Per avere fortuna durante l’anno è usanza da nord a sud consumare
un piatto di lenticchie.
Le lenticchie sono simbolo di soldi. Infatti si dice che
consumare un piatto di lenticchie a mezzanotte porterà soldi per il resto dell’anno.
Inoltre è tipico indossare biancheria intima di colore rosso
per propiziarsi un anno di fortuna e amore. Questa deve essere buttata il
giorno successivo dopo che è stata usata. Solo in questo modo si avrà fortuna.
In passato c’era anche l’usanza di lanciare fuori dalla
finestra tutto ciò che era vecchio e dare spazio al nuovo come se ci si volesse
liberare di tutto ciò che era stato negativo durante l’anno passato.
Spesso in strada si trovavano posate, bicchieri, piatti, ma
anche elettrodomestici di tutti i tipi.
SPAGNA:
In Spagna ogni cittadino che aspetta la mezzanotte ha con se
dei chicchi d’uva. Per ognuno dei dodici rintocchi delle campane che
scandiscono la mezzanotte, essi mangiano un acino d’uva ed esprimono un
desiderio.
Chi riesce a mangiare tutti i chicchi d’uva in tempo di
assicurerà un anno pieno di fortuna e prosperità.
SVEZIA:
Per augurare buon anno gli svedesi hanno l’abitudine di
creare dei pupazzi di paglia che vengono poi lanciati verso le finestre delle
case di parenti e vicini.
Inoltre il 1° gennaio si cuoce del riso o del grano nel
latte che viene zuccherato. A questo di aggiungono cannella e pezzetti di
mandorla sbucciata. Chi trova la mandorla avrà fortuna per tutto l’anno.
GRECIA:
In Grecia c’è una regola assoluta per iniziare il nuovo
anno. Il 1° gennaio un bambino deve entrare in casa con il piede destro e
gettare a terra i chicchi del melograno, simbolo di prosperità.
Inoltre è tradizione mangiare la Vassilopita, un dolce in
cui all’interno si trova una moneta. Chiunque troverà la moneta avrà prosperità
per il resto dell’anno.
BELGIO:
Per purificare il corpo e prepararsi all’anno nuovo si è
soliti, in Belgio, festeggiare il capodanno con una zuppa di cipolle. Inoltre
per festeggiare non ci si dimentica mai di inserire sotto i piatti della cena
una monetina o delle foglie di cavolo.
GERMANIA:
In Germania si può partecipare al tradizionale Bleigießen: bisogna far fondere del piombo su un cucchiaino e poi versarlo in acqua fredda. A seconda della forma che assumerà il piombo si saprà qualcosa in più sul proprio futuro. Nei supermercati tedeschi si trovano dei kit già pronti da acquistare.
AUSTRIA:
Durante la notte di capodanno si regalano piccole statuette
a forma di maialino, quadrifoglio, coccinella o spazzacamino. Le figure sono
considerate di buon auspicio per il nuovo anno. Esse possono essere sia di
legno che di cioccolato o marzapane.Inoltre allo scoccare della mezzanotte in
tutta l’Austria viene intonato “An der
schönen blauen Donau” (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss. Tutta l’Austria
festeggia così con un giro di valzer collettivo l’arrivo del nuovo anno.
FRANCIA:
Ovunque sia il luogo di festeggiamenti, quando l’orologio suona la
mezzanotte, l’usanza locale richiede di fare più rumore possibile.
Si può urlare buon anno, o usare il clacson, accendere lo stereo a tutto
volume, o si possono far scoppiare i petardi.
La tradizione deriva probabilmente da un’antica credenza secondo cui i
rumori forti avrebbero spaventato demoni e spiriti maligni che erano più
minacciosi durante il passaggio da un anno all’altro.
SERBIA:
La tradizione vuole che per il nuovo anno tutti i frigoriferi e i portafogli della casa devono essere pieni. Durante la vigilia di Capodanno è importante indossare qualcosa di nuovo, per trovare felicità e amore la tradizione vuole che bisogna indossare degli abiti rossi.
Durante tutto il 1° gennaio non si deve portare nulla fuori dalla casa, nemmeno la spazzatura. Inoltre non si dovrebbero fare nemmeno il bucato e i piatti sporchi, poichè si pensa possa succedere qualcosa di brutto durante il nuovo anno.
