Sono passati 75 anni da quando nel 1945 le truppe sovietiche scoprirono il campo di concertramento di Auschwitz e anche gli orrori che esso racchiudeva.
L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.
Liliana Segre, senatrice a vita e superstite dei campi di concentramento parla di quegli anni. “Senza storia non c’è memoria. E se perdiamo la memoria annientiamo il futuro’, pur non avendone l’autorità. Mi batto da tanti anni affinchè nulla vada perduto di tutto il dolore di così tante vittime. Nulla vada dimenticato dei fatti orribili e indicibili che sono accaduti ad Auschwitz e negli altri campi. Per questo, credo che sia molto importante lo studio della storia, che va d’accordo con la memoria, perchè senza storia non c’è memoria”.
Liliana Segre
Segre per tanti anni ha incontrato ragazzi, studenti per raccontare la sua storia ma senza mai parlare di odio.
I racconti della senatrice non vogliono essere “sempre un monito per i ragazzi, perchè diventino forti e sappiano fare le scelte giuste. Imparino a non ascoltare quello che grida più forte, anche se spesso è più facile, ma abbiano, invece, molta fiducia in se stessi. Perché io – prosegue Segre – ho sperimentato la forza che si può avere, anche nei momenti più duri, per andare avanti – ‘una gamba davanti all’altra’ – senza lasciarsi andare. Forse, è proprio questo insegnamento che io spero di riuscire a trasmettere, come nonna: non odiare e non vendicarsi, ma nello stesso tempo non dimenticare. Essere forti per gli altri, oltre che per sè stessi”. “Io sono stata considerata ‘diversa’, a causa delle leggi razziali fasciste, quando avevo 8 anni. E quindi so come ci si sente a essere considerati ‘diversi’, quando invece ci si sente così ‘uguali'”, aggiunge.
La crisi economica ha toccato particolarmente i giovani europei: Nel 2013 in Italia due giovani su cinque erano disoccupati. L’Unione Europea si è fortemente mobilitata per aiutare i giovani europei ad accedere al mercato del lavoro creando la “Garanzia europea per i giovani” e rafforzando i programmi già esistenti, come ad esempio ERASMUS+. Tra il 2013 e il 2015 in Italia il tasso medio di inserimento occupazionale dei giovani è aumentato di 2,8 punti percentuali.
I giovani non trovano lavoro e l’Europa non fa niente.
Falso. L’Unione europea si impegna costantemente per garantire ai giovani un percorso che agevoli il loro accesso al mercato del lavoro, attraverso strumenti come garanzia giovani, oppure quadri di riferimento comuni per gli Stati membri, concepiti per assicurare standard di qualità per stage o mobilità per i giovani in apprendistato, grazie all’iniziativa chiamata Alleanza europea per gli Apprendistati
Che cos’è Garanzia Giovani?
Garanzia giovani è un sistema che mira a garantire una transizione agevole dalla scuola al lavoro, a sostenere l’integrazione nel mercato del lavoro e a fare in modo che nessun giovane sia escluso. Approvata nel 2013, Garanzia Giovani è un impegno che gli Stati membri dell’UE hanno assunto per garantire che tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni possano ottenere un’offerta qualitativamente valida di: impiego, formazione permanente, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio del periodo di disoccupazione.
In termini pratici, ogni Stato membro è tenuto a istituire e attuare il sistema di garanzia per i giovani coinvolgendo datori di lavoro, servizi per l’impiego, istituti d’istruzione e formazione e servizi di sostegno ai giovani. In Italia, ad esempio, sono stati predisposti portali elettronici integrati che permettono agli utenti di iscriversi direttamente online e di collegarsi ad un registro nazionale in cui possono verificare in modo automatico e con maggiore facilità la conformità ai requisiti e la trasmissione delle offerte.
Si tratta solo di un altro sistema per sfruttare il lavoro gratis dei giovani.
Falso. A tre anni di distanza dall’avvio della garanzia per i giovani, nell’UE si contano 1,4 milioni di giovani disoccupati in meno. La garanzia per i giovani è diventata una realtà in tutta l’UE e ha contribuito a migliorare la vita di milioni di giovani europei. Dal gennaio 2014 ben 16 milioni di giovani in Europa hanno aderito ai sistemi di garanzia per i giovani, mentre 10 milioni di giovani europei si sono avvalsi di una proposta, per lo più di lavoro. Quasi due terzi dei giovani che sono usciti dalla garanzia per i giovani nel 2015 in Europa avevano trovato una possibilità di lavoro, studio, apprendistato o tirocinio. L’iniziativa ha fornito un sostegno diretto a oltre 1,6 milioni di giovani di tutta l’Unione europea.
