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Viaggiare con Erasmus? Ecco le città più economiche d’Europa

Studiare o lavorare in un paese estero è il sogno di molti, ma quando si parla di costi l’opinione cambia.

Grazie alle statistiche Uniplaces sappiamo che l’affitto è quello che influisce di più sulle spese di questa esperienza e ogni città europea ha un costo.

Allora quali sono le città più economiche d’Europa?

“A Varsavia a studiare inglese e francese, spendendo meno che a Londra e Parigi e con la speranza di divertirsi come a Barcellona. A sorpresa la capitale polacca si posiziona tra le migliori città universitarie europee per l’Erasmus, almeno secondo la classifica elaborata da Uniplaces, piattaforma online di affitti per studenti, che ha elaborato l’elenco valutando cinque fattori: costo dell’affitto, costo delle rette universitarie, costo medio di un pasto in ristoranti economici, abbonamento mensile per i trasporti pubblici (con riduzione studenti) e numero di università pubbliche.

Per gli studenti europei le nazioni in cui l’esperienza all’estero è sia conveniente, sia qualificante dal punto di vista formativo diventano Germania, Paesi Bassi, Spagna, Belgio e Polonia, con Varsavia, appunto, che spicca tra le capitali. Certo, nelle scelte degli studenti contano anche altre cose, come il costo di birra e spuntini conviviali, che rendono assai attraenti Berlino, Lisbona, Budapest e Praga (1,30 euro per una birra) con la sua pils economica.

Secondo i dati  di Indire, l’Istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca, dall’inizio del programma Erasmus, nel 1987, fino al dicembre 2016 gli studenti universitari coinvolti a livello europeo sono oltre 3 milioni e mezzo, con l’Italia tra i primi quattro Paesi per studenti impegnati nello studio in università estere. Nonostante il perdurare della crisi, nel 2016 in Italia c’è stata una forte crescita nella partecipazione al programma e Spagna, Francia, Germania e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di sei mesi. Gli universitari italiani scelgono soprattutto, nell’ordine, Spagna, Regno Unito, Germania e Francia per i tirocini che in media durano tre mesi.

“Gli studenti tornano molto soddisfatti – osserva Fabio Rossi, docente di Storia della lingua italiana e responsabile Erasmus all’Università di Messina – e gli esami successivi al rientro dimostrano preparazioni più che soddisfacenti. Sono contenti anche dell’esperienza complessiva…”

cit.(articolo estratto da “la Repubblica”del 20 aprile 2017).

Quindi sebbene le prime scelte sono sempre grandi città come Londra e Parigi, sono molti i giovani che decidono di scegliere delle nuove realtà, magari meno conosciute e più abbordabili a livello di costi, restando completamente soddisfatti dell’ esperienza in generale.

150 anni di Marie Curie e 30 anni di Erasmus Plus

Questo 2017 è un anno di ricorrenze, infatti oltre ad essere il 10°anniversario dell’Agenzia Nazionale, 30° anniversario del programma Erasmus Plus,il 60° anniversario dei trattati di Roma e il 100° anniversario della rivoluzione Russa, è anche il 150° anniversario della nascita di una delle più grandi scienziate di tutti i tempi: Marie Curie.

Marie Curie-wikipedia

Marie Curie

Maria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie, nasce a Varsavia in Polonia il 7 novembre 1867.

E’ stata la prima donna ad aver vinto due premi nobel per due categorie distinte e anche la prima donna ad insegnare in un’università di prestigio.

Ultima di 5 figli studia per diversi anni in casa con il padre, fino a quando trasferitasi in Francia con la sorella, entra nella prestigiosa università parigina: la Sorbona.

Qui durante il corso di studi conosce il futuro marito Pierre Curie e insieme portano avanti ricerche scientifiche,ed è in quei laboratori che scoprono due nuovi elementi: il Polonio e il Radio.

Grazie a questa scoperta vince il premio nobel per la fisica (1903) e per la chimica (1911).

