Domani 9 Novembre 2019 ricorrerà il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino, un evento storico che ancora oggi fa discutere e parlare molto.
Quanto ha inciso la Riunificazione delle due Germanie a modificare l’assetto geopolitico del Vecchio Continente e gli equilibri mondiali? Com’è mutata l’economia europea a trazione tedesca e quanto ha inciso la Germania post ’89 nella polarizzazione e nei contrasti fra Stati Nordeuropei del rigore e Stati del Sud Europa della flessibilità? E poi, quanto ha influito sulle politiche migratorie europee la visione della Cancelliera Merkel e la sua Willkommenpolitik, la politica delle porte aperte? E quanto il malcontento serpeggiante nella ex DDR ha contribuito all’ascesa dei movimenti di destra e sovranisti che si stanno affermando in tutta l’Ue.
Infine, cosa sanno i giovani nati dopo il 1989 del mondo diviso in due blocchi. Sono alcuni dei temi del workshop – organizzato con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in collaborazione con l’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo e con il Goethe-Institut – che animerà lo Spazio Europa a Roma, alla vigilia della data storica del 9 novembre, per celebrare e riflettere su questo evento storico, dopo tre decenni.
Per ricordare l’avvenimento che ha segnato la fine di un’epoca, lo Spazio Europa ospita, venerdì 8 novembre, un incontro dal titolo: “Berlino, Roma, Europa. 30 anni dopo la caduta del muro, fra speranze e aspettative per il vecchio continente.
All’iniziativa parteciperanno politici e rappresentanti delle Istituzioni europee, germanisti, storici, filosofi, editorialisti e inviati dei maggiori quotidiani e tg, oltre ai direttori delle principali istituzioni tedesche in Italia.
L’Europa è un paese vastissimo con una grande quantità di culture e tradizioni, ma anche a livello culinario ci sono tantissime differenze.
Il cibo è sicuramente uno dei fattori che spinge molte persone a trasferirsi in una Nazione piuttosto che in un’altra.
Scopriamo insieme quali sono i piatti tipici Europei:
Italia:
Partiamo dal nostro bellissimo paese. L’Italia è conosciuta nel mondo come patria della pasta e della pizza, ma oltre a questo anche altre specialità stanno iniziando ad essere apprezzate. Un esempio sono gli arancini o arancine prodotti in Sicilia o la famosissima focaccia barese.
Spagna:
In Spagna ci sono molte tipologie di prosciutto che si differenziano parecchio nel gusto rispetto a quello nostrano, essendo più unto e salato.
Il prosciutto iberico prevede che il maiale sia cresciuto nei pascoli e si nutra solo di ghiande. Un altro classico spagnolo, è la paella cioè una gustosa combinazione di riso, verdure, frutti di mare o carne. La leggenda vuole che il piatto debba essere cucinato da un uomo e mangiato all’ombra di un fico.
Austria:
La cucina austriaca ha molte similitudini con quella tedesca, ma ha molte più zuppe. Ecco che troneggiano sulle tavole tomatencremesuppe (zuppa cremosa di pomodori), zwiebelnsuppe (di cipolle, simile a quella francese) e frittatensuppe (con striscioline di frittata, appunto). E se amate i dolci, non potete non gustare cioccolatini di ogni tipo e, soprattutto, l’ormai famosissima Sacher Torte.
Francia:
La bistecca alla tartara è una prelibata specialità di origine francese, che consiste in carne di manzo o cavallo tritata e consumata cruda, spesso con un uovo (sempre crudo) al centro., ma non dimentichiamoci anche dei famosissimi croissants e i soufflé, quiche lorraine, ratatouille e fondue.
Germania:
Il Käsespätzle è un saporito piatto tedesco che consiste i piccoli gnocchetti annegati nel formaggio e cotti con cipolle fritte. Altre specialità sono: la kartoffelsalat (insalata di patate), i crauti (sauerkraut), würstel di ogni tipo e il buonissimo strudel di mele (Apfelstrudel).
Serbia, Croazia, Slovenia:
I ćevapčići sono un piatto a base di carne tritata, variamente speziata, tipico della cucina dei paesi della penisola balcanica.Si presentano come polpettine cilindriche o come delle piccole salsicce.Sono solitamente composti di carne trita di manzo e agnello, condita di sale, spezie e aromi.