PORTOGALLO:
In Portogallo c’è una tradizione da seguire per chi nel nuovo anno spera
di trovare l’amore. E’ di buon auspicio infatti mangiare durante la notte di
San Silvestro una zuppa di piselli.
FINLANDIA:
In Finlandia il Capodanno si festeggia brindando con una birra. Dopo
averla bevuta gli abitanti del Paese bruciano una piccola porzione della
lattina della bibita e in base alla forma assunta predicono il proprio futuro:
ad esempio se ha assunto una forma circolare significa matrimonio in arrivo.
TURCHIA:
In Turchia a Capodanno vengono aperti tutti i rubinetti. L’acqua
corrente è sinonimo di benedizione e di buon auspicio per il nuovo anno che
arriverà.
DANIMARCA:
Nel paese è tradizione di capodanno lanciare piatti e stoviglie contro la porta del vicino di casa.
Colui che al mattino successivo si trova con il cumulo più grande di
cocci, sarà il più fortunato durante l’anno nuovo
Scopri il passato e il presente dell’Europa grazie al marchio del patrimonio europeo!
Hai sempre desiderato viaggiare nel tempo? Ti affascinano dalle storie che stanno dietro l’Europa che conosciamo oggi? Ovunque in Europa puoi vedere le tracce del nostro patrimonio e della nostra storia. Ma da dove iniziare? Il marchio del patrimonio europeo ti aiuta a scoprire ed esplorare i siti che hanno un valore simbolico per la storia europea e che plasmano il nostro continente così come lo conosciamo. Visitare i siti insigniti del marchio del patrimonio europeo ti permette di viaggiare in diverse epoche del passato, dagli albori della civiltà fino all’Europa di oggi.
Ad esempio, potresti visitare Krapina, in Croazia, dove nel 1899 gli archeologi hanno ritrovato il maggior numero di ossa fossili dell’epoca di Neanderthal in Europa. Magari potresti andare a Lisbona, la bellissima capitale del Portogallo, dove nel 1867, in anticipo sui tempi, venne approvata la Carta per l’abolizione della pena di morte, che viene conservata negli archivi nazionali della Torre do Tombo. Oppure perché non andare in Slovenia e visitare l’ospedale di Franja, che i partigiani sloveni gestirono clandestinamente sotto l’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale?
Vuoi sapere quali altri viaggi nel tempo puoi fare? Sul sito del marchio del patrimonio europeo troverai un elenco dei 38 siti con questo marchio. Tutti i siti ci fanno conoscere un aspetto diverso del nostro passato, dai potenti monaci del Medioevo ai padri fondatori dell’UE. Ciò che questi luoghi hanno in comune è la loro dimensione europea!
Vuoi saperne di più? Scopri tutti i siti in questo video e pianifica la tua visita a un luogo dove il passato incontra il futuro!
Luci accese per le strade, alberi di Natale riccamente decorati, presepi, regali: in Europa le feste natalizie, che iniziano con l’Avvento e terminano con l’Epifania, si intrecciano con la storia e le tradizioni di ogni singolo Paese. Da sempre in tutta Europa, da Nord a Sud, si festeggia l’inizio dell’inverno: per le tribù germaniche era il 22 dicembre, giorno del solstizio invernale; per i romani corrispondeva ai Saturnalia, che iniziavano il 17 dicembre con grandi falò in omaggio al sole; per i cristiani era la nascita di Gesù. Fu sotto il papato di Giulio I, nel IV secolo, che venne scelto il 25 dicembre come data in cui festeggiare il Salvatore. Sempre a dicembre in molti Paesi europei si festeggiano santi e patroni con tradizioni molto simili e intimamente connesse a quelle del Natale.
ITALIA
Nel nord Italia e precisamente in Lombardia, il simbolo del Natale è sicuramente il panettone. La leggenda racconta che questo dolce sia nato casualmente, senza la ricerca di una ricetta elaborata o di ingredienti particolari; sembra che il garzone di un fornaio, per rendere il pane più sostanzioso visto il freddo invernale e la scarsità di cibo, decise di arricchirlo aggiungendo uova, burro e frutta candita, regalando così al mondo un dolce che con i secoli diventerà uno dei simboli più conosciuti delle festività.