Lo schema europeo di Garanzia Giovani si basa sulle esperienze positive di Austria e Finlandia. Il sistema finlandese ha permesso di ridurre la disoccupazione giovanile e di offrire all’83,5% dei giovani partecipanti un posto di lavoro, un tirocinio, un apprendistato o un ulteriore corso di studi entro tre mesi dall’iscrizione al programma.
Con ERASMUS+ l’Europa spinge i nostri giovani a lasciare il Paese.
Vero, in parte. Nei suoi primi 30 anni il programma UE Erasmus ha permesso a più di tre milioni di europei di svolgere parte dei loro studi presso un’istituzione in un diverso Paese europeo da quello di provenienza. Un’opportunità per i giovani per conoscere culture e lingue diverse e potersi così muovere in un mercato del lavoro sempre più internazionale. Nel 2014 Erasmus è diventato Erasmus+ e riguarda anche la formazione lavorativa e lo sport. Si rivolge quindi a studenti, tirocinanti, apprendisti, professionisti, giovani imprenditori, insegnanti, volontari, sportivi. Erasmus+ non è solo un programma volto a favorire scambi culturali tra popoli europei; permette anche di sviluppare nuove competenze permettendo così ai giovani di trovare un lavoro più adeguato al proprio livello di studi e più velocemente.
L’Europa non forma i giovani alla solidarietà.
Falso. Lanciato a dicembre 2016, il Corpo europeo di solidarietà è la nuova iniziativa dell’Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato, nel proprio Paese o nel resto dell’UE, nell’ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa.
Possono aderire i giovani dai 17 ai 30 anni, ma è necessario averne 18 per poter iniziare un progetto. Le attività del Corpo europeo di solidarietà riguardano progetti relativi, ad esempio, alla prevenzione delle catastrofi naturali o alla ricostruzione a seguito di una calamità, all’assistenza nei centri per richiedenti asilo o a problematiche sociali di vario tipo nelle comunità.
In Italia il Corpo europeo di solidarietà è intervenuto a Norcia per aiutare a riparare i danni e ripristinare i servizi sociali per le comunità locali colpite dai gravi terremoti. I volontari hanno collaborato con i giovani e gli anziani di Norcia, organizzando seminari, attività all’aperto e manifestazioni culturali.
Cos’è il Servizio Volontario Europeo?
Il Servizio Volontario Europeo (SVE) offre ai giovani tra i 17 e i 30 anni l’opportunità di svolgere un’attività di volontariato in un Paese UE o extra-UE per un periodo che va da 2 a 12 mesi, impegnati come “volontari europei” in progetti locali in vari settori o aree di intervento: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo. Lo SVE costituisce un’esperienza di apprendimento interculturale in un contesto non formale e promuove l’integrazione sociale e la partecipazione attiva dei volontari coinvolti. Per partecipare
“Spero solo che non si perda di vista una cosa, e cioè che è tutto cominciato con un topo.” (Walt Disney)
Il 12 aprile 1992 Disneyland Paris apriva le porte al pubblico per la prima volta.
Da allora il parco Disney è diventata la prima destinazione turistica europea con 15 milionidi visitatori ogni anno (320 milioni dal 1992 ad oggi).
Scopriamo insieme tutte le curiosità su Disneyland Paris!
1) IL CLUB 33
All’interno del parco c’è un club segreto, il Club 33, al quale possono accedere solo pochi eletti in possesso della Platinum Disney Membership, che costa ben 12 mila euro l’anno (senza contare la quota iniziale di ammissione di 25 mila dollari.). Qui gli ospiti speciali possono sfuggire dalla folla e rifugiarsi nell’unico locale del parco che serve super alcolici e gustarsi una cucina a cinque stelle. Senza contare che c’è la possibilità di incontrare personaggi del calibro di Elton John e Tom Hanks.
