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Bullismo, 84 progetti finanziati per contrastarlo

“Bullismo e cyberbullismo continuano ad essere purtroppo emergenze sociali molto forti ma è positivo riscontrare che i giovani siano i primi ad occuparsene.

I numeri parlano chiaro. Tra il 2018 e il 2019, infatti, l’Agenzia ha finanziato 84 progetti su questi temi con un impegno di 1 milione e 438mila euro, in cui sono coinvolti 1606 tra ragazze e ragazzi, 231 dei quali provenienti da contesti svantaggiati e con minori opportunità. Grazie ad una delle giovani proposte come Marco Sentieri con il brano ‘Billy Blu’, l’argomento è tornato di grande attualità anche al Festival di Sanremo. Proprio durante la kermesse canora verrà presentato sul tema il cortometraggio in realtà virtuale che abbiamo patrocinato dal titolo ‘La Stanza’ con Michele Placido e diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo”.

Ad affermarlo è Domenico De Maio, direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, alla vigilia della giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo, il quale ricorda che:

“Tra i progetti finanziati c’è quello dell’Associazione Leonardo di Salerno con l’obiettivo di sviluppare il tema della cittadinanza digitale, da un lato offrendo strumenti nell’ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio, da un altro fornendo agli youth workers una formazione che possa garantire occupabilità e capacità di mentoring nei confronti della componente giovanile che si rivolge alle loro organizzazioni”.

Tra le altre iniziative, a Sinagra, in Sicilia, si segnala il progetto “Narciso” per dare ai giovani partecipanti la possibilità di utilizzare la fotografia sulla rete in modo alternativo all’attività del selfie rappresentando il proprio corpo in forma artistica, senza demonizzare i linguaggi multimediali ma offrendo valide e stimolanti alternative al loro utilizzo.

Ad Acquasporta, in Umbria, è stato finanziato un progetto che fornirà ai giovani i principali strumenti conoscitivi e tecnici per garantire una navigazione in internet consapevole, sia sul personal computer che su smartphone, con particolare riguardo al fenomeno della privacy in relazione ai social network e alle community.

Articolo tratto da Agenzia Nazionale del 07/02/2020

Galaway e Fiume saranno le capitali europee della cultura 2020

Due città costiere, una si affaccia sull’oceano Atlantico e l’altra sul mar Adriatico, Galway e Rijeka (Fiume) sono le Capitali europee della cultura 2020.

In foto Galway (Irlanda) e Rijeka (Croazia) - Capitali europee della cultura 2020
Galway (Irlanda) e Rijeka (Croazia) – Capitali europee della cultura 2020 

Inaugurata nel 1985, l’iniziativa Capitale europea della cultura mette in luce la ricchezza e la varietà della cultura europea, contribuendo a migliorare il profilo internazionale delle città. Il titolo ha un impatto a lungo termine, non solo culturalmente ma anche in termini economici e sociali.

‘Una città dinamica e vivace sul limitare dell’Europa’

La più grande città del Connacht (provincia occidentale d’Irlanda), Galway è la terza città irlandese a conquistare il titolo di Capitale europea della cultura.

A partire da febbraio, in concomitanza con l’antico calendario celtico, il programma di Galway 2020 ruota intorno alle quattro feste celtiche di Imbolic, Bealtaine, Lughnasa e Samain.

I tre temi principali di Galway 2020 sono immigrazione (a Galway un abitante su quattro è nato fuori dall’Irlanda) paesaggio e identità linguistica. La vicepresidente del Parlamento europeo Mairead McGuinness – il cui collegio elettorale include Galway – descrive la città come sinonimo di cultura: “Galway ha una ricca tradizione letteraria, artistica e musicale – è la culla della lingua irlandese e allo stesso tempo moderna e globalizzata – un polo per tecnologia e dispositivi medici.
Sono lieta che questa città vivace e dinamica sul limitare dell’Europa abbia l’opportunità di mostrarsi all’intero continente.”