In Veneto invece esiste una tradizione davvero particolare: a Verona infatti i regali non li porta Babbo Natale, ma Santa Lucia. Si narra infatti che durante le festività dell’anno 1200, in città si diffuse una sorta di epidemia che colpiva sopratutto la vista dei bambini e che, per scongiurarla, le mamme devote decisero di portare i loro figli in pellegrinaggio a piedi nudi per chiedere la grazia a Santa Lucia, da sempre santa protettrice dei non vedenti. Per convincere i piccoli a mettersi in marcia nonostante il freddo, promisero ai bimbi che al loro ritorno la Santa avrebbe fatto trovare loro dei doni di ringraziamento. Da allora la notte tra il 12 ed il 13 dicembre i bambini di Verona attendono che Santa Lucia porti loro dei doni in groppa ad un asinello.
A Roma i festeggiamenti iniziano l’8 dicembre, quando il Papa raggiunge a piedi Piazza di Spagna per portare dei fiori alla statua della Madonna che si trova di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti seguito da un fiume di romani e turisti che assistono con coinvolgimento al rito. Il 24 dicembre poi si svolge la classica messa di mezzanotte in Vaticano e a seguire, la mattina del 25 il Papa diffonde il messaggio pastorale affacciandosi dalla finestra sul sagrato di San Pietro.
In Toscana le tradizioni natalizie sono molto legate all’elemento del fuoco, nell’accezione di portatore di luce e calore. In un paesino in provincia di Lucca si svolge uno dei riti più particolari della regione, quello dei Natalecci: si tratta di imponenti costruzioni fatte con i rami e gli arbusti ricavati dalla pulitura del sottobosco durante l’autunno, che superano anche i 10 metri. Secondo la tradizioni, i Natalicci vengono arsi il giorno della Vigilia e bruciano per tutta la notte illuminando la strada al Bambino Gesù.
La Campania ed in particolare la splendida Napoli è famosa nel mondo per la tradizione dei presepi, tanto che in città esiste una via piena di botteghe di artigiani che, per tutto l’anno, realizzano e vendono le statuine tipiche della scena della Natività, ma anche ironiche rappresentazioni di personaggi della politica e dello spettacolo che durante l’anno si sono distinti non solo positivamente. Il sacro ed il profano quindi si mescolano ed ogni famiglia napoletana, anche la meno religiosa, non rinuncia a realizzare un presepe del tutto personalizzato che deve essere finito rigorosamente prima della cena della Vigilia.
In Puglia il Natale è gastronomia, mercati e presepi. A Lecce ogni anno all’interno del meraviglioso anfiteatro romano viene realizzato uno splendido presepe monumentale in cui vengono ricreati i tipici ambienti rurali del Salento con gli ulivi, i muretti di mattoni bianchi e le rappresentazioni gli antichi mestieri che vengono raffiguranti con statue in gesso e cartapesta. Sempre a Lecce si svolge poi la classica Fiera di Santa Lucia dove, oltre alle classiche bacarelle che offrono i deliziosi prodotti tipici regionali, molti artigiani locali mettono in mostra i propri presepi realizzati rigorosamente a mano.
In Sicilia tutto ha inizio l’8 dicembre quando le strade e le case si vestono a festa e proseguono con le celebrazioni in onore di Santa Lucia, molto cara agli isolani e patrona della città di Siracusa. Famosi sono i canti natalizi, le cosiddette Novene che gli zampognari intonano in dialetto animando le strade della città, ma anche i presepi viventi. Il più suggestivo sicuramente quello di Custonaci, in provincia di Trapani, che prende vita all’interno di una grotta naturale affacciata sul mare. Una tradizione tutta siciliana è quella del gioco della Zecchinetta, un antico gioco di carte che la leggenda vuole sia stato inventato dai lanzichenecchi nel sedicesimo secolo; originariamente era accessibile solo agli uomini, mentre oggi sono ammesse ovviamente anche le donne ed ogni partita si conclude tra le risate e l’entusiasmo generale quando il banco paga i vincitori.