2) ILLUSIONI
Il castello è stato creato utilizzando la tecnica della “forced perspective“, in modo da farlo apparire più grande di quanto non sia realmente. Le facciate che si trovano sulla Main Street sembrano via via più grandi man mano che si cammina verso il basso, cosicché il fiabesco castello appaia sempre più lontano ma anche sempre più grande.
4) MI È SEMBLATO DI VEDERE UN GATTO
Non è per niente facile riuscire a vederne uno, ma il parco vanta al suo interno un’ampia comunità di gatti, utilizzati per tenere lontani i roditori (Mickey Mouse, ti conviene stare attento).
5) EURODISNEY, CHE NOIA!
Disneyland Paris doveva inizialmente chiamarsi EuroDisney, e in effetti, per un breve periodo di tempo, così è stato. Tuttavia, in seguito ad un’accurata ricerca, il nome venne giudicato troppo noioso e banale dalla popolazione europea. Gli americani, invece, sembravano adorarlo!
6) TUNNEL SOTTERRANEI
Spesso coloro che lavorano all’interno del parco si ritrovano a dover passare da un luogo ad un altro in pochissimo tempo, ma con la folla di turisti diventa molto difficile e rischierebbero di non arrivare mai in tempo alla partecipazione, per esempio, di una parata. Ecco quindi che è stata costruita una rete di tunnel sotterranei per risolvere questo problema. Questo enorme network di tunnel è stato ovviamente creato sottoterra in modo da non “rovinare” la magica atmosfera Disney.
9) LA LOCATION ORIGINALE NON DOVEVA ESSERE PARIGI
Inizialmente, Disneyland si sarebbe dovuto trovare vicino al Mar Mediterraneo, luogo prediletto per via del suo clima mite e simile a quello della Florida e della California. Tuttavia, alla fine Parigi ebbe la meglio, perché, a quanto pare, facilmente raggiungibile in auto e soprattutto da milioni di persone grazie a un efficiente collegamento aeroportuale.
10) CHI È LA PIÙ BELLA DEL REAME?
Vi siete addentrati all’intero dell’attrazione Biancaneve e i sette nani e vi siete sentiti osservati? Di certo non è stato un caso. Ogni 30 secondi, spunta da una finestra il volto malefico della strega che ha avvelenato Biancaneve.
11) BARBER SHOP
Appena varcate le soglie del parco, Main Street ci invade con la sua maestosa bellezza e la sua gioiosa musica: oltre ai numerosi negozi, ristoranti, bar e boutique è presente un Barber Shop, un tributo che Walt stesso ha voluto fare al padre che era, appunto, un barbiere. Nota patriottica, il barbiere è italiano! All’interno del negozio è presente anche un telefono d’epoca: sollevando la cornetta si potranno udire le conversazioni segrete degli abitanti di Main Street!
12)Il NEGOZIO FATATO
A Fantasyland esiste una boutique chiamata “La Confiserie des Trois Fées” all’interno della quale è possibile trovare, oltre che fantastici e deliziosi dolcetti, anche le tre fatine del classico Disney“La Bella Addormentata nel Bosco” Flora, Fauna e Serenella che volano (letteralmente) sopra il caminetto!
13) VIETATO L’USO DEL FLASH, MA NON PER QUESTA VOLTA.
All’interno del maestoso castello della Bella Addormentata, tra le coloratissime vetrate e gli arazzi, tutti avranno notato il corvaccio nero fido aiutante di Malefica, ma pochi sanno che, scattando una foto con il flash, i suoi occhi si illuminano di un spaventoso rosso acceso!
14) COLONNE SONORE ORIGINALI.
Le colonne sonore delle attrazioni di Fantasyland erano originariamente registrate nel linguaggio nativo del personaggio a cui facevano riferimento: Pinocchio era in italiano, Peter Pan in inglese, Biancaneve in tedesco e così via. A causa delle proteste dei guest francesi le colonne sonore sono state inserite tutte in francese.
15) IL TRATTORE DI FRONTIERLAND.
Frontierland nasconde una curiosità molto romantica. Il trattore “Big Thunder Mining Company” non è una copia, ma un trattore reale che apparteneva a una coppia di vecchi contadini americani: la coppia ha accettato di cederlo al parco in cambio di soldi con cui il marito ha finalmente potuto acquistare l’anello di fidanzamento che, all’epoca, non aveva potuto regalare alla moglie prima del matrimonio!
