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Sir Nils Olav

Nils Olav è un pinguino reale, mascotte della Guardia Reale norvegese con il grado di brigadiere e la carica di colonnello-in-capo. Vive nello Zoo di Edimburgo, in Scozia, ed è considerato un simbolo della stretta collaborazione fra i due paesi. Il nome e i gradi di Nils Olav vengono passati di pinguino in pinguino dal 1972: quello attuale è il terzo.

Nel 1961 il tenente della Guardia reale norvegese Nils Egelien visitò Edimburgo in occasione della Edinburgh Military Tattoo e si interessò ai pinguini reali dello zoo. Nel 1972, durante una nuova visita la sua unità adottò un pinguino. Il nome è un omaggio allo stesso Nils Egelien e a Olav V, re di Norvegia. Il pinguino ottenne il grado di lancia spezzata ed è stato promosso in occasione di ogni visita: nel 1982 è stato fatto caporale, nel 1987 sergente. Poco dopo il primo Nils Olav è morto, e il suo posto è stato preso da Nils Olav II.

Nel 1993 è stato promosso regimental sergeant major, nel 2001 honourable regimental sergeant major. Nel 2005 è stato nominato colonnello-in-capo ed è stata eretta una statua di bronzo alta 4 piedi in suo onore. Nel 2008 è stato nominato cavaliere.

Fra il 2008 e il 2016 il secondo è stato sostituito da Nils Olav III, che nel 2016 è stato nominato brigadiere.

Sciopero globale sul clima #globalstrikeforfuture

«Molti pensano sia troppo tardi per agire, ma non capiscono che sono davvero poche le persone in prima linea. Se cominciate adesso, sarete fra i pionieri. Non è mai troppo tardi»

Uno sciopero globale, che si svolge in 139 Paesi del mondo, per chiedere ai governi azioni più incisive contro il cambiamento climatico. Come già era accaduto il 15 marzo, anche oggi ci si attende una manifestazione planetaria, capace di mobilitare milioni di persone. Gli eventi in programma sono ben 4638. Greta Thunberg, 16enne paladina del clima, partecipa dagli Stati Uniti, dove è arrivata a fine agosto dopo un lungo viaggio in barca attraverso l’oceano. Le manifestazioni hanno coinvolto per prime Sydney e altre città australiane, la Nuova Zelanda, la Tasmania e persino la minuscola Repubblica delle Kiribati, in Oceania. Secondo il Guardian, le oltre 300mila persone che hanno partecipato all’evento in Australia hanno fatto di questo Climate Strike il più massiccio sciopero a tema ambientale della storia australiana.

La mobilitazione si è già attivata in Africa (con manifestazioni a Nairobi, a Johannesburg, Accra) e in Asia (Jakarta, Manila, Nuova Delhi, Bangkok). In Cina non è stata autorizzata alcuna manifestazione. In Europa, ci sono decine di marce già organizzate in Francia e ben 500 in Germania. A Londra, sono in programma eventi e proteste a Millbank, Islington, Bethnal Green and Hammersmith, ma lo sciopero vedrà coinvolti anche i cittadini di altre città britanniche, da Manchester a Cardiff passando per Edimburgo.

In Italia, così come in Olanda, lo sciopero per il clima è previsto per il 27 settembre, dunque a una settimana di distanza, per motivi legati alla data di avvio delle lezioni nelle scuole, che hanno reso necessari tempi organizzativi più lunghi.

Activism explosion – l’arte di strada per diffondere i messaggi social

Si è concluso il 15/09/2019 il Training Course che si è tenuto a Leszno in Polonia.

Il training course cominciato il 9 settembre è stato scritto dall’associazione polacca FUNDACJA CENTRUM AKTYWNOŚCI TWÓRCZEJ che ha selezionato 2 partecipanti per ogni associazione partner tra le associazioni della Croazia, dell’Italia, della Repubblica Ceca, di Cipro, del Belgio, della Francia, della Romania, della Grecia e del Portogallo.

Sara e Federico hanno rappresentato la nostra associazione e hanno avuto la possibilità di conoscere e lavorare con nazionalità diverse.

Gli obiettivi del progetto erano:

  • creazione di buone pratiche, internazionalizzazione dell’istruzione grazie alla cooperazione;
  • aumentare le qualifiche professionali tra il personale che lavora con i giovani;
  • costruire una rete di contatti per rafforzare il potenziale del personale in modo tale da creare nelle organizzazioni ambiente dinamico, lavorando con i giovani usando metodi di animazione creativi ed efficaci che risponderannoai cambiamenti costanti e alle esigenze derivanti dall’attuale situazione sociopolitica in Europa.