In Sardegna, il Natale è sinonimo di riunione, di condivisione e di famiglia; in passato infatti durante le festività i pastori rientravano a casa dalle montagne per riunirsi finalmente alla propria famiglia, solitamente intorno al fuoco del camino che per l’occasione veniva rimbiancato e decorato. Oggi sono ancora numerose le tradizioni particolari che si tramandano da secoli, una su tutte quella del “Signum Judicii” o “Señal del Judici”: nella cattedrale di Alghero, la notte dellla Vigilia, i fedeli intonano questo antico canto medievale in catalano, una sorta di invocazione del Bambino Gesù con la chiesa completamente al buio. Solo alla fine del canto, quando secondo la credenza lo Spirito Santo arriva tra i fedeli, la cattedrale viene illuminata improvvisamente a giorno. Altra usanza tipica del periodo delle festività è quella della “ Sa Candelaria” che si svolge il 31 dicembre; a partire dal mattino i bambini bussano di porta in porta chiedendo il pane (preparato proprio per quest’occasione e conosciuto come cocones), la frutta, i dolciumi e qualche moneta ponendo sempre la stessa domada: “a nolla dazes sa candelaria?” ( “ci date la candelarìa?”).
SPAGNA
A partire dall’8 Dicembre in tutte le case della Catalogna si mette un ceppo di legno cavo ai piedi dell’albero chiamato Tiò De Natal. Ogni notte sino alla vigilia si da da mangiare al ceppo e lo si copre con una coperta. La notte della Vigilia i bambini “picchiano” il ceppo affinchè cacci i regali.
Durante la notte di Natale in Spagna si ascoltano o vengono cantati i villancicos, ovvero i canti natalizi spagnoli che esprimono stati d’animo felici, ma a volte anche nostalgici e tristi.
PORTOGALLO
La scena della Natività è il nucleo principale delle celebrazioni in Portogallo; anche se l’albero di Natale è comune. Le famiglie preferiscono riunirsi attorno al Presepio, magari vicino all’intimo calore di un caminetto acceso. A Natale in Portogallo è tradizione ricordare le anime dei morti per sentirli vicini in momenti di raccoglimento. Si celebra una festa conosciuta con il nome di “Consoada”, che si svolge la sera della vigilia di Natale. Secondo la tradizione si usano preparare posti in più a tavola per i morti, portando loro in dono del cibo. Un pezzo di quercia, detto in portoghese «cepo de Natal», arde nel camino per tutto il giorno, mentre le persone si preparano a celebrare la Consoada.
FRANCIA
Il Natale in Francia viene celebrato in modo differente a seconda della località e della regione di appartenenza. Alla tradizione più che altro commerciale , vissuta in particolare nelle grandi città turistiche come Parigi, si affiancano le tradizioni popolari. Regioni come l’Alsazia o città come Strasburgo, Colmar o Marsiglia, diventano così scenari d’eccezione per i mercatini di Natale, ricchi di illuminazione, botteghe artigianali, decorazioni e di profumi emanati dalla gustosa gastronomia natalizia. Père Noel (Babbo Natale) è assistito dal devoto Pere Fouettard, raffigurato con barba e pelle scura, il cui compito è quello di ricordargli come si sono comportati i vari bambini nel corso dell’anno.
GRECIA
In Grecia la messa di Natale è all’alba, seguita da abbondanti pranzi consumati con i parenti a base di tacchino e dolci al miele.
LUSSEMBURGO
Il 23 novembre, migliaia di luci di natale si accendono, dando alle strade e ai vicoli della città fortezza un’atmosfera calda e festosa, dando inizio al Winterlights Festival e inaugurando l’apertura del tradizionale Mercato Natalizio sulla Place d’Armes.
GERMANIA
Il 5 dicembre i bambini tedeschi puliscono le scarpe e le lasciano ai piedi del letto. Se sono stati buoni si svegliano il giorno dopo, a San Nicola, con le scarpe piene di dolci e caramelle.
A partire poi dal giorno di San Nicola, il mese di dicembre è ricco di celebrazioni natalizie. Le feste inziano con la grande parata di Amburgo dove Babbo Natale e i suoi elfi sfilano per la città distribuendo regali a grandi e piccoli.
AUSTRIA
Il Krampus è una bestia pelosa, dotato di corna che si occupa dei bambini cattivi durante il periodo di Natale. Le leggende dicono che porti i bambini all’inferno o che, addirittura, li divori.