‘Un fulgido esempio di tolleranza e multiculturalismo’

Galway condivide la nomina per il 2020 con Rijeka (Fiume), città sulla costa adriatica croata conosciuta per la sua atmosfera bohémien e i numerosi festival. Rijeka, che ospita il porto principale del paese, è la prima città croata ad essere nominata Capitale europea della cultura.

Con lo slogan “Port of diversity – Il porto delle diversità”, il programma di Rijeka 2020 sarà incentrato su tre temi fondamentali: acqua, lavoro e immigrazione. Il deputato croato di Renew Europe Valter Flego si è congratulato con la città per il titolo di Capitale europea della cultura – ricordando che proprio a Rijeka ha svolto i suoi studi di ingegneria meccanica: ” Rijeka può rappresentare uno splendido esempio di tolleranza e multiculturalismo per tutte le città europee. Sono certo che la città promuoverà questo evento nel modo giusto. Mi congratulo di cuore con la città nella quale ho studiato per il prestigioso riconoscimento.”

(Articolo tratto da Parlamento Europeo del 06/01/2020)

Paesi sotto i riflettori: la Repubblica Ceca

Studiare in Repubblica Ceca ti porta nel mezzo dell’Europa e ti dà una grande opportunità per ottenere il massimo dalla tua esperienza di studio all’estero. Con un’istruzione di alta qualità, e una vita studentesca ricca ma accessibile, puoi passare il miglior tempo della tua vita!

Praga

1000 programmi di studio accreditati in inglese

Non preoccuparti di essere l’unico studente straniero. Più di 43.000 studenti internazionali stanno attualmente studiando presso istituti di istruzione superiore cechi. Inoltre, l’interesse per questo paese sta crescendo con l’aumentare del numero di programmi di studio in lingue straniere (specialmente in inglese). 

Inoltre, i programmi di studio in lingua ceca sono gratuiti nelle università pubbliche e statali.

Le università ceche offrono una vasta gamma di programmi di studio e borse di studio . Gli studenti possono scegliere se fare un breve soggiorno di studio o restare a studiare per un intero anno in una vasta gamma di discipline tradizionali e nuove che sono nuove sulla scena. L’istruzione e la ricerca di alta qualità, in particolare scienze, ingegneria e medicina, hanno una lunga tradizione nella Repubblica ceca. La Charles University di Praga è stata fondata nel 1348 ed è la più antica università dell’Europa centrale.

Esperienza culturale e storia affascinante

Puoi viaggiare in tutto il continente e scoprire paesi e luoghi che altrimenti non avresti l’opportunità di visitare. Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha inserito dodici importanti siti storici nella Repubblica Ceca nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Grazie all’eccellente sistema di trasporto pubblico è facile raggiungere tutti questi luoghi. La Repubblica Ceca è l’incrocio di molte culture. La cultura del paese è stata storicamente formata principalmente da influenze slave, tedesche (austriache) ed ebraiche, che hanno portato a un ricco patrimonio culturale e stile di vita dell’Europa centrale. La Repubblica Ceca ti intratterrà sicuramente tra i tuoi studi!

Università - CZ

Ottima vita studentesca, costi di vita accessibili e sicurezza

Scegli su questa mappa tra 70 istituti di istruzione superiore in oltre 20 città. I costi per i dormitori degli studenti, il cibo in una mensa o un biglietto per i mezzi pubblici sono molto convenienti, quindi le tue spese mensili medie possono variare da 350 a 750 euro. Inoltre, secondo il Global Peace Index 2018 , la Repubblica Ceca è classificata come il 7 ° paese più sicuro al mondo!

Vuoi sapere di più? Guarda questo breve video , chiedi a un ambasciatore tutto ciò che vuoi sapere e controlla il profilo nazionale della Repubblica Ceca e la pagina web Study in the Czech Republic .

27/01/2020 Giornata della memoria

Sono passati 75 anni da quando nel 1945 le truppe sovietiche scoprirono il campo di concertramento di Auschwitz e anche gli orrori che esso racchiudeva.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

Liliana Segre, senatrice a vita e superstite dei campi di concentramento parla di quegli anni.
“Senza storia non c’è memoria. E se perdiamo la memoria annientiamo il futuro’, pur non avendone l’autorità. Mi batto da tanti anni affinchè nulla vada perduto di tutto il dolore di così tante vittime. Nulla vada dimenticato dei fatti orribili e indicibili che sono accaduti ad Auschwitz e negli altri campi. Per questo, credo che sia molto importante lo studio della storia, che va d’accordo con la memoria, perchè senza storia non c’è memoria”.