Digital Education at School in Europe- il rapporto di Eurydice

I sistemi educativi europei riescono davvero a preparare le giovani generazioni agli ambienti digitali d’avanguardia di oggi? Con quanto successo riescono a perseguire tale obiettivo?

Il rapporto di Eurydice, dedicato all’educazione digitale a scuola in Europa esce con il titolo Digital Education at School in Europe, rivela quanto necessaria sia un’attenzione sempre maggiore all’educazione digitale. Infatti, sebbene i sistemi educativi europei abbiano incluso l’educazione digitale nei curricoli scolastici e abbiano promosso l’uso delle tecnologie a fini pedagogici è possibile spingersi ancora oltre.

Nel testo, vengono affrontati diversi aspetti dell’educazione digitale, che si sviluppano in quattro capitoli: curricoli scolastici e risultati dell’apprendimento; sviluppo delle competenze digitali degli insegnanti; valutazione delle competenze digitali degli studenti e uso delle tecnologie digitali per valutare gli studenti e, infine; strategie e politiche nazionali sull’educazione digitale a scuola.

Le tematiche trattate dal rapporto offrono a decisori politici, ricercatori e all’intera comunità educativa informazioni di taglio comparativo sulle attuali politiche scolastiche di educazione digitale in Europa, mentre gli allegati aggiungono informazioni specifiche per paese, sui curricoli scolastici, i quadri di riferimento sulle competenze degli insegnanti, strategie di livello superiore e agenzie che supportano l’educazione digitale a scuola.

In quasi tutti i sistemi educativi, le autorità di livello superiore sono coinvolte nell’offerta di attività di sviluppo professionale continuo, nell’ambito dell’educazione digitale, destinate agli insegnanti. In alcuni paesi, tra cui l’Italia, lo sviluppo professionale continuo degli insegnanti rientra fra le iniziative che affrontano l’argomento della digitalizzazione della società.

In particolare, in Italia, al completamento della formazione professionale iniziale, i futuri insegnanti di scuola secondaria devono superare un esame per ottenere la qualifica di insegnante e conseguentemente accedere alla professione docente. Le competenze digitali specifiche degli insegnanti vengono valutate proprio nell’ambito di tale esame. I futuri insegnanti di scuola primaria vengono invece valutati nel corso della formazione iniziale

Una gran parte dei paesi europei ha attualmente delineato dei piani per investire nelle infrastrutture digitali delle scuole. In molti paesi, l’investimento nelle infrastrutture viene chiaramente indicato tra gli obiettivi della strategia sull’educazione digitale. In alcuni paesi, tra cui l’Italia, gli investimenti nelle infrastrutture digitali vengono identificati come una necessità importante in relazione all’educazione digitale e pertanto costituiscono un tema chiave della strategia generale sull’educazione digitale.

Include tutti i 28 Stati membri dell’UE, oltre ad Albania, Bosnia ed Erzegovina, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia.

Questo rapporto della rete Eurydice offre, inoltre, una panoramica sulle strategie e le politiche nazionali attuali in materia di educazione digitale a scuola.

I livelli di istruzione coperti sono il livello primario e il livello secondario (inferiore e superiore), relativamente all’anno scolastico 2018/19 nei 38 paesi europei (43 sistemi educativi), che partecipano al programma dell’Unione europea Erasmus+.

Il rapporto completo, Digital Education at School in Europe, è disponibile a questa pagina del sito di Eurydice Italia. Inoltre, è online anche una sintesi che ripropone i risultati principali del rapporto, dal titolo Eurydice Brief Digital Education at School in Europe.

di Erica Cimò
Unità Eurydice Italia

Don’t stop me now- Progetto Ka1

Si è concluso ieri il progetto di scambio culturale Ka1 Don’t stop me now organizzato dall’associazione World Net con i partner Spagnoli e Polacchi.

I topic del progetto sono: Iniziativa giovanile, crescita personale, attività team building, Dragon Dreaming, nuove idee, nuovi progetti, nuovi sogni.

Le attività sono state svolte dal 05 al 12 settembre 2019 e come sempre i ragazzi hanno collaborato, scoperto cose nuove, imparato cos’è il programma Erasmus Plus e come partecipare ad altri progetti come questo, condiviso idee, progetti e sogni,creato nuove amicizie e consolidato il proprio rapporto con le culture straniere e la lingua inglese.

La biro, un’invenzione tutta ungherese.

Tutti quanti impariamo a scrivere fin da piccoli e lo strumento che tutti abbiamo utilizzato e ancora oggi usiamo per scrivere, è sicuramente la penna a sfera o più comunemente chiamata BIRO.

Ma da dove nasce quest’idea?

Il giornalista e inventore ungherese László József Bíró a causa della sua intensa attività giornalistica, cercò di creare uno strumento per scrivere che fosse più efficace della penna stilografia.