Durante il Krampuslauf, il 5 Dicembre,i Krampus accompagnano San Nicola per le strade distribuendo carbone e sferzando i passanti con fruste di rami. Se andate alle ricerca di Krampus, visitate il Mercatino di Natale di Salisburgo, dove gli uomini-caproni fanno qualche apparizione tra le bancarelle natalizie.
BULGARIA
Al termine della cena della vigilia si lascia del cibo sulla tavola fino al giorno dopo come offerta per gli spiriti degli antenati.
NORVEGIA
Prima del Natale è consuetudine addobbare la casa con folletti, angeli, stelle, cuori, corone fatte di pigne, e magari con un presepe o una casetta di biscotti di pampepato. Sempre più gente addobba la casa con luci e corone visibili dall’esterno. L’albero di Natale è una consuetudine in ogni salotto. L’albero ha la tradizionale stella sulla cima.
Secondo l’usanza Norvegese la notte della Viglia si nascondono tutte le scope per evitare che streghe e spiritelli le rubino e volino via.
SVEZIA
Le tradizioni natalizie sono profondamente radicate al cristianesimo. Anche nella Svezia si festeggia Santa Lucia. Il simbolo della luce è molto sentito in questo periodo dell’anno perché il paese è immerso dal buio per 3/4 della giornata. Gli Svedesi festeggiano la Vigilia e non il Natale.
POLONIA
In Polonia le feste natalizie iniziano con l’apparizione della prima stella, la sera della vigilia. I bambini spiano ansiosamente il cielo e, appena appare il primo brillio tutti si mettono a tavola. Prima di cominciare a mangiare si fa circolare una sottile fetta di pane azzimo, chiamato opplatek, raffigurante le immagini di Maria, Giuseppe e di Gesù Bambino. Ognuno prende un pezzetto di opplatek che viene dato anche agli animali domestici.La tavola è sempre festosamente apparecchiata; sotto la tovaglia, però, c‘è sempre un sottile strato di paglia, per ricordare a tutti, che Gesù è nato in una stalla e si usa fra i bambini tirare le pagliuzze e, quella presa che sarà la più lunga indicherà longevità. A tavola poi, restano sempre posti liberi, pronti per accogliere Maria e Gesù Bambino se per caso arrivassero all’ultimo momento. Il giorno di S. Stefano, protettore della Polonia, i contadini portano in chiesa l’avena per la benedizione e per lanciarla contro il parroco come si faceva in tempi lontani.
REPUBBLICA CECA
La sera della Vigilia le donne non sposate con le spalle rivolte all’uscita di casa tirano una scarpa verso la porta. Se la punta della scarpa è rivolta verso la porta, la donna si sposerà entro l’anno. Inoltre le donne single possono cercare di aiutare la fortuna immergendo un ramo di ciliegio in un vasoil 4 dicembre. Se il ramo fiorisce entro il 25 Dicembre è matrimonio assicurato! Inoltre mangiare la carpa a Natale è d’obbligo: secondo la tradizione si poteva mangiare una sola volta all’anno in segno di buon auspicio. La credenza popolare vuole infatti che conservare una squama di carpa sotto il piatto durante la cena della Vigilia garantisca salute e prosperità per tutto l’anno a venire. I regali portati ai piccoli da Gesù Bambino, si usa aprirli già il 24 sera, prima di recarsi alla Messa di mezzanotte dove scambiarsi gli auguri con parenti e amici.
ROMANIA
Sfilate caratteristiche aprono i festeggiamenti natalizi in Romania. I bambini si recano di casa in casa cantando canzoni e recitando poesie. Quelli che si trovano in testa ai cortei portano una grande stella di legno, chiamata Steaua, ricoperta di carta luccicante, decorata con campanelle e nastri colorati e attaccata a un lungo palo. Al centro della stella si trova una pittura della Sacra Famiglia. Dolce tipico della festività è la Turta, una sorta di ciambella a più strati che dovrebbe rappresentare le vesti svolazzanti del Bambino Gesù. In Romania il Natale si festeggia in modo molto tradizionale. Le famiglie si accolgono offrendo loro da mangiare dolci o soldi, proprio come i tre magi che andavano in giro annunciando la nascita di Gesù Cristo. Ci sono vari artisti conosciuti in Romania che hanno dedicato numerose canzoni, chiamate colinde. Le canzoni di Natale hanno avuto origine sin dai tempi della romanizzazione della Dacia (ossia quando i romani invasero la Dacia antica, oggi conosciuta come Romania).