Danimarca:
Il Smorrebrod, il loro tipico pasto da pausa pranzo, ma anche gli hotdog, le polpette (frikadeller) e il pane Snobrød preraparo avvolgendo la pasta attorno ad uno stecco e cotto sulla brace.
Grecia:
Il moussaka è sicuramente il cibo più ricordato della Grecia. Si tratta di uno sformato a base di melanzane, pomodori e besciamella. Qualcosa di simile alla parmigiana di melanzane.
Irlanda:
Il baccalà croccante è costituito da una miscela di farina, acqua e bicarbonato di sodio che crea una consistenza schiumosa e rende il pesce decisamente croccante. Ad accompagnarlo di solito ci sono una manciata di patatine fritte, salsa tartara e una buona Guinness!
Cipro:
L’Halloumi è un formaggio che si produce sull’isola, ottenuto da latte di capra e pecora. Ha un sapore salato e può essere servito grigliato oppure a cubetti nell’insalata.
Belgio:
La carbonade flamande è un delizioso stufato con spezzatino di manzo e cipolla, fatto cuocere nella birra e condito con timo e alloro.
Ungheria:
Il Gulasch è la tradizionale zuppa ungherese fatta con carne bovina, ma è adattabile anche per carne di pollo, carne ovina e perfino pesce.
Stai cercando un paese europeo per i tuoi studi o per opportuninità lavorative? L’Austria ha tutto! Troverai 70 università di prima classe con oltre 350.000 studenti in totale, di cui il 25% sono internazionali. Sarai anche sorpreso dal paesaggio travolgente, interessanti attrazioni culturali e attività all’aperto che si trovano a portata di mano. Se scegli di studiare in Austria, verrai a vivere in una delle società più stabili del mondo, poiché il paese gode di una grande sicurezza sociale e stabilità economica. L’Austria ti offre una grande qualità di vita!
La capitale del paese, Vienna, è in cima alla lista delle città più vivibili del mondo. Imparerai che in Austria c’è molto di più di Apfelstrudel e Wiener Schnitzel, poiché il paese è noto per la sua arte, sale da concerto di fama mondiale, come l’Opera di Stato di Vienna, i musei, il patrimonio architettonico e la natura. Se sei un vero appassionato di attività all’aperto, troverai l’Austria un posto fantastico in cui vivere, poiché il paese offre tutti i tipi di attività all’aperto: fare escursioni e sciare sulle Alpi, navigare su uno dei tanti laghi del paese o andare in bicicletta. Naturalmente, ci sono anche molti modi per rilassarsi nelle grandi città e nella splendida campagna austriaca. Ultimo ma non meno importante, grazie alla sua posizione centrale, è molto facile intraprendere nuove avventure e scoprire il resto d’Europa.
L’Austria ha una lunga tradizione di istruzione superiore. L’Università di Vienna è stata fondata nel 1365 ed è la più antica del paese. Quando studi in Austria, puoi scegliere tra una vasta gamma di programmi di studio e opportunità di ricerca all’avanguardia. La lingua principale di insegnamento è il tedesco, ma numerosi programmi sono tenuti in inglese. Gli istituti di istruzione superiore nel paese offrono un numero sempre crescente di programmi di laurea (oltre 2.000): puoi scegliere tra programmi di ricerca di prima classe, un’istruzione di fama mondiale in una qualsiasi delle università di arti liberali, pratica di alta qualità programmi di laurea orientati alle università di scienze applicate, formazione aggiornata degli insegnanti e programmi innovativi presso università private.
Se hai trovato un programma di studio che ti piace, puoi contattare direttamente l’istituto di istruzione superiore di tua scelta. Le procedure di ammissione in Austria sono curate direttamente dagli stessi istituti di istruzione superiore. La maggior parte delle istituzioni offre borse di studio per aiutarti lungo la strada, così puoi goderti appieno i tuoi studi, la vita personale e la vita all’aria aperta.
Forse non tutti sanno che la festa di Halloween non nasce in America ma ha origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando la verde Erin era dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico. Dall’Irlanda, la tradizione è stata poi esportata negli Stati Uniti dagli emigranti, che, spinti dalla terribile carestia dell’800, si diressero numerosi nella nuova terra.
Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day. L’importanza che, tuttavia, viene data alla vigilia si deduce dal valore della cosmologia celtica: questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei paesi anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalla parole “Eve”, tra cui la stessa notte di Capodanno, “New Year’s Eve”, o la notte di Natale “Christmas Eve”.
I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori. I ritmi della loro vita erano, scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi. Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo. Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain, che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate.
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.
Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.
Ma come si è diffusa questa festa negli stati Europei?
L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari. La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti.
Vediamo le tradizioni nei vari paesi europei
In Austia la tradizione è quella di lasciare pane, acqua e una lampada accesa sul tavolo perchè un tempo si credeva che tali elementi avrebbero dato il benvenuto alle anime dei morti che ritornano sulla terra.
In Belgio l’usanza è quella di accendere candele in memoria dei defunti, mentre in Slovacchia vengono posizionate,davanti al camino acceso, delle sedie. C’è una sedia per ogni membro della famiglia in vita ed una per ciascun defunto.
In Germania nella notte di Halloween non si usano i coltelli che vengono conservati in luoghi chiusi. Questo perché tradizione vuole che si eviti il rischio di ferire gli spiriti.
In Irlanda in molte zone, si riproducono ancora gli antichi riti celtici, con falò accesi e bambini vestiti in costume. Il cibo tradizionale della festa è il Barm Brack, un pane poco dolce con uvetta ideale per spalmare marmellata e burro. Di solito, si usa anche inserire una monetina e un anello nella torta: chi trova la monetina sarà destinato a diventare ricco entro l’anno, mentre chi prende la fetta con l’anello si sposerà entro 12 mesi.
In Inghilterra i bambini realizzavano dei pupazzetti, i Punkies, intagliando le barbabietole, mentre le lanterne per cacciare gli spiriti maligni venivano create con le rape. Inoltre si usava lanciare degli oggetti nei falò per spaventare gli spiriti e per avere indicazioni sul futuro delle persone: se due giovani lanciavano i dadi nelle fiamme e questi esplodevano, significava che il loro matrimonio sarebbe stato burrascoso, mentre se una persona gettava un sasso nel fuoco e la mattina dopo non era più visibile, si credeva che l’individuo sarebbe morto entro l’anno.
In Spagna si consuma una bevanda alcolica dopo aver recitato un incantesimo, con l’accompagnamento di musica. La Quemada è composta da alcool distillato dal succo di frutta, miscelato con caffè, scorza di limone e zucchero. Inoltre gli alimenti consumati durante i festeggiamenti di Halloween spagnoli sono le castagne e le patate dolci.Oltre a questo i fornai spagnoli preparano dolci a base di marzapane, chiamati Huesos de Santo, o le ossa del Santo. Le origini di questi alimenti si trovano nelle feste funebri in Spagna da tempi antichi.
E in Italia?
In Italia il culto dei morti ha origini antichissime, ancora prima dell’avvento del Cristianesimo.
Le tradizioni variano di regione in regione:
in Piemonte e Valle d’Aosta, dove si era soliti uscire di casa nella sera della festa dei morti lasciando la tavola imbandita per dare modo agli spiriti dei defunti della famiglia di riunirsi nella loro vecchia dimora. In Trentino Alto Adige le campane suonavano fino a tardi per richiamare le anime dei defunti attorno alle abitazioni: si andava quindi a dormire lasciando la tavola imbandita e il camino acceso. In Liguria erano invece i bambini a ricevere qualcosa, ovvero un dolcetto tipico detto “Ben dei morti”.
In Lombardia, fino agli anni ’50-’60, i bambini intagliavano delle zucche (dette “lumere”) prima di uscire a bussare alle porte dei vicini per chiedere in dono dolci, castagne e frutta secca, ma c’era anche l’usanza di lasciare sul davanzale della finestra latte, castagne e un bicchiere di vino per i morti che sarebbero tornati nottetempo a visitare la casa.
In Friuli e Veneto molto ricorrente è il lancio das cidules, festa di origine celtica per garantire la fertilità dei campi, nella quale si lanciano rotelle di faggio infuocate giù da pendii e dirupi gridando frasi propiziatorie, e la Fiesta dalis muars, durante la quale la città di Ampezzo si riempie di zucche intagliate. I dolci tipici sono le fave, dolcetti colorati tipici del Friuli Venezia Giulia.