Liliana Segre

Segre per tanti anni ha incontrato ragazzi, studenti per raccontare la sua storia ma senza mai parlare di odio.

I racconti della senatrice non vogliono essere “sempre un monito per i ragazzi, perchè diventino forti e sappiano fare le scelte giuste. Imparino a non ascoltare quello che grida più forte, anche se spesso è più facile, ma abbiano, invece, molta fiducia in se stessi. Perché io – prosegue Segre – ho sperimentato la forza che si può avere, anche nei momenti più duri, per andare avanti – ‘una gamba davanti all’altra’ – senza lasciarsi andare.
Forse, è proprio questo insegnamento che io spero di riuscire a trasmettere, come nonna: non odiare e non vendicarsi, ma nello stesso tempo non dimenticare. Essere forti per gli altri, oltre che per sè stessi”. “Io sono stata considerata ‘diversa’, a causa delle leggi razziali fasciste, quando avevo 8 anni. E quindi so come ci si sente a essere considerati ‘diversi’, quando invece ci si sente così ‘uguali'”, aggiunge.

Discover EU: 20 000 giovani in più esploreranno l’Europa nel 2020

Circa 20 000 diciottenni otterranno un pass DiscoverEU nell’ambito dell’omonima iniziativa che nell’ultima tornata, la quarta, ha registrato circa 75 000 candidature provenienti da tutta Europa.

I giovani europei selezionati in base a determinati criteri di aggiudicazione e a quote specifiche attribuite ai singoli Stati membri potranno viaggiare al massimo per 30 giorni nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 ottobre 2020.

Il Vicepresidente Schinas, responsabile per il portafoglio “Promozione dello stile di vita europeo”, ha dichiarato: “A partire dal mese di aprile, per 20 000 giovani una memorabile esperienza di viaggio, che li porterà a scoprire l’UE, diventerà realtà. Poterla condividere con gli amici e con persone provenienti da altri paesi la renderà piacevole e indimenticabile. Faranno inoltre parte di una rete informale e inclusiva più ampia nella quale esploreranno che cosa significa scoprire il nostro continente, la sua ricchezza, la sua diversità e solidarietà.”

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Viaggiare in Europa e incontrare giovani di altri paesi promuove la comprensione interculturale, migliora le competenze linguistiche e rafforza la fiducia in se stessi. Accanto alle attività di solidarietà e di volontariato, finanziate nell’ambito del corpo europeo di solidarietà, DiscoverEU costituisce un’occasione imperdibile di apprendimento informale.”

I candidati selezionati saranno presto contattati e potranno iniziare ad organizzare i loro viaggi. Gli spostamenti avvengono di norma in treno; per garantire tuttavia un accesso inclusivo in tutto il continente è possibile avvalersi anche di mezzi di trasporto alternativi, come bus, traghetti o, eccezionalmente, aerei. Insieme al pass, i partecipanti riceveranno anche sostegno e orientamento, ad esempio sui viaggi sostenibili. I giovani sono invitati anche a diventare ambasciatori DiscoverEU e a riferire in merito alle loro esperienze; sono inoltre incoraggiati a contattare i compagni di viaggio tramite i social media e a condividere le loro storie.

Tutti i partecipanti sono invitati a prendere parte ai meetup di DiscoverEU(link is external), che durante l’estate si svolgeranno in varie località europee. I meetup vertono su argomenti come l’Europa verde sostenibile, la tematica di DiscoverEU per il 2020. Altre attività comprendono le opportunità di volontariato e lo sviluppo di un itinerario verde per i giovani viaggiatori.

