltare quello che grida più forte, anche se spesso è più facile, ma abbiano, invece, molta fiducia in se stessi. Perché io – prosegue Segre – ho sperimentato la forza che si può avere, anche nei momenti più duri, per andare avanti – ‘una gamba davanti all’altra’ – senza lasciarsi andare.
Forse, è proprio questo insegnamento che io spero di riuscire a trasmettere, come nonna: non odiare e non vendicarsi, ma nello stesso tempo non dimenticare. Essere forti per gli altri, oltre che per sè stessi”. “Io sono stata considerata ‘diversa’, a causa delle leggi razziali fasciste, quando avevo 8 anni. E quindi so come ci si sente a essere considerati ‘diversi’, quando invece ci si sente così ‘uguali'”, aggiunge.

admin

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