In Sicilia, nella regione di Caltanissetta, esiste tutt’ora per i bambini la tradizione di “apparare i scarpi”, ovvero lasciare le proprie scarpette vecchie in un angolo della casa o fuori dalla porta della camera, per ritrovarle il giorno dopo sostituite da un paio nuovo, o un paio di scarpette di zucchero, oppure riempite di dolcetti portate dagli spiriti dei defunti. In altre zone si può fare una vera e propria “caccia” al regalo nascosto dai morti in casa, recitando la frase “Armi santi, armi santi/ io sugnu unu e vuatri tanti/ Mentri sugnu ‘ni stu munnu di guai/ cosi ri morti mittiminni assai” (“anime sante, anime sante/ io sono uno e voi siete tante/ Mentre sono in questo mondo di guai/ di cose dei morti mettetemene assai”), parole con cui i bambini invocano i regali delle anime sante, le “cosi ri morti”. Tipiche anche le statuine di pasta di mandorle regalate ai bambini in occasione della festa dei morti e i dolcetti “ossa di morto”, che si trovano tuttavia letteralmente in tutta Italia, fino alla Toscana e alla Lombardia.
Ossa di morto tipici siciliani
In Abruzzo non soltanto i bambini andavano a chiedere doni ai vicini, ma similmente a quanto visto in Piemonte e Val d’Aosta, gli abitanti della casa vanno a dormire lasciando la tavola imbandita per i morti,
La tavola dei morti
mentre in Toscana, Marche e Umbria sono rimaste più che altro ricette legate a questa festività, come gli Ossi di morto e il Pane dei Morti (detto a Siena anche Pan co’ Santi). Nelle campagne della Valdichiana la zucca intagliata non è una novità: i bambini facevano per le feste di fine Ottobre la “morte secca“, ovvero il classico teschio stilizzato che veniva lasciato illuminato presso le siepi o agli angoli delle strade per spaventare i passanti, mentre sul monte Argentario c’era la singolare tradizione di lasciare sulle tombe dei morti bambini, nella notte di Ognissanti, un paio di scarpette perché si credeva che al tramontare del sole avrebbero potuto andare in giro per una notte.
In Calabria vi è la secolare tradizione del “coccalu di muortu“, una zucca intagliata a forma di teschio con cui i ragazzini gironzolano per le vie del paese e bussano agli usci delle case chiedendo “Mi lu pagati lu coccalu?” (“me lo pagate il teschio?”). In Sardegnasi festeggia da sempre “il bene delle anime” con l’usanza definita “is animeddas” nel Sud dell’isola e “su mortu mortu” nella zona del nuorese: in entrambi i casi i bambini vanno a bussare alle porte dei vicini chiedendo dolci, frutta secca, pane per le anime dei morti. I grandi invece, con piccole varianti in tutta la Regione, consumavano un tempo una cena frugale per poi lasciare gli avanzi sul tavolo, tutte le credenze aperte e una brocca ben colma d’acqua per calmare la fame e la sete dei defunti, che quella notte tornavano sulla terra e avrebbero potuto arrabbiarsi se non avessero trovato la giusta ospitalità.
In Puglia i bambini, fino agli anni ’50, si vestivano con gli abiti dei nonni e andavano di porta in porta recitando una filastrocca. In alcune zone i bambini trovano la “calza dei morti”.
La calza dei morti
Insomma, anche se ogni anno dobbiamo sopportare le lamentale di nonni, genitori e catechisti perché Halloween non appartiene alla nostra tradizione, non è affatto così: questa festa, come tanti culti pagani osteggiati dal Cristianesimo, ha tante italiche sorelle, unite tutte dalla stessa origine e dallo stesso scopo. Scrive Duccio Balestracci che
<<occorreva propiziarsi, all’interno di un concetto di tempo ciclico, il ritorno della buona stagione, della luce, del calore e soprattutto dei nuovi raccolti. Lo si faceva con la festa (elemento di frattura fra un tempo che è morto e un tempo che deve rinascere), convocando, al tempo stesso, il ricordo dei morti che dovevano svolgere il loro ruolo di “protezione” su i vivi in un momento “critico” dell’anno>>
Ovvero, uno di quei momenti in cui i confini tra il nostro mondo e quello dell’oltretomba si fanno più labili, permettendo comunicazione e contatto tra le condizioni umane di vita e morte, di sopra e sotto, di ospiti e padroni di casa.
