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Le tradizioni di Natale in Europa

Luci accese per le strade, alberi di Natale riccamente decorati, presepi, regali: in Europa le feste natalizie, che iniziano con l’Avvento e terminano con l’Epifania, si intrecciano con la storia e le tradizioni di ogni singolo Paese. Da sempre in tutta Europa, da Nord a Sud, si festeggia l’inizio dell’inverno: per le tribù germaniche era il 22 dicembre, giorno del solstizio invernale; per i romani corrispondeva ai Saturnalia, che iniziavano il 17 dicembre con grandi falò in omaggio al sole; per i cristiani era la nascita di Gesù. Fu sotto il papato di Giulio I, nel IV secolo, che venne scelto il 25 dicembre come data in cui festeggiare il Salvatore. Sempre a dicembre in molti Paesi europei si festeggiano santi e patroni con tradizioni molto simili e intimamente connesse a quelle del Natale.

ITALIA

Nel nord Italia e precisamente in Lombardia, il simbolo del Natale è sicuramente il panettone. La leggenda racconta che questo dolce sia nato casualmente, senza la ricerca di una ricetta elaborata o di ingredienti particolari; sembra che il garzone di un fornaio, per rendere il pane più sostanzioso visto il freddo invernale e la scarsità di cibo, decise di arricchirlo aggiungendo uova, burro e frutta candita, regalando così al mondo un dolce che con i secoli diventerà uno dei simboli più conosciuti delle festività.

In Veneto invece esiste una tradizione davvero particolare: a Verona infatti i regali non li porta Babbo Natale, ma Santa Lucia. Si narra infatti che durante le festività dell’anno 1200, in città si diffuse una sorta di epidemia che colpiva sopratutto la vista dei bambini e che, per scongiurarla, le mamme devote decisero di portare i loro figli in pellegrinaggio a piedi nudi per chiedere la grazia a Santa Lucia, da sempre santa protettrice dei non vedenti. Per convincere i piccoli a mettersi in marcia nonostante il freddo, promisero ai bimbi che al loro ritorno la Santa avrebbe fatto trovare loro dei doni di ringraziamento. Da allora la notte tra il 12 ed il 13 dicembre i bambini di Verona attendono che Santa Lucia porti loro dei doni in groppa ad un asinello.

A Roma i festeggiamenti iniziano l’8 dicembre, quando il Papa raggiunge a piedi Piazza di Spagna per portare dei fiori alla statua della Madonna che si trova di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti seguito da un fiume di romani e turisti che assistono con coinvolgimento al rito. Il 24 dicembre poi si svolge la classica messa di mezzanotte in Vaticano e a seguire, la mattina del 25 il Papa diffonde il messaggio pastorale affacciandosi dalla finestra sul sagrato di San Pietro.

In Toscana le tradizioni natalizie sono molto legate all’elemento del fuoco, nell’accezione di portatore di luce e calore. In un paesino in provincia di Lucca si svolge uno dei riti più particolari della regione, quello dei Natalecci: si tratta di imponenti costruzioni fatte con i rami e gli arbusti ricavati dalla pulitura del sottobosco durante l’autunno, che superano anche i 10 metri. Secondo la tradizioni, i Natalicci vengono arsi il giorno della Vigilia e bruciano per tutta la notte illuminando la strada al Bambino Gesù.

La Campania ed in particolare la splendida Napoli è famosa nel mondo per la tradizione dei presepi, tanto che in città esiste una via piena di botteghe di artigiani che, per tutto l’anno, realizzano e vendono le statuine tipiche della scena della Natività, ma anche ironiche rappresentazioni di personaggi della politica e dello spettacolo che durante l’anno si sono distinti non solo positivamente. Il sacro ed il profano quindi si mescolano ed ogni famiglia napoletana, anche la meno religiosa, non rinuncia a realizzare un presepe del tutto personalizzato che deve essere finito rigorosamente prima della cena della Vigilia.