16) LA LUCE DEL CASTELLO.
Se si presta attenzione al castello della Bella Addormentata durante le ore notturne e serali, si potrà notare una finestrella illuminata da cui proviene una luce che sembra essere una candela accesa: questa finestra appartiene alla camera della principessa Aurora.
17) IL DRAGO DEL CASTELLO.
Nelle segrete del castello della Bella Addormentata è presente un drago che, in apparenza, potrebbe sembrare Malefica, uno dei villain più amati del mondo Disney. Tutti sanno infatti che, nel cartone animato, Malefica possiede il potere di trasformarsi in un drago, potere con cui la strega affronta il principe Filippo: sarebbe quindi facile supporre che il drago delle segrete altri non sia che Malefica stessa! La realtà è ben diversa: secondo fonti ufficiali infatti si tratterrebbe di un dragone maschio generato da Merlino!
18) LA VETRINA DEL 1992.
Ed eccoci giunti all’ultimo segreto, uno dei più curiosi, strettamente legati al tema del 25esimo Anniversario. A Discoveryland, sul lato sinistro della boutique “Constellation” vicino all’attrazione “Buzzlightyear Laser Blast”, si nasconde una vetrina che è rimasta inalterata dalla data di apertura del parco nel 1992. Un luogo in cui il tempo si è (letteralmente) fermato.
In linea con la sua “tabella di marcia per la partecipazione dei giovani”, la Conferenza delle ONG del Consiglio d’Europa invita 2 giovani che rappresentano la loro ONG membro a Strasburgo, in Francia.
Se hai tra i 18 ei 30 anni, parli inglese e sei interessato a diventare un membro della Conferenza degli INGO, fai domanda per diventare un delegato dei giovani per un anno!
Essere un delegato giovanile ti offrirà un’opportunità unica per acquisire esperienza internazionale, entrare a far parte di una rete diversificata, incontrare altri attivisti giovanili e avere un impatto al fine di evidenziare e promuovere il potenziamento dei giovani.
Se sarai eletto, dovrai impegnarti a prendere parte all’intera settimana di ogni sessione della Conferenza delle sessioni INGO 2020: dal 20 al 24 aprile e dal 12 al 16 ottobre 2020.
Le spese di viaggio e di soggiorno dei delegati saranno coperte dal Servizio INGO in base alle sue regole. Gli alloggi saranno forniti e pagati dagli organizzatori.
Sei curioso e disposto a fare la tua parte? Fai domanda qui entro il 15 febbraio 2020.
Circa 20 000 diciottenni otterranno un pass DiscoverEU nell’ambito dell’omonima iniziativa che nell’ultima tornata, la quarta, ha registrato circa 75 000 candidature provenienti da tutta Europa.
I giovani europei selezionati in base a determinati criteri di aggiudicazione e a quote specifiche attribuite ai singoli Stati membri potranno viaggiare al massimo per 30 giorni nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 ottobre 2020.
Il Vicepresidente Schinas, responsabile per il portafoglio “Promozione dello stile di vita europeo”, ha dichiarato: “A partire dal mese di aprile, per 20 000 giovani una memorabile esperienza di viaggio, che li porterà a scoprire l’UE, diventerà realtà. Poterla condividere con gli amici e con persone provenienti da altri paesi la renderà piacevole e indimenticabile. Faranno inoltre parte di una rete informale e inclusiva più ampia nella quale esploreranno che cosa significa scoprire il nostro continente, la sua ricchezza, la sua diversità e solidarietà.”
Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Viaggiare in Europa e incontrare giovani di altri paesi promuove la comprensione interculturale, migliora le competenze linguistiche e rafforza la fiducia in se stessi. Accanto alle attività di solidarietà e di volontariato, finanziate nell’ambito del corpo europeo di solidarietà, DiscoverEU costituisce un’occasione imperdibile di apprendimento informale.”
I candidati selezionati saranno presto contattati e potranno iniziare ad organizzare i loro viaggi. Gli spostamenti avvengono di norma in treno; per garantire tuttavia un accesso inclusivo in tutto il continente è possibile avvalersi anche di mezzi di trasporto alternativi, come bus, traghetti o, eccezionalmente, aerei. Insieme al pass, i partecipanti riceveranno anche sostegno e orientamento, ad esempio sui viaggi sostenibili. I giovani sono invitati anche a diventare ambasciatori DiscoverEU e a riferire in merito alle loro esperienze; sono inoltre incoraggiati a contattare i compagni di viaggio tramite i social media e a condividere le loro storie.