Al mondo d’oggi avere la targa sulla propria auto è necessario come avere qualsiasi altro componente della vettura. Guidare senza sarebbe illegale e ci si troverebbe di fronte a salatissime sanzioni.
Sebbene la prima automobile è stata inventata nel 1886, la prima targa della storia risale a qualche anno dopo.
Verso la fine del 1890 infatti il numero di vetture in circolazione in strada era aumentato in maniera decisa ed in Francia si sentì la necessità di poter riconoscere velocemente un’auto dall’altra. I francesi iniziarono quindi a lavorare per risolvere il problema e il 14 agosto del 1983 l’amministrazione comunale emanò un’ordinanza di polizia, con cui si rendeva obbligatorio, per tutte le vetture pubbliche, l’utilizzo di una targa di riconoscimento. Si trattava di una placca in metallo, con numeri bianchi su sfondo nero. Tre anni dopo vennero adottate anche in Germania, mentre nel 1898 l’Olanda fu il primo paese ad introdurre una targa nazionale.
In Italia un primo sistema di immatricolazione si ebbe con il Regio Decreto 416 del 28 luglio 1901, che limitava l’obbligo delle targhe alle automobili in servizio pubblico.
Torniamo a parlare di Brexit. Il parlamento UE si impegna a garantire i fondi UE a beneficiari britannici quali università, comunità locali, agricoltori e studenti Erasmus; senza dimenticare di sostenere i lavoratori dipendenti e autonomi in tutta l’UE a 27.
Il primo provvedimento sancisce che ricercatori, studenti e agricoltori britannici continueranno a ricevere il sostegno dell’UE, anche nel caso di una Brexit senza accordo: l’Europarlamento ha approvato una misura per garantire che i fondi UE per il 2020 restino disponibili anche in caso di “no deal”. Tale progetto di regolamento, di fatto, proroga al 2020 il piano di emergenza approvato dal Parlamento europeo il 17 aprile 2019, limitato al 2019. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo l’impatto negativo che il ritiro del Regno Unito potrebbe avere sui beneficiari dei finanziamenti UE e sul bilancio dell’Unione europea in caso di “no deal”.
Brexit, deal or no deal concept. United Kingdom and European Union flags on dice, black background. 3d illustration
La misura comprende anche il Programma Erasmus+, oltre a Orizzonte 2020, le politiche agricole e regionali. La proposta consentirebbe di prorogare i pagamenti ai beneficiari britannici per tutto il 2020, a condizione che il Regno Unito continui a versare i propri contributi e accetti i controlli e le verifiche necessarie.
I giovani sono alcuni dei più forti sostenitori della società per la pace. Ecco un nuovo rapporto che evidenzia come l’UE può aiutarti a rendere il mondo un posto più sicuro.
I giovani stanno diventando sempre più attivi nel promuovere la pace e prevenire la radicalizzazione. Riconoscendo, l’UE, la più grande fonte al mondo di fondi per la costruzione della pace e di programmi per i giovani, ha promosso azioni volte a facilitare la creazione di società armoniose e sicure.
Un nuovo rapporto – Mappare i progressi della gioventù, della pace e della sicurezza nell’UE – fornisce una panoramica delle attività di costruzione della pace in cui puoi essere coinvolto. Pubblicato dalla United Network of Young Peacebuilders, è il luogo perfetto per ottenere idee – e iniziare!
Cosa puoi fare
Il modo più diretto per passare all’azione per i giovani, la pace e la sicurezza sostenuta dall’UE è attraverso il programma Erasmus + . Ciò finanzia attività come scambi e istruzione per i giovani e le organizzazioni giovanili di tutto il mondo. Lo scambio virtuale Erasmus + (EVE) , ad esempio, aiuta a costruire legami interculturali tra i giovani residenti in Europa e nel Mediterraneo meridionale.