SERBIA
In Serbia il Natale si festeggia il 7 gennaio e non il 25 dicembre.
La vigilia di Natale, il 6 gennaio, in serbo si chiama “badnji dan”. Prende il nome dal “badnjak”, ovvero un ramo di quercia ricco di foglie. Secondo la tradizione, nelle prime ore del mattino della vigilia, prima che sorga il sole, i membri più anziani delle famiglie si recano nel bosco portando con sé del grano. Il badnjak viene quindi trattato alla stregua di una persona: gli viene dato il buongiorno e gli vengono fatti gli auguri. Quindi, orientati verso est, il ramo di quercia prescelto viene cosparso di grano e viene tagliato. Da qui viene portato davanti casa, dove resterà fino a sera, insieme a della paglia, che simboleggia sia la nascita di Cristo. La paglia verrà poi portata in casa e messa al di sotto del tavolo dove verrà consumato il pranzo di Natale, mentre il ramo di quercia verrà posizionato vicino al focolare e in alcune sue parti verrà cosparso di miele, a simboleggiare quanto sia caro il Natale per i membri della famiglia. Il badnjak, alla sera, viene gettato nel focolare. Si tratta del rituale principale della vigilia, per la sua carica di significato. Secondo la tradizione cristiana, rappresenta il fuoco acceso dai pastori presso la grotta di Betlemme. Il pranzo di Natale inizia con la “česnica”, una torta circolare decorata da motivi religiosi e al cui interno viene inserita una moneta. Tutti i commensali ne staccano contemporaneamente un pezzo con le mani e a colui che capiterà la moneta spetterà una anno di gioia e prosperità.
DANIMARCA
Uno dei personaggi più importanti della tradizione natalizia danese è NISSE. Un elfo dispettoso e irascibile che adora fare scherzi. E’ usanza lasciare una tazza di porridge la Vigilia di Natale affinchè Niesse non faccia scherzi alla famiglia o metta in subbuglio la casa.
A partire dal 1987, anno del suo lancio, il Programma Erasmus + ha permesso a un numero sempre crescente di partecipanti di muoversi, rafforzando così le loro capacità e la loro apertura mentale. Il numero di studenti e discenti che hanno beneficiato di Erasmus ha raggiunto i 10 milioni nel 2019 e sta crescendo ancora!
Per celebrare questo importante traguardo e l’incredibile successo di oltre 30 anni di attuazione del Programma, il team Erasmus + è lieto di annunciare il lancio di un concorso fotografico.
Attraverso questo concorso, Erasmus + vorrebbe onorare i 10 milioni di partecipanti dando uno sguardo al passato e cercando di illustrare la realtà e l’evoluzione del Programma dalla sua creazione. Gli ex partecipanti in uno dei settori del programma Erasmus +, interessati a partecipare al concorso, sono invitati a scegliere e caricare entro il 13 gennaio una foto accompagnata da un breve testo, per descrivere la loro esperienza e l’impatto che il Programma ha avuto sulla loro vita. Anche i partecipanti ai programmi precedenti Erasmus+ (Comenius, Leonardo Da Vinci, Grundtvig, Youth in Action ecc.) sono invitati a partecipare e aiutarci a raccontare una lunga storia dal 1987!
Le immagini e le descrizioni selezionate verranno quindi compilate ed esposte nella Sala dell’Université Libre de Bruxelles (ULB) durante l’evento dedicato agli stakeholders organizzato dalla Commissione europea il 28-29 gennaio 2020 a Bruxelles.
La melodia utilizzata per rappresentare l’UE è tratta dalla Nona sinfonia, composta nel 1823 da Ludwig van Beethoven, che ha messo in musica l’Inno alla gioia”, scritto da Friedrich von Schiller nel 1785.
L’inno simbolizza non solo l’Unione europea, ma anche l’Europa in generale. L’Inno alla gioia esprime la visione idealistica di Schiller sullo sviluppo di un legame di fratellanza fra gli uomini, visione condivisa da Beethoven.