Tutti i partecipanti sono invitati a prendere parte ai meetup di DiscoverEU(link is external), che durante l’estate si svolgeranno in varie località europee. I meetup vertono su argomenti come l’Europa verde sostenibile, la tematica di DiscoverEU per il 2020. Altre attività comprendono le opportunità di volontariato e lo sviluppo di un itinerario verde per i giovani viaggiatori.
Contesto
La Commissione ha lanciato DiscoverEU nel giugno 2018, a seguito di una proposta del Parlamento europeo. Le prime tre tornate di candidature hanno offerto a circa 50 000 giovani l’opportunità di viaggiare in tutta Europa. Per il 2020 il Parlamento europeo ha destinato 25 milioni di € a DiscoverEU. La prossima tornata di candidature e gli ulteriori aggiornamenti saranno annunciati dalla Commissione a tempo debito sul Portale europeo per i giovani.
Dato il grande interesse suscitato da DiscoverEU, la Commissione si adopera costantemente per migliorare l’iniziativa, basandosi sui riscontri forniti dai viaggiatori e dai principali portatori di interessi. Finora i partecipanti alle prime tornate descrivono DiscoverEU come un’esperienza di apprendimento valida e inclusiva, che apporta un contributo all’impegno civico, alla crescita personale e allo sviluppo di competenze. Viaggiare responsabilizza i giovani e li aiuta a sviluppare competenze chiave come le abilità linguistiche, la consapevolezza e la sensibilità interculturali. Anche la resilienza, le competenze organizzative e la capacità di risolvere i problemi rappresentano punti di forza. Inoltre due terzi dei partecipanti hanno dichiarato che, senza DiscoverEU, non sarebbero stati in grado di finanziare il loro viaggio. Alcuni di essi viaggiavano per la prima volta da soli, senza genitori o tutori.
Nel maggio 2018 la Commissione ha proposto di inglobare DiscoverEU, quale parte integrante, nel futuro programma Erasmus per il periodo 2021-2027. Fermo restando il consenso del Parlamento europeo e del Consiglio, ciò consentirebbe ad ulteriori centinaia di migliaia di diciottenni di beneficiare dell’iniziativa anche oltre detto periodo di sette anni.
Le recenti dichiarazioni che arrivano dal Regno Unito hanno creato una certa preoccupazione nell’opinione pubblica sulle opportunità del Programma Erasmus+ oltremanica. Facciamo il punto su Erasmus+ e la Brexit alla luce di quanto è uscito su stampa e social nei giorni scorsi.
Abbiamo verificato con i colleghi della Commissione europea la reale situazione del Regno Unito all’interno del Programma Erasmus+ e possiamo quindi rassicurare tutti i beneficiari sul fatto che fino alla fine del 2020 la situazione rimarrà invariata, con la prosecuzione di tutte le attività previste in tutte le azioni chiave del Programma, incluse quindi anche le piattaforme eTwinning e Epale.
Con la nuova programmazione europea, a partire dal 2021, il governo inglese negozierà la partecipazione al Programma Erasmus+ con le istituzioni dell’Unione Europea. Al momento il quadro è ancora in fase di definizione. Uscire dall’Unione Europea, comunque, non vuol dire andare fuori automaticamente dall’Area europea dell’Istruzione e della Formazione. Il Programma Erasmus, infatti, prevede già diverse forme di partecipazione per gli stati che non fanno parte dell’UE, basti pensare alla Turchia, alla Serbia, alla Repubblica di Macedonia o ai Paesi dello Spazio economico comune (Norvegia, Islanda e Lichtenstein), che aderiscono in modo completo al Programma. Per alcune misure, ad esempio nel settore dell’Università, ci sono poi molte opportunità di cooperazione e mobilità anche verso stati di altri continenti.