In Puglia il Natale è gastronomia, mercati e presepi. A Lecce ogni anno all’interno del meraviglioso anfiteatro romano viene realizzato uno splendido presepe monumentale in cui vengono ricreati i tipici ambienti rurali del Salento con gli ulivi, i muretti di mattoni bianchi e le rappresentazioni gli antichi mestieri che vengono raffiguranti con statue in gesso e cartapesta. Sempre a Lecce si svolge poi la classica Fiera di Santa Lucia dove, oltre alle classiche bacarelle che offrono i deliziosi prodotti tipici regionali, molti artigiani locali mettono in mostra i propri presepi realizzati rigorosamente a mano.

In Sicilia tutto ha inizio l’8 dicembre quando le strade e le case si vestono a festa e proseguono con le celebrazioni in onore di Santa Lucia, molto cara agli isolani e patrona della città di Siracusa. Famosi sono i canti natalizi, le cosiddette Novene che gli zampognari intonano in dialetto animando le strade della città, ma anche i presepi viventi. Il più suggestivo sicuramente quello di Custonaci, in provincia di Trapani, che prende vita all’interno di una grotta naturale affacciata sul mare. Una tradizione tutta siciliana è quella del gioco della Zecchinetta, un antico gioco di carte che la leggenda vuole sia stato inventato dai lanzichenecchi nel sedicesimo secolo; originariamente era accessibile solo agli uomini, mentre oggi sono ammesse ovviamente anche le donne ed ogni partita si conclude tra le risate e l’entusiasmo generale quando il banco paga i vincitori.

In Sardegna, il Natale è sinonimo di riunione, di condivisione e di famiglia; in passato infatti durante le festività i pastori rientravano a casa dalle montagne per riunirsi finalmente alla propria famiglia, solitamente intorno al fuoco del camino che per l’occasione veniva rimbiancato e decorato. Oggi sono ancora numerose le tradizioni particolari che si tramandano da secoli, una su tutte quella del “Signum Judicii” o “Señal del Judici”: nella cattedrale di Alghero, la notte dellla Vigilia, i fedeli intonano questo antico canto medievale in catalano, una sorta di invocazione del Bambino Gesù con la chiesa completamente al buio. Solo alla fine del canto, quando secondo la credenza lo Spirito Santo arriva tra i fedeli, la cattedrale viene illuminata improvvisamente a giorno. Altra usanza tipica del periodo delle festività è quella della “ Sa Candelaria” che si svolge il 31 dicembre; a partire dal mattino i bambini bussano di porta in porta chiedendo il pane (preparato proprio per quest’occasione e conosciuto come cocones), la frutta, i dolciumi e qualche moneta ponendo sempre la stessa domada: “a nolla dazes sa candelaria?” ( “ci date la candelarìa?”).

SPAGNA

A partire dall’8 Dicembre in tutte le case della Catalogna si mette un ceppo di legno cavo ai piedi dell’albero chiamato Tiò De Natal. Ogni notte sino alla vigilia si da da mangiare al ceppo e lo si copre con una coperta. La notte della Vigilia i bambini “picchiano” il ceppo affinchè cacci i regali.

Durante la notte di Natale in Spagna si ascoltano o vengono cantati i villancicos, ovvero i canti natalizi spagnoli che esprimono stati d’animo felici, ma a volte anche nostalgici e tristi.

PORTOGALLO

La scena della Natività è il nucleo principale delle celebrazioni in Portogallo; anche se l’albero di Natale è comune. Le famiglie preferiscono riunirsi attorno al Presepio, magari vicino all’intimo calore di un caminetto acceso. A Natale in Portogallo è tradizione ricordare le anime dei morti per sentirli vicini in momenti di raccoglimento. Si celebra una festa conosciuta con il nome di “Consoada”, che si svolge la sera della vigilia di Natale. Secondo la tradizione si usano preparare posti in più a tavola per i morti, portando loro in dono del cibo. Un pezzo di quercia, detto in portoghese «cepo de Natal», arde nel camino per tutto il giorno, mentre le persone si preparano a celebrare la Consoada.