La penna stilografica, pur essendo un tipo di penna molto diffuso all’epoca, presentava diversi inconvenienti: l’inchiostro impiegato macchiava i fogli assai frequentemente, comportava lunghi tempi di asciugatura e andava ricaricata spesso. Fu così che Bíró provò a sostituire il tipo di inchiostro che si usava per scrivere, con quello delle rotative che stampavano i giornali, tuttavia essendo questo molto viscoso rendeva la scrittura difficoltosa e poco fluida.

Una leggenda narra che l’idea definitiva gli venne osservando alcuni bambini giocare a biglie per la strada: le biglie, dopo aver attraversato una pozzanghera, lasciavano dietro di loro una riga di fango uniforme. Ebbe così l’intuizione di creare una penna a sfera, inserendo all’estremità di una cartuccia d’inchiostro una piccola sfera metallica libera di ruotare, la rotazione prelevava l’inchiostro dalla cartuccia e lo depositava sulla carta. L’invenzione venne perfezionata insieme al fratello György, un chimico, il quale sviluppò la formula di un inchiostro a rapida asciugatura e viscosità adeguata. Il 15 giugno 1938 i due fratelli crearono un primo prototipo soddisfacente e lo brevettarono in Ungheria e in Gran Bretagna.

Nel 1941 i fratelli Bíró insieme ad un amico, Juan Jorge Meyne, fuggirono dalla Germania e si trasferirono in Argentina, dove formarono la Bírós Pen of Argentina e nel 1943 depositarono un nuovo brevetto. La loro penna venne venduta in Argentina come Birome (dai nomi di Bíró e Meyne), tanto che in quel paese le penne a sfera sono ancora note con quel nome. Questo nuovo progetto venne autorizzato dagli inglesi, che introdussero le penne a sfera per gli equipaggi della RAF con il nome di Biro. Le penne a sfera si dimostrarono più versatili delle penne stilografiche, soprattutto in alta quota, dove le stilografiche erano più soggette a perdite di inchiostro.

Ancora oggi le penne Biro sono usate tutti i giorni da miliardi di persone. Un’invenzione che sicuramente ci ha cambiato la vita!

ERASMUS WITHOUT PAPER European Student Card initiative

“La European Student Card initiative (ESC) è un’iniziativa chiave dello Spazio Europeo dell’istruzione, che ambisce a rendere la mobilità accessibile a tutti e a rilanciare un senso di identità europea tra gli studenti.

Uno dei principali obiettivi è la semplificazione dei processi amministrativi legati alla mobilità degli studenti. A tale scopo, l’iniziativa sarà operativa attraverso:

– un potenziamento dell’ Erasmus+ Mobile App unico entry point per gli studenti, atta a gestire tutte le fasi di una mobilità: prima, durante e dopo;

– la digitalizzazione delle procedure amministrative in uso alle Università, collegando i loro sistemi informatici attraverso l’Erasmus Without Paper (EWP), per lo scambio di dati elettronici relativi agli studenti.

L’Erasmus+ Mobile App, consentirà l’accesso, agli studenti, attraverso un’ identificazione digitale che faciliterà l’espletamento delle procedure amministrative ed agevolerà il colloquio con il sistema Europass ed altri tool europei. Il riconoscimento univoco dello studente potrà avvenire apponendo, sulla già esistente card, un  “European Student” hologram, QR code and unique European Student Card number.

Lo scambio informatizzato dei dati potrà, invece, avvenire attraverso il Netwok Erasmus without Paper (EWP) progetto finanziato dalla Commissione europea e sviluppato da European University Foundation finalizzato alla realizzazione di un network per lo scambio dei dati in modalità sicure e veloci.

Di seguito gli scenari esistenti e gli adeguamenti necessari per connettersi ad EWP Network, primissimo step per l’implementazione dell’ESC:

Attraverso EWP si potrà:

–gestire il carico di lavoro amministrativo per studenti e personale. Gli studenti ed il personale che realizza un progetto di mobilità, devono redigere diversi documenti, con un impegno notevole. EWP ridurrà questo impegno;

–creazione di infrastrutture digitali pubbliche e gratuite per le Università e gli utenti finali;

– creazione di una rete in grado di collegare diversi strumenti già in uso.”

(Articolo a cura di Alessia Ricci del 05/09/2019 da Erasmus Plus)

#BeActive – la settima europea dello sport

Si svolge ogni anno dal 23 al 30 settembre, la settimana europea dello sport che consente a milioni di persone di collaborare alla costruzione di stili di vita migliori e più sani per i cittadini di tutto il mondo.

Lanciata nel 2015, la settimana dello sport è stata creata in risposta al peggioramento della crisi di inattività.

Nonostante lo sport e l’attivitò fisica contribuiscano sostanzialmente al benessere dei cittadini europei, il livello di attività fisica è attualmente stagnante e addirittura in calo in alcuni paesi.