Sulla questione inoltre si può far riferimento anche al punto 11 della Dichiarazione politica che definisce il quadro per le future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito, che dichiara: “Notando l’ampiezza e la profondità previste delle future relazioni e lo stretto legame tra i loro cittadini, le Parti stabiliranno principi generali, termini e condizioni per la partecipazione del Regno Unito ai programmi dell’Unione, fatte salve le condizioni stabilite nei corrispondenti strumenti dell’Unione, in settori quali scienza e innovazione, gioventù, cultura e istruzione, sviluppo e azioni esterne all’estero, capacità di difesa, protezione civile e spazio. Questi dovrebbero includere un contributo finanziario equo e adeguato, disposizioni che consentano una sana gestione finanziaria da entrambe le Parti, un trattamento equo dei partecipanti e una gestione e una consultazione adeguate alla natura della cooperazione tra le Parti”.
Inoltre, il ministro britannico per l’Università, la Scienza e la Ricerca, Chris Skidmore, ha reso una dichiarazione su Twitter confermando che il Regno Unito rimane aperto alla partecipazione ai programmi futuri e che ciò farà parte dei futuri negoziati.
Guardando più in generale al futuro di Erasmus+, sono molte le novità positive in discussione per i prossimi sette anni: la Commissione, infatti, vuole raddoppiare i fondi destinati ai paesi che vi partecipano, mentre il Parlamento ha proposto il triplo del budget. Ne sapremo di più quando si concluderà la consultazione tra Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo (nel quale sono rappresentati i governi dei diversi paesi), che definirà il nuovo corso di un Programma che in oltre 30 anni ha cambiato la vita di oltre 10 milioni di persone.
Il Regno Unito in Erasmus+: ambito università
Il Regno Unito è il 4° Paese di destinazione dei nostri studenti, dopo Spagna, Francia e Germania, mentre nella classifica dei Paesi di provenienza, è al 7° posto, dopo Spagna, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Turchia. In riferimento al solo Regno Unito, i dati ci dicono che ha ospitato 31.410 studenti UE nella Call 2017 (tra giugno 2017 e maggio 2019), di cui 18.396 per studio e 13.014 per tirocinio mentre dal sono partiti in 16.869, di cui 9.540 per studio e 7.329 per tirocinio.
Anno Accademico
Studenti Erasmus IT in UK
Studenti Erasmus UK in IT
2009/2010
1.758
868
2010/2011
1.849
911
2011/2012
2.037
947
2012/2013
2.262
1.001
2013/2014
2.360
1.122
2014/2015
2.711
1.079
2015/2016
3.114
1.046
2016/2017
3.215
1.202
2017/2018
3.172
1.174
2018/2019 (provvisorio)
3.318
1.397
(articolo tratto da Erasmus Plus del 14/01/2020 a cura di Elena Maddalena)
La Polonia è un membro moderno e dinamico dell’Unione Europea in cui l’istruzione conta davvero. Nel corso dell’ultimo anno, il paese è diventato più popolare tra gli studenti internazionali e le sue università hanno sviluppato programmi di studio internazionali, contribuendo all’aumento degli studenti stranieri a oltre 70.000. La Polonia – con le sue oltre 400 università, oltre 800 programmi insegnati in inglese, la sua sicurezza, l’economia in rapida crescita e le città moderne, la sua buona istruzione e stile di vita – non può più essere trascurata quando si decide dove studiare all’estero.
Ragioni per studiare in Polonia
Non importa la città o il corso, scegliere di studiare in Polonia è un’ottima idea.
Così tante opzioni
In Polonia ci sono 1,5 milioni di studenti che studiano in oltre 400 università, programmi di studio (in inglese o polacco) e centinaia di lezioni di lingua. Vi è anche un’abbondanza di scuole d’arte tra cui scegliere, così come facoltà di discipline umanistiche e politecniche, complete di laboratori e supercomputer completamente attrezzati. Durante gli studi in Polonia, avrai la possibilità di partecipare a un concorso con la NASA o far parte di un prestigioso programma di borse di studio per coloro che sono interessati alle discipline umanistiche (come lingue antiche e moderne, letteratura e filosofia). Le business school polacche offrono un’istruzione di livello mondiale nella gestione e nella finanza (anche come programmi di doppia laurea) e sono accreditate a livello internazionale. Guarda tu stesso: un milione e mezzo di studenti non possono sbagliarsi, vero?