Puoi anche lavorare attraverso organizzazioni nel Forum europeo della gioventù e UNOY Peacebuilders . Entrambi aiutano a definire le azioni a favore della gioventù, della pace e della sicurezza nell’UE. UNOY Peacebuilders include un’organizzazione di base nelle regioni di conflitto, mentre il Forum europeo della gioventù sta cambiando le sue regole per includere più gruppi dal basso verso l’alto.
Inizia la tua attività di costruzione della pace? Il toolkit di formazione UNOY Youth4Peace ha ottimi suggerimenti e idee. E dai un’occhiata al toolkit UNOY 2250 per una guida di facile comprensione su un’innovativa risoluzione delle Nazioni Unite su gioventù, pace e sicurezza.
Alcuni sono più accessibili ai giovani e alle piccole organizzazioni rispetto ad altri, e alcuni non si concentrano solo sulla costruzione della pace. Ma tutti sono modi in cui puoi difendere la pace e i diritti umani!
Guardando avanti
La relazione invita l’UE ad aumentare la partecipazione dei giovani alla costruzione della pace in tutti i dipartimenti e tipi di attività. Ad esempio, afferma che le delegazioni dell’UE nei paesi di tutto il mondo potrebbero aumentare il loro impatto aprendosi alle idee e alla leadership dei giovani sul campo. Dice anche che dovrebbero esserci più finanziamenti per la gioventù, la pace e la sicurezza e che dovrebbe essere più facile monitorare l’azione dell’UE.
Quindi tieni d’occhio i potenziali cambiamenti lungo la linea!
Necessità nelle vicinanze
Infine, non dimenticare le opportunità più vicine a casa.
Alcuni paesi, come la Finlandia, stanno già lavorando a un piano d’azione nazionale su gioventù, pace e sicurezza. Familiarizzare con i giovani finlandesi, le azioni di pace e sicurezza qui . Scopri di più sulle tue politiche nazionali per i giovani sulla piattaforma Wiki per i giovani dell’UE .
Rimarrai stupito dalla bellezza e dall’ospitalità della Slovacchia quando deciderai di vivere e studiare in questo piccolo paese con un grande cuore situato nell’Europa centrale. Se scegli di studiare in Slovacchia, puoi avere molta Europa a portata di mano: fare colazione a Budapest (Ungheria), andare a pranzo a Bratislava (Slovacchia) e goderti la cena a Vienna (Austria). Le distanze tra queste tre grandi capitali europee sono davvero ridotte. Inoltre, la metropoli slovacca Bratislava si trova sul fiume Danubio, quindi puoi fare una gita in barca verso queste capitali vicine e verso gli altri sette paesi lungo il Danubio.
Studi accessibili a tutti
La qualità delle università slovacche è aumentata rapidamente negli ultimi anni. Gli istituti di istruzione superiore slovacchi offrono solo programmi di studio accreditati. La lingua dei programmi è generalmente slovacca, ma le istituzioni offrono anche una serie di programmi di studio in altre lingue, principalmente in inglese. Hai una vera passione per le lingue? Esistono anche programmi di studio in ungherese, francese, tedesco o russo. Se sei davvero alla ricerca di una sfida e vuoi laurearti a tempo pieno nella lingua madre del Paese, lo slovacco, non devi pagare le tasse universitarie, a condizione che tu finisca gli studi entro la lunghezza standard dello studio.
Non solo Studio
Se scegli di studiare in Slovacchia, scoprirai che non si tratta solo di ottenere una laurea. Le università slovacche offrono molte attività extracurricolari, specialmente quando sono coinvolte organizzazioni studentesche. Puoi fare sport, cantare in un coro, fare escursioni in montagna e molto altro ancora. La Slovacchia ti incoraggia a conoscere il paese, la sua gente, la cultura e la bellezza della natura, come gli Alti Monti Tatra, che sono classificati dal New York Times come uno dei primi 20 posti al mondo da visitare. Accanto agli Alti Monti Tatra, la Slovacchia ospita anche sette siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, che meritano sicuramente una visita.