Nel 1972 il Consiglio d’Europa ha adottato il tema dell’Inno alla gioia di Beethoven come proprio inno. Nel 1985 è stato adottato dai capi di Stato e di governo dei paesi membri come inno ufficiale dell’Unione europea. L’inno è privo di testo ed è costituito solo dalla musica. Nel linguaggio universale della musica, questo inno esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall’Europa.
L’inno europeo non intende sostituire gli inni nazionali dei paesi membri, ma piuttosto celebrare i valori che essi condividono. L’inno viene eseguito nelle cerimonie ufficiali che vedono la partecipazione dell’Unione europea e in generale a tutti i tipi di eventi a carattere europeo.
Cipro è la terza isola più grande e conosciuta del Mediterraneo orientale. L’isola è caratterizzata da molti come l’isola della bellezza e dell’amore, come è anche conosciuta come l’isola di Afrodite. La posizione geopolitica strategica dell’isola l’ha stabilita nell’area come un “ponte” tra tre continenti: Europa, Asia e Africa. Cipro, con la sua straordinaria bellezza naturale e la sua lunga storia, è un “paradiso terrestre”.
È uno dei posti più sicuri in cui vivere e la sua gente è amichevole e accogliente per i visitatori. Molte persone parlano inglese fluentemente e l’isola è famosa per la sua ospitalità. Come tale, Cipro è un ottimo posto per coloro che vorrebbero studiare in Europa come studente internazionale, dandoti l’opportunità di vivere un’esperienza studentesca indimenticabile.
Piccolo, ma magico
Cipro, sebbene sia una piccola isola, è piena di luoghi magici da visitare. L’isola è conosciuta per le sue spiagge dorate, i suoi mare turchesi, le verdi foreste, il bel tempo e la lunga storia culturale. Ogni parte dell’isola ha qualcosa di eccezionale e diverso da offrire. Afferra l’occasione per lasciarti stupire dall’autentica bellezza naturale e dai paesaggi magici di Cipro.
L’isola è piccola ed è facile viaggiare, quindi puoi goderti la vita da spiaggia e le avventure in montagna nello stesso giorno. Cipro è un’isola con 10.000 anni di storia umana che offre ai visitatori paesaggi meravigliosi e una vasta gamma di cose da fare. Se vuoi saperne di più sulla civiltà di quest’isola, allora dovresti visitare alcuni dei suoi siti archeologici, musei storici e molte chiese. Inoltre, se sei un appassionato di sport, l’isola con i suoi paesaggi mozzafiato e il clima mediterraneo, è il luogo ideale per sciare, fare escursioni, andare in bicicletta e, naturalmente, sport acquatici tutto l’anno.
L’isola è anche famosa per la sua cucina tradizionale. Goditi i piatti della cucina mediterranea a base di ingredienti locali. Durante l’estate, la vita notturna dell’isola decolla davvero, poiché la musica, l’arte e la danza sono parti essenziali della sua vita sociale. Migliaia di eventi in diverse città offrono molte opportunità per trascorrere del tempo con i tuoi amici.
Leader negli affari e nella finanza
In quanto principale centro finanziario e commerciale, l’isola ha particolari punti di forza nel settore turistico, della consulenza, delle spedizioni, delle telecomunicazioni, delle banche e delle assicurazioni. Cipro offre un ambiente ideale per l’istruzione superiore ed è diventato un importante centro di istruzione internazionale, attirando studenti da tutto il mondo. Questa diversità culturale lo rende un forum per la comprensione internazionale.
La politica del governo mira a stabilire Cipro come hub per gli studenti internazionali. Il sistema di istruzione superiore di Cipro è modellato dallo Spazio europeo dell’istruzione superiore , come delineato dal processo di Bologna. Ogni anno, gli istituti di istruzione superiore offrono molti programmi che vengono insegnati in inglese, a tutti i livelli. Essere uno studente a Cipro è un privilegio speciale, poiché il paese offre molte attività che accolgono, supportano e guidano gli studenti internazionali. Questo stato apre le porte a pasti, trasporto, alloggio e molti altri sussidi. Inoltre, come studente, sarai in grado di lavorare durante il tuo periodo di studio e goderti la qualità della vita nel tuo campus.
Ciò che gli studenti apprezzano di più quando studiano a Cipro è la qualità dell’istruzione, il sostegno dei professori, l’ambiente multiculturale e la gamma di opportunità che si possono trovare qui.
Ormai l’#FridayForFuture è diventato virale su tutti i social.