Per questo motivo da 5 anni si svolge la settimana europea dello sport, al fine di sensibilizzare su quanto sia importante uno stile di vita attivo per tutti, indipendentemente da chi siamo e cosa facciamo, l’attività fisica regolare ha un profondo impatto sulla nostra salute mentale e fisica a lungo termine.

A partecipare quest’anno saranno 42 paesi, con più di 50000 eventi in tutta Europa,con una media di 13.643492 partecipanti, tra cui professionisti dello sport, appassionati, esperti, associazioni sportive ecc.

“Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” la località con il nome più lungo d’Europa

Sapevi che in Galles esiste una cittadina con il nome più lungo d’Europa?

Si tratta della cittadina di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” nella contea gallese di Anglesey.

Il nome è composto da ben 58 caratteri e tradotto significa << Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tisilio nei pressi della caverna rossa>>

Per praticità il nome viene abbreviato in Llanfair PG o Llanfairpwll.

Grazie alla particolarità del nome la cittadina è una meta turistica molto ambita, infatti molte persone si fermano alla stazione ferroviaria per farsi scattare una foto a fianco del cartello che contiene il nome per esteso.

La cittadina di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” si classifica come prima in Europa per la lunghezza del suo nome, ma seconda al mondo, preceduta da ” Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu ” in Nuova Zelanda.

La domanda che adesso ci poniamo è: come si chiameranno mai i cittadini di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” ?

Marie Dibangue e la sua storia come volontaria ONU

Marie Dibangue (Camerun) ha partecipato al programma di volontariato dell’ONU contro la violenza nelle comunità di Haiti. Marie era addetta al programma in seno all’unità per la missione di stabilizzazione MINUSTAH.

“Lavoro da maggio 2012 come addetta al programma nella sezione MINUSTAH per la stabilizzazione (Community Violence Reduction o CVR) a Haiti in seno all’unità incaricata del progetto. Il mio ruolo è quello di individuare, selezionare e sviluppare i potenziali progetti volti a ridurre la violenza nelle comunità locali.

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di volontario ONU è che si ha la possibilità di occuparsi di attività differenti che mirano ad aiutare in diversi modi la popolazione haitiana. Gestire dieci azioni diverse di stabilizzazione per celebrare la Giornata internazionale della pace il 21 settembre mi ha dato esattamente questa possibilità.

Nei due mesi che hanno preceduto questo evento ho curato il coordinamento con le altre sezioni e  i contingenti della missione MINUSTAH e con i partner haitiani responsabili delle celebrazioni. Una priorità consisteva nel collaborare con le organizzazioni locali per lo sviluppo congiunto di attività che promuovessero il dialogo all’interno della comunità riguardo alle modalità per promuovere la pace. Inoltre, abbiamo collaborato strettamente con il governo haitiano per coordinare le attività. Ho partecipato a numerose riunioni con il ministro della Gioventù, dello sport e dell’azione civica per coinvolgere il più possibile i giovani nell’evento e con la federazione Calcio di Haiti per organizzare una partita di calcio tra i contingenti MINUSTAH, il corpo di polizia nazionale haitiano e due squadre locali.

Avendo pianificato a lungo le attività con le singole parti, ero molto contenta del successo della Giornata internazionale della pace. Uno degli eventi più seguiti è stata la finale del campionato di una settimana intitolato “Partita per la pace e la sicurezza” tra squadre di calcio e di pallacanestro composte da giovani di diversi quartieri di Cité Soleil, una delle zone più disastrate di Port-au-Prince. Nella stessa zona, il 21 settembre i partecipanti a un progetto CVR per la formazione professionale hanno piantato alberi insieme ai bambini del luogo.

In tutta la città, altre parti hanno collaborato all’iniziativa CVR e ospitato a livello locale forum informali, dibattiti ufficiali e seminari per stimolare la discussione sulla violenza nelle comunità e su come lavorare insieme per la pace. Molti degli eventi ricorrevano alla cultura per promuovere la pace attraverso musica, danza, mostre e rappresentazioni teatrali, comprese le celebrazioni del 22 settembre a Champ de Mars, una delle principali piazze della capitale.

Nel dipartimento settentrionale di Haiti, il progetto CVR ha inoltre gestito il coordinamento con un gruppo locale di donne per organizzare una marcia per la pace e a un ampio dibattito pubblico in piazza sul tema “La violenza è un ostacolo allo sviluppo”.

Complessivamente, è stata un’esperienza straordinaria per me collaborare con le controparti haitiane e internazionali per celebrare la Giornata internazionale della pace. Spero di poter lavorare a eventi simili in futuro.“

(Articolo tratto dal sito Volunteer Voices dell’Onu)

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