FRANCIA

Il Natale in Francia viene celebrato in modo differente a seconda della località e della regione di appartenenza. Alla tradizione più che altro commerciale , vissuta in particolare nelle grandi città turistiche come Parigi, si affiancano le tradizioni popolari. Regioni come l’Alsazia o città come Strasburgo, Colmar o Marsiglia, diventano così scenari d’eccezione per i mercatini di Natale, ricchi di illuminazione, botteghe artigianali, decorazioni e di profumi emanati dalla gustosa gastronomia natalizia. Père Noel (Babbo Natale) è assistito dal devoto Pere Fouettard, raffigurato con barba e pelle scura, il cui compito è quello di ricordargli come si sono comportati i vari bambini nel corso dell’anno.

GRECIA

In Grecia la messa di Natale è all’alba, seguita da abbondanti pranzi consumati con i parenti a base di tacchino e dolci al miele.

LUSSEMBURGO

Il 23 novembre, migliaia di luci di natale si accendono, dando alle strade e ai vicoli della città fortezza un’atmosfera calda e festosa, dando inizio al Winterlights Festival e inaugurando l’apertura del tradizionale Mercato Natalizio sulla Place d’Armes.

GERMANIA

Il 5 dicembre i bambini tedeschi puliscono le scarpe e le lasciano ai piedi del letto. Se sono stati buoni si svegliano il giorno dopo, a San Nicola, con le scarpe piene di dolci e caramelle.

A partire poi dal giorno di San Nicola, il mese di dicembre è ricco di celebrazioni natalizie. Le feste inziano con la grande parata di Amburgo dove Babbo Natale e i suoi elfi sfilano per la città distribuendo regali a grandi e piccoli.

AUSTRIA

Il Krampus è una bestia pelosa, dotato di corna che si occupa dei bambini cattivi durante il periodo di Natale. Le leggende dicono che porti i bambini all’inferno o che, addirittura, li divori.

Durante il Krampuslauf, il 5 Dicembre,i Krampus accompagnano San Nicola per le strade distribuendo carbone e sferzando i passanti con fruste di rami. Se andate alle ricerca di Krampus, visitate il Mercatino di Natale di Salisburgo, dove gli uomini-caproni fanno qualche apparizione tra le bancarelle natalizie.

BULGARIA

Al termine della cena della vigilia si lascia del cibo sulla tavola fino al giorno dopo come offerta per gli spiriti degli antenati.

NORVEGIA

Prima del Natale è consuetudine addobbare la casa con folletti, angeli, stelle, cuori, corone fatte di pigne, e magari con un presepe o una casetta di biscotti di pampepato. Sempre più gente addobba la casa con luci e corone visibili dall’esterno. L’albero di Natale è una consuetudine in ogni salotto. L’albero ha la tradizionale stella sulla cima.

Secondo l’usanza Norvegese la notte della Viglia si nascondono tutte le scope per evitare che streghe e spiritelli le rubino e volino via.

SVEZIA

Le tradizioni natalizie sono profondamente radicate al cristianesimo. Anche nella Svezia si festeggia Santa Lucia. Il simbolo della luce è molto sentito in questo periodo dell’anno perché il paese è immerso dal buio per 3/4 della giornata. Gli Svedesi festeggiano la Vigilia e non il Natale.

POLONIA

In Polonia le feste natalizie iniziano con l’apparizione della prima stella, la sera della vigilia. I bambini spiano ansiosamente il cielo e, appena appare il primo brillio tutti si mettono a tavola. Prima di cominciare a mangiare si fa circolare una sottile fetta di pane azzimo, chiamato opplatek, raffigurante le immagini di Maria, Giuseppe e di Gesù Bambino. Ognuno prende un pezzetto di opplatek che viene dato anche agli animali domestici.La tavola è sempre festosamente apparecchiata; sotto la tovaglia, però, c‘è sempre un sottile strato di paglia, per ricordare a tutti, che Gesù è nato in una stalla e si usa fra i bambini tirare le pagliuzze e, quella presa che sarà la più lunga indicherà longevità. A tavola poi, restano sempre posti liberi, pronti per accogliere Maria e Gesù Bambino se per caso arrivassero all’ultimo momento. Il giorno di S. Stefano, protettore della Polonia, i contadini portano in chiesa l’avena per la benedizione e per lanciarla contro il parroco come si faceva in tempi lontani.