Contesto

La Commissione ha lanciato DiscoverEU nel giugno 2018, a seguito di una proposta del Parlamento europeo. Le prime tre tornate di candidature hanno offerto a circa 50 000 giovani l’opportunità di viaggiare in tutta Europa. Per il 2020 il Parlamento europeo ha destinato 25 milioni di € a DiscoverEU. La prossima tornata di candidature e gli ulteriori aggiornamenti saranno annunciati dalla Commissione a tempo debito sul Portale europeo per i giovani.

Dato il grande interesse suscitato da DiscoverEU, la Commissione si adopera costantemente per migliorare l’iniziativa, basandosi sui riscontri forniti dai viaggiatori e dai principali portatori di interessi. Finora i partecipanti alle prime tornate descrivono DiscoverEU come un’esperienza di apprendimento valida e inclusiva, che apporta un contributo all’impegno civico, alla crescita personale e allo sviluppo di competenze. Viaggiare responsabilizza i giovani e li aiuta a sviluppare competenze chiave come le abilità linguistiche, la consapevolezza e la sensibilità interculturali. Anche la resilienza, le competenze organizzative e la capacità di risolvere i problemi rappresentano punti di forza. Inoltre due terzi dei partecipanti hanno dichiarato che, senza DiscoverEU, non sarebbero stati in grado di finanziare il loro viaggio. Alcuni di essi viaggiavano per la prima volta da soli, senza genitori o tutori.

Nel maggio 2018 la Commissione ha proposto di inglobare DiscoverEU, quale parte integrante, nel futuro programma Erasmus per il periodo 2021-2027. Fermo restando il consenso del Parlamento europeo e del Consiglio, ciò consentirebbe ad ulteriori centinaia di migliaia di diciottenni di beneficiare dell’iniziativa anche oltre detto periodo di sette anni.

Per ulteriori informazioni

FAQ

Scheda informativa

(articolo tratto da Commissione europea Rappresentanza in Italia del 15/01/2020)

Ultimi aggiornamenti sulla presenza del Regno Unito in Erasmus+

Le recenti dichiarazioni che arrivano dal Regno Unito hanno creato una certa preoccupazione nell’opinione pubblica sulle opportunità del Programma Erasmus+ oltremanica. Facciamo il punto su Erasmus+ e la Brexit alla luce di quanto è uscito su stampa e social nei giorni scorsi.

Abbiamo verificato con i colleghi della Commissione europea la reale situazione del Regno Unito all’interno del Programma Erasmus+ e possiamo quindi rassicurare tutti i beneficiari sul fatto che fino alla fine del 2020 la situazione rimarrà invariata, con la prosecuzione di tutte le attività previste in tutte le azioni chiave del Programma, incluse quindi anche le piattaforme eTwinning e Epale.

Con la nuova programmazione europea, a partire dal 2021, il governo inglese negozierà la partecipazione al Programma Erasmus+ con le istituzioni dell’Unione Europea. Al momento il quadro è ancora in fase di definizione. Uscire dall’Unione Europea, comunque, non vuol dire andare fuori automaticamente dall’Area europea dell’Istruzione e della Formazione. Il Programma Erasmus, infatti, prevede già diverse forme di partecipazione per gli stati che non fanno parte dell’UE, basti pensare alla Turchia, alla Serbia, alla Repubblica di Macedonia o ai Paesi dello Spazio economico comune (Norvegia, Islanda e Lichtenstein), che aderiscono in modo completo al Programma. Per alcune misure, ad esempio nel settore dell’Università, ci sono poi molte opportunità di cooperazione e mobilità anche verso stati di altri continenti.

Sulla questione inoltre si può far riferimento anche al punto 11 della Dichiarazione politica che definisce il quadro per le future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito, che dichiara: “Notando l’ampiezza e la profondità previste delle future relazioni e lo stretto legame tra i loro cittadini, le Parti stabiliranno principi generali, termini e condizioni per la partecipazione del Regno Unito ai programmi dell’Unione, fatte salve le condizioni stabilite nei corrispondenti strumenti dell’Unione, in settori quali scienza e innovazione, gioventù, cultura e istruzione, sviluppo e azioni esterne all’estero, capacità di difesa, protezione civile e spazio. Questi dovrebbero includere un contributo finanziario equo e adeguato, disposizioni che consentano una sana gestione finanziaria da entrambe le Parti, un trattamento equo dei partecipanti e una gestione e una consultazione adeguate alla natura della cooperazione tra le Parti”.