Ogni venerdì milioni di giovani in tutto il mondo scendono in piazza per protestare contro l’indifferenza dei governi ai problemi del cambiamento climatico.
Greta Thunberg approda oggi al Friday for Future di Torino. La giovane attivista svedese, da poco scelta dal TIME come persona dell’anno,aveva annunciato l’11 dicembre, su Twitter, il suo arrivo in città.
La baby attivista si unirà al “climate strike” cittadino. Thunberg si fermerà nel capoluogo piemontese “sulla via del ritorno a casa” da Madrid, dove ha partecipato alla Cop 25.
Grande l’entusiasmo tra i ragazzi torinesi dei Fridays for future che hanno vinto la concorrenza dei manifestanti milanesi.
Il primo “contatto” tra Greta e Torino, almeno pubblicamente, era stato settembre, quando la città aveva registrato il rilancio da parte della loro leader proprio con un’immagine della manifestazione in centro.Greta, infatti, aveva postato sui social network la foto del corteo che invadeva via Cernaia, per arrivare in piazza Castello.
Conosciuta da tutti come Oktoberfest, in realtà il suo vero nome – almeno tra i locali – è Wiesn (cioè “prati” in bavarese) e non si tiene ad ottobre, bensì a settembre. Ad oggi, sembrerebbe essere non solo tra gli eventi più conosciuti, ma anche tra i più amati in tutto il mondo. Strettamente legata all’ immagine di Monaco di Baviera, si celebra ogni anno per due settimane, a partire da fine settembre, nel quartiere di Theresienwiese, un’area verde che occupa circa 104 ettari e offre 100.00 posti a sedere.. Con le sue processioni, le brassband e gli immensi tendoni della birra, attrae circa 6 milioni di visitatori ogni anno.
L’esperienza di festa dell’Oktoberfest è assolutamente da vivere, per tastare e vedere con i propri occhi la vera vita di Monaco, che da molti viene definita la “città italiana più a nord”, perché, allo stesso modo dello spitrito italiano, si presenta come una grande festa di grande diversimento, grosse risate, tutto incorniciato da grande baldoria ed esultanza, a colpi di “Prost”, quando i boccali di birra si scontrano.
Origine dell’Oktoberfest
Nata nel 1810 per celebrare le nozze di Ludwig I con la principessa Therese,nella quale venne invitato tutto il popolo di Monaco di Baviera, è oggi la festa popolare più famosa della Germania.In realtà, nell’edizione del 1810 la principale attrazione era una corsa di cavalli, a cui l’anno successivo fu aggiunta la festa dell’agricoltura, nel quale venne allestito un enorme mercato di verdure di stagione e prodotti locali. Solo negli anni ’70 del 1800 fece il suo grande debutto, per poi diventarne il vero simbolo, la vera attrazione dell’Oktoberfest: la birra.
Birra, Wurst, Brezel, ruota panoramica.
Durante la manifestazione sono ospitati gli stand di varie fabbriche di birra. La birra è la bevanda nazionale della Germania, parte integrante della cultura tedesca. I tedeschi seguono solo i cechi nelle statistiche di consumo di birra pro capite, ma il “primato mondiale di bevitori di birra” è dei bavaresi con una media annua di 240 litri a testa. Wurst e Brezel fanno da tipico contorno alla birra, risultando tra i prodotti più richiesti e ordinati dai turisti affamati. Un altro simbolo legato all’Oktoberfest è la ruota panoramica che sovrasta l´intero Wiesn.
Il programma
L’apertura della manifestazione è sempre annunciata dall’apertura ufficiale simbolica (detta”O’ zapft is”)del primo barile di birra da parte del sindaco di Monaco. Nei giorni feriali la birra viene servita fino alle 22:30 con la chiusura degli stend intorno alle 23:00, mentre nei week-end la festa si prolunga fino a tarda nottata. Nei giorni seguenti c’è un susseguirsi di eventi, tra cui alcune sfilate di costumi tradizionali e fucilieri, concerti, giorni dedicati alla famiglia nei quali le attrazioni e le giostre costano di meno, e addirittura la tradizionale celebrazione religiosa di massa presso la tenda Hippodrom. L’Oktobersfest si conclude con i tipici colpi di pistola sui gradini del monumento della Baviera.