Dopo la perdita del marito, continua le sue ricerche e i suoi studi lavorando direttamente sul campo della Prima Guerra Mondiale, dove si occupa di istruire i medici e gli infermieri su una nuova terapia che ancora oggi viene usata per combattere i tumori ed effettuando radiografie con uno speciale apparecchio da lei inventato.

Ma cosa c’entra Marie Curie con il programma Erasmus Plus?

Sebbene nei primi anni del 1900 la parola Erasmus non era ancora definita, in quanto il programma Erasmus nascerà solo nel lontano 1987, Marie Curie può esssere considerata una pioniera di tale programma.

Essa infatti nata nella Polonia russa, in cui non c’era possibilità per le donne di essere ammesse a studi superiori, decide di trasferirsi in Francia dove entra alla Sorbona, e si laurea in matematica e in fisica.

Le sue scoperte hanno portato un’innovazione nella medicina e ancora oggi vengono utilizzate.

Oggi sono migliaia gli studenti e soprattutto le studentesse che prendono parte all’iniziativa Erasmus  trasferendosi in un altro paese della UE e magari instaurando anche una nuova vita lì; pensiamo per un attimo a quanto dovesse essere difficile per le donne integrarsi agli inizi del 1900 in una società prettamente maschile e quanti passi avanti abbiamo fatto per arrivare ai giorni d’oggi.

donne di ieri/oggi

Tuttora esistono programmi dedicati a  Marie Skłodowska-Curie che si occupano di sostenere i ricercatori migliori e promettenti nella loro carriera e nel loro sviluppo, attraverso borse di studio.

 

 

 

Erasmus Day presso il liceo scientifico Pierpaolo Pasolini di Potenza

Ebbene si, anche se gli Erasmus day sono passati da qualche settimana, noi continuiamo a parlarne.

Il giorno 31 Ottobre 2017, ci siamo recati presso il liceo scientifico Pierpaolo Pasolini di Potenza per un incontro formativo con le classi quarte.

Prima di cominciare abbiamo fatto fare ai ragazzi un breve questionario per valutare la loro conoscenza del programma Erasmus plus.

 

Interessanti le risposte, la maggior parte di loro non era a conoscenza del programma Erasmus e delle opportunità che esso offre.

Molti di loro infatti credevano che il programma Erasmus fosse destinato solo agli universitari,  quando abbiamo spiegato loro che Erasmus è dedicato anche a loro, si sono incuriositi molto.

La preoccupazione principale dei ragazzi è soprattutto quella di non poter comunicare con gli altri ragazzi per le difficoltà della lingua, in quanto molti di loro parlano un inglese di livello base, e i costi che questo viaggio comporta.

Attraverso delle slide e dei brevi video abbiamo dimostrato che con gli scambi culturali è molto più semplice apprendere la padronanza della lingua e che appunto grazie al programma erasmus possono viaggiare quasi a costo zero.

Le parole chiave che sono scaturite da questo breve questionario sono : VIAGGIO, LINGUE, SCOPERTA , INSEGNAMENTO, AMICIZIA, ESPERIENZA, FUTURO.

Tutte parole che ci collegano al concetto di Erasmus Plus.

Ma cos’è esattamente Erasmus Plus? Lo scopriamo attraverso questo breve video:

 

 

 

La giornata si è conclusa con le domande dei ragazzi e dei professori.

Speriamo di aver messo un pizzico di curiosità in questi giovani.

Successo di Erasmus Plus, l’Italia incassa dalla Commissione europea 14 milioni di euro per il 2017/18

#ErasmusPlus has created thousands of bridges to study, train & volunteer worldwide! Discover more here: https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/anniversary/spotlight-erasmus-worldwide_en?country=All …

Dalla Commissione europea sono arrivati all’Italia per il 2017/2018 14 milioni di euro, destinati a 49 istituti di istruzione superiore. I fondi finanzieranno 3.386 tra studenti e docenti, (+9% rispetto al 2016).
«Si tratta di fondi finalizzati alla mobilità di studenti e formazione dei docenti, sia per gli italiani che vanno fuori dall’Europa, sia per accogliere studenti stranieri non Ue nelle nostre università», spiega Sara Pagliai,coordinatrice dell’agenzia Erasmus Plus.
«I nostri atenei sono molto attivi, sia per quanto riguarda la mobilità più tradizionale attraverso i piani Erasmus nei paesi europei, ma sono anche molto aperti verso le università extra Ue, perché l’Italia è sempre stato un paese ponte verso la sponda sud del Mediterraneo, con cui sono stati avviati progetti e programmi».