Studiare nel centro dell’Europa
La Polonia è il luogo in cui puoi ottenere un diploma che aprirà le porte alle migliori aziende in Europa, anche alcune delle migliori al mondo. Il paese ha molti altri vantaggi, come il fatto che le sue scuole di medicina sono accreditate negli Stati Uniti e che, mentre studi in Polonia, hai accesso ai programmi di studio dell’UE e puoi fare tirocini o tirocini all’estero. Con titoli di alta qualità riconosciuti a livello internazionale, quasi nessun’altra regione al mondo può iniziare la tua carriera in modo così promettente.
Vivi in una città studentesca piena di culture diverse
Studia nella capitale europea della cultura Breslavia, Cracovia artistica, Varsavia hipster, Lublino multiculturale, Poznań accademico o Danzica costiera. C’è qualcosa per tutti in ogni città, dai pub per studenti, ai ristoranti vegani e alle gallerie d’arte. Mescolatevi con la folla al Palazzo della Cultura di Varsavia, esplorate il Castello Wawel di Cracovia, sciate sui Monti Tatra o navigate nel distretto dei laghi della Masuria.
Ideale per un budget studentesco
Se sogni di essere indipendente e andare all’estero, ma ti preoccupano i costi costi, la Polonia è l’ideale per gli studenti con un budget limitato. I dormitori partono da € 60 al mese per studente, il biglietto per il cinema parte da € 2,50 e un pranzo in mensa parte da una base di € 2. Non c’è da stupirsi che Varsavia sia la città studentesca europea più economica secondo l’indice QS Best Student Cities del 2016.
Foto di Przemyslaw Burda
Altre prospettive dopo la laurea
Studiare in Polonia è solo l’inizio. Coloro che desiderano avviare un’attività in proprio o trovare un lavoro in un’azienda internazionale trarrebbero beneficio da un soggiorno più lungo. Le compagnie straniere che operano in Polonia preferiscono i laureati delle università polacche. Academic Incubators of Entrepreneurship è una comunità che ti aiuterà a iniziare la tua attività e anche i Parchi tecnologici sono a tua disposizione. Inoltre, ci sono i Warsaw Innovation Days, in cui le start-up possono attirare l’attenzione degli investitori stranieri. E sapevi che nel 2018 la Polonia è diventata il primo paese dell’ex blocco sovietico ad essere classificato come un “mercato sviluppato”?
Se desideri saperne di più sulla nostra lunga e ricca tradizione di istruzione universitaria, che offre opportunità ai giovani che aspirano a ottenere una laurea europea riconosciuta in tutto il mondo, ti invitiamo a visitare il sito Web della campagna ufficiale che promuove il sistema di istruzione superiore polacco: Ready, Study, GO! La campagna è gestita dall’Agenzia nazionale polacca per lo scambio accademico (NAWA). NAWA è una nuova istituzione creata per coordinare le attività statali che guidano il processo di internazionalizzazione degli istituti accademici e di ricerca polacchi. Il quadro di finanziamento NAWA migliora il potenziale della scienza e dell’istruzione superiore attraverso la mobilità e la cooperazione internazionale. I programmi NAWA hanno lo scopo di favorire la mobilità accademica individuale e consentire il finanziamento della cooperazione istituzionale internazionale.
Se ci troviamo in prossimità di un campanile durante l’ora di punta, possiamo essere allettati dal vigoroso suono delle sue campane. Ma perché le campane di tutte le chiese suonano a quest’ora? L’usanza ha un’origine antica: nell’agosto del 1456, durante la battaglia di Belgrado (che al tempo si trovava in Ungheria) il Papa Callisto III ordinò di suonare le campane ogni giorno per raccogliere in preghiera e invocare l’aiuto del cielo contro gli assediatori turchi, guidati dal sultano Mehmed II.
Il 6 agosto le truppe del condottiero János Hunyadi, incoraggiate dal frate abruzzese San Giovanni da Capestrano, sconfissero l’esercito nemico. Si decise così di continuare a far suonare le campane a perpetua memoria di quella gloriosa impresa militare. Sempre per celebrare la vittoria, il 6 agosto venne istituita la festa della Trasfigurazione, come a dire che, grazie a quella battaglia, la civiltà europea poteva continuare a splendere.
Creata da Parlamento europeo con Commissione e Consiglio, è tutta da ascoltare, la playlist si divide in tante sottocartelle per ogni argomento trattato dall’Unione Europea.