Inoltre, il ministro britannico per l’Università, la Scienza e la Ricerca, Chris Skidmore, ha reso una dichiarazione su Twitter confermando che il Regno Unito rimane aperto alla partecipazione ai programmi futuri e che ciò farà parte dei futuri negoziati.

Guardando più in generale al futuro di Erasmus+, sono molte le novità positive in discussione per i prossimi sette anni: la Commissione, infatti, vuole raddoppiare i fondi destinati ai paesi che vi partecipano, mentre il Parlamento ha proposto il triplo del budget. Ne sapremo di più quando si concluderà la consultazione tra Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo (nel quale sono rappresentati i governi dei diversi paesi), che definirà il nuovo corso di un Programma che in oltre 30 anni ha cambiato la vita di oltre 10 milioni di persone.

Il Regno Unito in Erasmus+: ambito università

Il Regno Unito è il 4° Paese di destinazione dei nostri studenti, dopo Spagna, Francia e Germania, mentre nella classifica dei Paesi di provenienza, è al 7° posto, dopo Spagna, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Turchia.  In riferimento al solo Regno Unito, i dati ci dicono che ha ospitato 31.410 studenti UE nella Call 2017 (tra giugno 2017 e maggio 2019), di cui 18.396 per studio e 13.014 per tirocinio mentre dal sono partiti in 16.869, di cui 9.540 per studio e 7.329 per tirocinio.

Anno AccademicoStudenti Erasmus IT in UKStudenti Erasmus UK in IT
2009/20101.758868
2010/20111.849911
2011/20122.037947
2012/20132.2621.001
2013/20142.3601.122
2014/20152.7111.079
2015/20163.1141.046
2016/20173.2151.202
2017/20183.1721.174
2018/2019 (provvisorio)3.3181.397

(articolo tratto da Erasmus Plus del 14/01/2020 a cura di Elena Maddalena)

E’ stato un anno fantastico

Il nostro 2019 è stato un anno davvero intenso,pieno di progetti, collaborazioni e iniziative.

  • Programma Erasmus per giovani imprenditori- Javier Jiménez Rodríguez dalla Spagna
  • Evs-  Krystyna Senchenko dall’Ucraina
  • Ka2 Success- Gennaio/Marzo/Maggio
  • Speaking club con Krystyna in collaborazione con Yes School- Gennaio
  • Collaborazione con gruppo folk il fiore- Marzo
  • Incontro informativo per le Elezioni Europee- Maggio
  • Ka2 Care Gives (Spagna)- Maggio
  • Ka1 La musica nos acerca (Spagna)-Giugno
  • Presentazione del progetto INART(Atene)-Giugno
  • Folklore è inclusione 3°edizione-Giugno
  • Corso di Europrogettazione- Luglio
  • Ka1 Giuseppe D’Alessandro(Georgia)- Agosto
  • TC Activism Explosion- Settembre
  • Ka1 Don’t Stop me now- Settembre
  • ESC corso di formazione- Settembre
  • ESC Giuseppe Santorsa (Spagna)- Novembre
  • Corso di Europrogettazione – dicembre
  • Presentazione del progetto INART (Parigi)-Dicembre

Le tradizioni di Capodanno in Europa

ITALIA:

Per avere fortuna durante l’anno è usanza da nord a sud consumare un piatto di lenticchie.

Le lenticchie sono simbolo di soldi. Infatti si dice che consumare un piatto di lenticchie a mezzanotte porterà soldi per il resto dell’anno.

Inoltre è tipico indossare biancheria intima di colore rosso per propiziarsi un anno di fortuna e amore. Questa deve essere buttata il giorno successivo dopo che è stata usata. Solo in questo modo si avrà fortuna.

In passato c’era anche l’usanza di lanciare fuori dalla finestra tutto ciò che era vecchio e dare spazio al nuovo come se ci si volesse liberare di tutto ciò che era stato negativo durante l’anno passato.