Dalla tradizione all’innovazione
La Slovacchia è un paese progressista e dinamico. Si è sviluppato dalla pianificazione economica centrale a un’economia di mercato completamente aperta utilizzando l’euro. Le moderne tecnologie vengono applicate non solo nell’industria automobilistica, ma anche nella produzione di elettrodomestici audiovisivi, per esempio. Le innovazioni e i nuovi servizi sono oggi un fattore importante. Ogni giorno vengono lanciate nuove aziende, emergono edifici e monumenti e le condizioni di vita migliorano. Tuttavia, gli slovacchi si assicurano anche che i loro valori tradizionali siano ben mantenuti, tra cui la musica folk. In termini di sicurezza, la Slovacchia appartiene ai primi 25 luoghi più sicuri in cui vivere al mondo; ti sentirai a casa all’istante.
Resta e lavora dopo i tuoi studi
Vuoi condurre ricerche e lavorare in Slovacchia dopo i tuoi studi? Sebbene la Slovacchia sia uno dei paesi più giovani dell’Europa centrale, offre un numero crescente di opportunità per svolgere ricerche eccellenti, nonché possibilità di tradurle in applicazioni pratiche o idee imprenditoriali. È stata una destinazione attraente per gli investitori stranieri, con una delle quote più alte di esportazioni a media e alta tecnologia nell’Unione europea. La Slovacchia è anche il produttore numero 1 di automobili pro capite al mondo.
In questi anni, la Slovacchia ha una forte ambizione di fare un altro passo avanti per diventare un centro di innovazione nei settori dell’IT e della biotecnologia. Se hai intenzione di lavorare nella ricerca (o in qualsiasi altra area), è bene sapere che un diploma di qualsiasi università slovacca ti permetterà di lavorare in Slovacchia come straniero senza un permesso di lavoro speciale. Quindi, se vuoi studiare in un paese piccolo, accogliente e dinamico all’interno dell’Europa centrale che offre grandi opportunità una volta terminata la laurea, scegli la Slovacchia come luogo di studio!
Dodici cose da non dimenticare quando ti prepari per la tua avventura europea
Sei stato accettato per poter studiare all’estero, hai ricevuto il tuo visto e adesso? Essere organizzati e preparati può aiutare ad alleviare lo stress di trasferirsi all’estero.
Assicurati di fare prima delle ricerche sul luogo in cui vivrai, in modo da poter avere una buona idea di come sia il tempo e di che cosa gli studenti di solito portano con sé. Se non sei davvero sicuro, vale la pena entrare in contatto con il tuo istituto di istruzione superiore prescelto in quanto dovrebbero essere in grado di consigliarti su cosa portare.
Oltre ai vestiti, pensa a ciò che sarà utile su base giornaliera.
Puoi utilizzare questo elenco degli elementi di cui potresti avere bisogno, oltre ad alcuni altri per aiutarti a sistemarti rapidamente.
Passaporto e visto: anche se questo può sembrare ovvio, rimarrai bloccato se dimentichi il passaporto e il visto. Controlla tre volte prima di partire per avere entrambi i documenti con te e conservali in un luogo sicuro durante i tuoi viaggi.
Documenti importanti : oltre a prendere le versioni fisiche dei documenti del tuo istituto di istruzione superiore, fai alcune copie e invia le scansioni elettroniche alla tua e-mail personale. Prendi anche documenti per il tuo alloggio e informazioni sulla tua assicurazione sanitaria e sul tuo libretto sanitario.
Assegni di viaggio: fino a quando non è possibile aprire un conto bancario, gli assegni di viaggio sono il modo più sicuro di portare i propri soldi con sé.
Valuta locale: anchese non è consigliabile trasportare una grande quantità di denaro contante, avere abbastanza per coprire qualsiasi trasporto e pasti assicurerà che tu sia rilassato una volta arrivato.
Biancheria da letto e asciugamani: verificare se è necessario portare la propria biancheria da letto.
Articoli di pronto soccorso: oltre ai farmaci prescritti, porta oggetti come cerotti, antidolorifici, bende e creme antisettiche per formare un kit di pronto soccorso di base.
Spine adattatrici: per qualsiasi apparecchiatura elettronica che prevedi di portare con te, porta con te anche un adattatore. Controlla quale tipo di spine utilizza il tuo paese di destinazione (ad esempio spine a tre pin), poiché potrebbe variare da Paese a Paese.
Caricabatterie e powerbank: indipendentemente dalla durata della batteria del telefono, dovrai portare con te il caricabatterie per assicurarti di rimanere in contatto.