A leggere bene i dati, si scopre che i fondi stanziati hanno consentito l’arrivo nel nostro Paese di 2.156 persone (studenti, docenti e personale accademico), provenienti da Tunisia (190), Albania (174), Serbia (167), Federazione Russa (135), Ucraina (129). 1.230 invece le persone che dall’Italia si sono spostate per un periodo di studio o formazione all’estero: in Albania (143), Federazione Russa (108), Serbia (103), Tunisia (94), Georgia (61).

Tra le università italiane che riceveranno più studenti dal resto del mondo, figura al primo posto il Politecnico di Torino, seguito dall’università di Padova, dall’Università della Tuscia, dall’Alma Mater di Bologna e dall’ateneo di Torino.

Per quanto riguarda invece la mobilità verso i paesi extra Ue, i primi cinque istituti italiani per numero di studenti in partenza sono l’Alma Mater di Bologna, l’Università della Tuscia, il Politecnico di Torino, l’Università di Torino e l’Università di Padova. Il Politecnico di Bari attiverà, invece, più scambi nell’ambito della mobilità dei docenti.

 

cit.(Articolo estratto da “Il Sole 24 ore” del 20 Ottobre 2017)

Come avete passato gli Erasmus Day?

Torniamo a parlare di Erasmus Day con questo simpatico video realizzato dal nostro team nella giornata del 14 ottobre 2017.

I nostri ragazzi hanno deciso di andare ad intervistare i giovani nelle strade di Potenza, ponendo loro delle semplici domande.

Molto curiose sono state le loro risposte, e interessante anche il loro punto di vista.

Video realizzato da: Aleksandra Deric con la collaborazione di Michele Corsini e Mariateresa Albano

Erasmus 2018: dalla Ue 2,7 miliardi per scuola e formazione

Un budget da 2,7 miliardi di euro per scuola, formazione e sport. È quello previsto dalla nuova call di Erasmus plus per il 2018, che mette sul piatto 200 milioni in più rispetto al 2017 (+8%) per i progetti nel settore dell’istruzione e offre nuove opportunità di mobilità e cooperazione dentro (e fuori) l’Unione europea. Con un’attenzione particolare alle competenze digitali e all’integrazione di migranti e rifugiati.

La nuova call
L’invito a presentare proposte per il 2018 – appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue – prevede diverse novità, tra le quali anche “ErasmusPro”, iniziativa per la mobilità a lungo termine degli allievi dell’istruzione e formazione professionale, e nuove possibilità per gli studenti universitari di svolgere tirocini e stage per lo sviluppo delle cosiddette “digital skills”, le conoscenze digitali. A partire da questa call, poi, oltre ai partenariati per l’innovazione e a quelli per la diffusione delle buone pratiche, saranno finanziati anche quelli fra scuole: gli istituti, spiega Bruxelles, potranno candidarsi per partenariati incentrati sullo scambio e la mobilità degli alunni, dei docenti e del personale scolastico. Le procedure di candidatura e gestione di questi progetti saranno più semplici, sottolinea ancora la Commissione Ue, con una contrattualizzazione a misura delle capacità amministrative delle scuole, in modo che ciascuna scuola possa gestire il proprio budget. Come nelle precedenti edizioni, anche questo bando sarà particolarmente attento ai progetti che promuovono l’integrazio2ne sociale (soprattutto di rifugiati e migranti) e la prevenzione della radicalizzazione.

cit. (Articolo estratto da “Il sole 24 ore” del 25 Ottobre 2017)

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