Spesso in strada si trovavano posate, bicchieri, piatti, ma anche elettrodomestici di tutti i tipi.

SPAGNA:

In Spagna ogni cittadino che aspetta la mezzanotte ha con se dei chicchi d’uva. Per ognuno dei dodici rintocchi delle campane che scandiscono la mezzanotte, essi mangiano un acino d’uva ed esprimono un desiderio.

Chi riesce a mangiare tutti i chicchi d’uva in tempo di assicurerà un anno pieno di fortuna e prosperità.

SVEZIA:

Per augurare buon anno gli svedesi hanno l’abitudine di creare dei pupazzi di paglia che vengono poi lanciati verso le finestre delle case di parenti e vicini.

Inoltre il 1° gennaio si cuoce del riso o del grano nel latte che viene zuccherato. A questo di aggiungono cannella e pezzetti di mandorla sbucciata. Chi trova la mandorla avrà fortuna per tutto l’anno.

GRECIA:

In Grecia c’è una regola assoluta per iniziare il nuovo anno. Il 1° gennaio un bambino deve entrare in casa con il piede destro e gettare a terra i chicchi del melograno, simbolo di prosperità.

Inoltre è tradizione mangiare la Vassilopita, un dolce in cui all’interno si trova una moneta. Chiunque troverà la moneta avrà prosperità per il resto dell’anno.

BELGIO:

Per purificare il corpo e prepararsi all’anno nuovo si è soliti, in Belgio, festeggiare il capodanno con una zuppa di cipolle. Inoltre per festeggiare non ci si dimentica mai di inserire sotto i piatti della cena una monetina o delle foglie di cavolo.

GERMANIA:

In Germania si può partecipare al tradizionale Bleigießen: bisogna far fondere del piombo su un cucchiaino e poi versarlo in acqua fredda. A seconda della forma che assumerà il piombo si saprà qualcosa in più sul proprio futuro. Nei supermercati tedeschi si trovano dei kit già pronti da acquistare.

AUSTRIA:

Durante la notte di capodanno si regalano piccole statuette a forma di maialino, quadrifoglio, coccinella o spazzacamino. Le figure sono considerate di buon auspicio per il nuovo anno. Esse possono essere sia di legno che di cioccolato o marzapane.Inoltre allo scoccare della mezzanotte in tutta l’Austria viene intonato “An der schönen blauen Donau” (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss. Tutta l’Austria festeggia così con un giro di valzer collettivo l’arrivo del nuovo anno.

FRANCIA:

Ovunque sia il luogo di festeggiamenti, quando l’orologio suona la mezzanotte, l’usanza locale richiede di fare più rumore possibile.

Si può urlare buon anno, o usare il clacson, accendere lo stereo a tutto volume, o si possono far scoppiare i petardi.

La tradizione deriva probabilmente da un’antica credenza secondo cui i rumori forti avrebbero spaventato demoni e spiriti maligni che erano più minacciosi durante il passaggio da un anno all’altro.

SERBIA:

La tradizione vuole che per il nuovo anno tutti i frigoriferi e i portafogli della casa devono essere pieni.
Durante la vigilia di Capodanno è importante indossare qualcosa di nuovo, per trovare felicità e amore la tradizione vuole che bisogna indossare degli abiti rossi.

Durante tutto il 1° gennaio non si deve portare nulla fuori dalla casa, nemmeno la spazzatura. Inoltre non si dovrebbero fare nemmeno il bucato e i piatti sporchi, poichè si pensa possa succedere qualcosa di brutto durante il nuovo anno.

PORTOGALLO:

In Portogallo c’è una tradizione da seguire per chi nel nuovo anno spera di trovare l’amore. E’ di buon auspicio infatti mangiare durante la notte di San Silvestro una zuppa di piselli.

FINLANDIA:

In Finlandia il Capodanno si festeggia brindando con una birra. Dopo averla bevuta gli abitanti del Paese bruciano una piccola porzione della lattina della bibita e in base alla forma assunta predicono il proprio futuro: ad esempio se ha assunto una forma circolare significa matrimonio in arrivo.