Frasario: prendi un frasario di base per la lingua locale. Mentre di solito ti capita di imparare l’inglese di base, ci possono essere casi in cui la conoscenza di alcune frasi può aiutarti all’inizio.
Apribottiglie: rimarrai sorpreso dalla frequenza con cui le persone dimenticano di portarle! È anche un modo pratico per fare amicizia con i tuoi nuovi coinquilini.
Foto di famiglia: questa è una buona idea per aiutare con qualsiasi nostalgia di casa che potresti avere nella nuova casa. Mantenere le foto dei propri cari non solo ti farà sentire più a casa, ma renderà anche la tua stanza più accogliente.
Zeppa della porta: usa una zeppa della porta per tenere aperta la porta della tua stanza – in questo modo ti troverai amichevole e le persone possono facilmente entrare e presentarsi nel tuo nuovo alloggio per studenti
Con tutto pronto, sei pronto per iniziare la tua nuova avventura di studio in Europa. Divertiti!
Le antiche piramidi d’Egitto furono costruite tra il 2589 e il 2504 a.C., in circa 85 anni. La costruzione della Sagrada Familia, il capolavoro di Antoni Gaudì, è iniziata nel 1882. Gaudì non è riuscito a vedere la sua opera completa. Barcellona spera di completarla entro il 2026, nel 100° anniversario della morte di Gaudì, dopo 144 anni di costruzione. D’altronde l’architetto amava ripetere: “Il mio cliente non ha nessuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo”.
Ecco allora alcune curiosità sulla Sagrada Familia:
L’altezza del monumento:
La Torre di Gesù Cristo, ancora da completare, farà della Sagrada Familia l’architettura sacra più alta in Europa. Gaudì la concepì inferiore di mezzo metro rispetto al vicino Montjuïc, perché la sua creazione non superasse quella di Dio.
Una volta completata, la basilica sarà fra le più grandi al mondo. La sua capienza interna è di 14 mila persone.
Le facciate
La basilica ha 3 facciate, ognuna rappresentante una fase della vita di Cristo. Quella della Natività, creata da Gaudì, è un tripudio di decorazioni che evocano la vita; quella della Passione, ornata dal controverso scultore Josep Maria Subirachs, ha forme scarne e inquietanti; quella della Gloria, non ancora pronta, sarà la più grande.
Le torri
Dedicate agli apostoli, agli evangelisti, a Maria Vergine e a Gesù, per il loro aspetto bizzarro sono state paragonate a termitai o a castelli di sabbia. Certo Gaudì non si accontentò delle forme disponibili nella storia dell’architettura, ma attinse al repertorio della natura con l’intento di migliorare tenuta e staticità. Ogni torre ha una struttura paraboloide e, all’interno, una scala ispirata alle lumache di mare, mentre le colonne della basilica sono concepite come una foresta.
I simboli massonici o esoterici
Gaudì è stato associato di volta in volta a occultismo, numerologia, spiritismo, finanche all’uso di sostanze allucinogene. Sono molte le immagini della Sagrada Familia interpretate in chiave massonica ed esoterica: dal labirinto al triangolo, dal tau alla stella di David, dal pellicano alla piramide. Storicamente non c’è nulla che attesti l’appartenenza dell’architetto alla massoneria, in un contesto in cui questa era legale e pubblici i nomi degli iscritti.
Il numero del quadrato magico sulla Facciata della Passione
Sommando in tutte le direzioni i 16 numeri di questa illustre versione del sudoku, si ottiene sempre 33: gli anni di Cristo, ma anche il massimo grado di uno degli ordini iniziatici della massoneria. Anticamente quadrati di questo tipo erano considerati strumenti di magia bianca in grado di incidere sulla realtà.
Il tesoro nascosto
Apre scenari alla Dan Brown la leggenda secondo cui Gaudì avrebbe ricevuto un misterioso oggetto da custodire nella basilica. Il donatore non sarebbe stato altri che Bérenger Sauniére, l’oscuro parroco di Rennes-les-Châteaux cui si ispirava il personaggio di Jacques Sauniére nel Codice da Vinci. Malgrado scritti e trasmissioni televisive sul tema, all’origine di questa storia probabilmente non c’è altro che il numero 121 della serie a fumetti di Martin Mystere, il cui autore Alfredo Castelli giura di aver inventato tutto di sana pianta.