REPUBBLICA CECA

La sera della Vigilia le donne non sposate con le spalle rivolte all’uscita di casa tirano una scarpa verso la porta. Se la punta della scarpa è rivolta verso la porta, la donna si sposerà entro l’anno. Inoltre le donne single possono cercare di aiutare la fortuna immergendo un ramo di ciliegio in un vasoil 4 dicembre. Se il ramo fiorisce entro il 25 Dicembre è matrimonio assicurato! Inoltre mangiare la carpa a Natale è d’obbligo: secondo la tradizione si poteva mangiare una sola volta all’anno in segno di buon auspicio. La credenza popolare vuole infatti che conservare una squama di carpa sotto il piatto durante la cena della Vigilia garantisca salute e prosperità per tutto l’anno a venire. I regali portati ai piccoli da Gesù Bambino, si usa aprirli già il 24 sera, prima di recarsi alla Messa di mezzanotte dove scambiarsi gli auguri con parenti e amici.

ROMANIA

Sfilate caratteristiche aprono i festeggiamenti natalizi in Romania. I bambini si recano di casa in casa cantando canzoni e recitando poesie. Quelli che si trovano in testa ai cortei portano una grande stella di legno, chiamata Steaua, ricoperta di carta luccicante, decorata con campanelle e nastri colorati e attaccata a un lungo palo. Al centro della stella si trova una pittura della Sacra Famiglia. Dolce tipico della festività è la Turta, una sorta di ciambella a più strati che dovrebbe rappresentare le vesti svolazzanti del Bambino Gesù. In Romania il Natale si festeggia in modo molto tradizionale. Le famiglie si accolgono offrendo loro da mangiare dolci o soldi, proprio come i tre magi che andavano in giro annunciando la nascita di Gesù Cristo. Ci sono vari artisti conosciuti in Romania che hanno dedicato numerose canzoni, chiamate colinde. Le canzoni di Natale hanno avuto origine sin dai tempi della romanizzazione della Dacia (ossia quando i romani invasero la Dacia antica, oggi conosciuta come Romania).

SERBIA

In Serbia il Natale si festeggia il 7 gennaio e non il 25 dicembre.

La vigilia di Natale, il 6 gennaio, in serbo si chiama “badnji dan”. Prende il nome dal “badnjak”, ovvero un ramo di quercia ricco di foglie. Secondo la tradizione, nelle prime ore del mattino della vigilia, prima che sorga il sole, i membri più anziani delle famiglie si recano nel bosco portando con sé del grano. Il badnjak viene quindi trattato alla stregua di una persona: gli viene dato il buongiorno e gli vengono fatti gli auguri. Quindi, orientati verso est, il ramo di quercia prescelto viene cosparso di grano e viene tagliato. Da qui viene portato davanti casa, dove resterà fino a sera, insieme a della paglia, che simboleggia sia la nascita di Cristo. La paglia verrà poi portata in casa e messa al di sotto del tavolo dove verrà consumato il pranzo di Natale, mentre il ramo di quercia verrà posizionato vicino al focolare e in alcune sue parti verrà cosparso di miele, a simboleggiare quanto sia caro il Natale per i membri della famiglia. Il badnjak, alla sera, viene gettato nel focolare. Si tratta del rituale principale della vigilia, per la sua carica di significato. Secondo la tradizione cristiana, rappresenta il fuoco acceso dai pastori presso la grotta di Betlemme. Il pranzo di Natale inizia con la “česnica”, una torta circolare decorata da motivi religiosi e al cui interno viene inserita una moneta. Tutti i commensali ne staccano contemporaneamente un pezzo con le mani e a colui che capiterà la moneta spetterà una anno di gioia e prosperità.

DANIMARCA

Uno dei personaggi più importanti della tradizione natalizia danese è NISSE. Un elfo dispettoso e irascibile che adora fare scherzi. E’ usanza lasciare una tazza di porridge la Vigilia di Natale affinchè Niesse non faccia scherzi alla famiglia o metta in subbuglio la casa.

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