TURCHIA:

In Turchia a Capodanno vengono aperti tutti i rubinetti. L’acqua corrente è sinonimo di benedizione e di buon auspicio per il nuovo anno che arriverà.

DANIMARCA:

Nel paese è tradizione di capodanno lanciare piatti e stoviglie contro la porta del vicino di casa.

Colui che al mattino successivo si trova con il cumulo più grande di cocci, sarà il più fortunato durante l’anno nuovo

Sei pronto a viaggiare nel tempo?

Scopri il passato e il presente dell’Europa grazie al marchio del patrimonio europeo!

Hai sempre desiderato viaggiare nel tempo? Ti affascinano dalle storie che stanno dietro l’Europa che conosciamo oggi? Ovunque in Europa puoi vedere le tracce del nostro patrimonio e della nostra storia. Ma da dove iniziare? Il marchio del patrimonio europeo ti aiuta a scoprire ed esplorare i siti che hanno un valore simbolico per la storia europea e che plasmano il nostro continente così come lo conosciamo. Visitare i siti insigniti del marchio del patrimonio europeo ti permette di viaggiare in diverse epoche del passato, dagli albori della civiltà fino all’Europa di oggi.

Ad esempio, potresti visitare Krapina, in Croazia, dove nel 1899 gli archeologi hanno ritrovato il maggior numero di ossa fossili dell’epoca di Neanderthal in Europa. Magari potresti andare a Lisbona, la bellissima capitale del Portogallo, dove nel 1867, in anticipo sui tempi, venne approvata la Carta per l’abolizione della pena di morte, che viene conservata negli archivi nazionali della Torre do Tombo. Oppure perché non andare in Slovenia e visitare l’ospedale di Franja, che i partigiani sloveni gestirono clandestinamente sotto l’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale?

Vuoi sapere quali altri viaggi nel tempo puoi fare? Sul sito del marchio del patrimonio europeo troverai un elenco dei 38 siti con questo marchio. Tutti i siti ci fanno conoscere un aspetto diverso del nostro passato, dai potenti monaci del Medioevo ai padri fondatori dell’UE. Ciò che questi luoghi hanno in comune è la loro dimensione europea!

Vuoi saperne di più? Scopri tutti i siti in questo video e pianifica la tua visita a un luogo dove il passato incontra il futuro!

(Articolo tratto dal sito Portale Europeo per i giovani

ERASMUS+ PHOTO COMPETITION: celebrazione per i 10 milioni di partecipanti di Erasmus+

A partire dal 1987, anno del suo lancio, il Programma Erasmus + ha permesso a un numero sempre crescente di partecipanti di muoversi, rafforzando così le loro capacità e la loro apertura mentale. Il numero di studenti e discenti che hanno beneficiato di Erasmus ha raggiunto i 10 milioni nel 2019 e sta crescendo ancora!

Per celebrare questo importante traguardo e l’incredibile successo di oltre 30 anni di attuazione del Programma, il team Erasmus + è lieto di annunciare il lancio di un concorso fotografico.

Attraverso questo concorso, Erasmus + vorrebbe onorare i 10 milioni di partecipanti dando uno sguardo al passato e cercando di illustrare la realtà e l’evoluzione del Programma dalla sua creazione. Gli ex partecipanti in uno dei settori del programma Erasmus +, interessati a partecipare al concorso, sono invitati a scegliere e caricare entro il 13 gennaio una foto accompagnata da un breve testo, per descrivere la loro esperienza e l’impatto che il Programma ha avuto sulla loro vita. Anche i partecipanti ai programmi precedenti Erasmus+ (Comenius, Leonardo Da Vinci, Grundtvig, Youth in Action ecc.) sono invitati a partecipare e aiutarci a raccontare una lunga storia dal 1987!

Le immagini e le descrizioni selezionate verranno quindi compilate ed esposte nella Sala dell’Université Libre de Bruxelles (ULB) durante l’evento dedicato agli stakeholders organizzato dalla Commissione europea il 28-29 gennaio 2020 a Bruxelles.

Per partecipare alla competizione cliccare qui

(Articolo di Stefania Pinardi tratto da Erasmus Plus del 18/12/2019)

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