Via San Vito, 200 - Tito

Potenza - ITALY IT

info@worldnetexchange.eu

+39 347 6996574

Project & activities

International Association

Author Archive by admin

Discover EU: 20 000 giovani in più esploreranno l’Europa nel 2020

Circa 20 000 diciottenni otterranno un pass DiscoverEU nell’ambito dell’omonima iniziativa che nell’ultima tornata, la quarta, ha registrato circa 75 000 candidature provenienti da tutta Europa.

I giovani europei selezionati in base a determinati criteri di aggiudicazione e a quote specifiche attribuite ai singoli Stati membri potranno viaggiare al massimo per 30 giorni nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 ottobre 2020.

Il Vicepresidente Schinas, responsabile per il portafoglio “Promozione dello stile di vita europeo”, ha dichiarato: “A partire dal mese di aprile, per 20 000 giovani una memorabile esperienza di viaggio, che li porterà a scoprire l’UE, diventerà realtà. Poterla condividere con gli amici e con persone provenienti da altri paesi la renderà piacevole e indimenticabile. Faranno inoltre parte di una rete informale e inclusiva più ampia nella quale esploreranno che cosa significa scoprire il nostro continente, la sua ricchezza, la sua diversità e solidarietà.”

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Viaggiare in Europa e incontrare giovani di altri paesi promuove la comprensione interculturale, migliora le competenze linguistiche e rafforza la fiducia in se stessi. Accanto alle attività di solidarietà e di volontariato, finanziate nell’ambito del corpo europeo di solidarietà, DiscoverEU costituisce un’occasione imperdibile di apprendimento informale.”

I candidati selezionati saranno presto contattati e potranno iniziare ad organizzare i loro viaggi. Gli spostamenti avvengono di norma in treno; per garantire tuttavia un accesso inclusivo in tutto il continente è possibile avvalersi anche di mezzi di trasporto alternativi, come bus, traghetti o, eccezionalmente, aerei. Insieme al pass, i partecipanti riceveranno anche sostegno e orientamento, ad esempio sui viaggi sostenibili. I giovani sono invitati anche a diventare ambasciatori DiscoverEU e a riferire in merito alle loro esperienze; sono inoltre incoraggiati a contattare i compagni di viaggio tramite i social media e a condividere le loro storie.

Tutti i partecipanti sono invitati a prendere parte ai meetup di DiscoverEU(link is external), che durante l’estate si svolgeranno in varie località europee. I meetup vertono su argomenti come l’Europa verde sostenibile, la tematica di DiscoverEU per il 2020. Altre attività comprendono le opportunità di volontariato e lo sviluppo di un itinerario verde per i giovani viaggiatori.

Contesto

La Commissione ha lanciato DiscoverEU nel giugno 2018, a seguito di una proposta del Parlamento europeo. Le prime tre tornate di candidature hanno offerto a circa 50 000 giovani l’opportunità di viaggiare in tutta Europa. Per il 2020 il Parlamento europeo ha destinato 25 milioni di € a DiscoverEU. La prossima tornata di candidature e gli ulteriori aggiornamenti saranno annunciati dalla Commissione a tempo debito sul Portale europeo per i giovani.

Dato il grande interesse suscitato da DiscoverEU, la Commissione si adopera costantemente per migliorare l’iniziativa, basandosi sui riscontri forniti dai viaggiatori e dai principali portatori di interessi. Finora i partecipanti alle prime tornate descrivono DiscoverEU come un’esperienza di apprendimento valida e inclusiva, che apporta un contributo all’impegno civico, alla crescita personale e allo sviluppo di competenze. Viaggiare responsabilizza i giovani e li aiuta a sviluppare competenze chiave come le abilità linguistiche, la consapevolezza e la sensibilità interculturali. Anche la resilienza, le competenze organizzative e la capacità di risolvere i problemi rappresentano punti di forza. Inoltre due terzi dei partecipanti hanno dichiarato che, senza DiscoverEU, non sarebbero stati in grado di finanziare il loro viaggio. Alcuni di essi viaggiavano per la prima volta da soli, senza genitori o tutori.

Nel maggio 2018 la Commissione ha proposto di inglobare DiscoverEU, quale parte integrante, nel futuro programma Erasmus per il periodo 2021-2027. Fermo restando il consenso del Parlamento europeo e del Consiglio, ciò consentirebbe ad ulteriori centinaia di migliaia di diciottenni di beneficiare dell’iniziativa anche oltre detto periodo di sette anni.

Per ulteriori informazioni

FAQ

Scheda informativa

(articolo tratto da Commissione europea Rappresentanza in Italia del 15/01/2020)

Ultimi aggiornamenti sulla presenza del Regno Unito in Erasmus+

Le recenti dichiarazioni che arrivano dal Regno Unito hanno creato una certa preoccupazione nell’opinione pubblica sulle opportunità del Programma Erasmus+ oltremanica. Facciamo il punto su Erasmus+ e la Brexit alla luce di quanto è uscito su stampa e social nei giorni scorsi.

Abbiamo verificato con i colleghi della Commissione europea la reale situazione del Regno Unito all’interno del Programma Erasmus+ e possiamo quindi rassicurare tutti i beneficiari sul fatto che fino alla fine del 2020 la situazione rimarrà invariata, con la prosecuzione di tutte le attività previste in tutte le azioni chiave del Programma, incluse quindi anche le piattaforme eTwinning e Epale.

Con la nuova programmazione europea, a partire dal 2021, il governo inglese negozierà la partecipazione al Programma Erasmus+ con le istituzioni dell’Unione Europea. Al momento il quadro è ancora in fase di definizione. Uscire dall’Unione Europea, comunque, non vuol dire andare fuori automaticamente dall’Area europea dell’Istruzione e della Formazione. Il Programma Erasmus, infatti, prevede già diverse forme di partecipazione per gli stati che non fanno parte dell’UE, basti pensare alla Turchia, alla Serbia, alla Repubblica di Macedonia o ai Paesi dello Spazio economico comune (Norvegia, Islanda e Lichtenstein), che aderiscono in modo completo al Programma. Per alcune misure, ad esempio nel settore dell’Università, ci sono poi molte opportunità di cooperazione e mobilità anche verso stati di altri continenti.

Sulla questione inoltre si può far riferimento anche al punto 11 della Dichiarazione politica che definisce il quadro per le future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito, che dichiara: “Notando l’ampiezza e la profondità previste delle future relazioni e lo stretto legame tra i loro cittadini, le Parti stabiliranno principi generali, termini e condizioni per la partecipazione del Regno Unito ai programmi dell’Unione, fatte salve le condizioni stabilite nei corrispondenti strumenti dell’Unione, in settori quali scienza e innovazione, gioventù, cultura e istruzione, sviluppo e azioni esterne all’estero, capacità di difesa, protezione civile e spazio. Questi dovrebbero includere un contributo finanziario equo e adeguato, disposizioni che consentano una sana gestione finanziaria da entrambe le Parti, un trattamento equo dei partecipanti e una gestione e una consultazione adeguate alla natura della cooperazione tra le Parti”.

Inoltre, il ministro britannico per l’Università, la Scienza e la Ricerca, Chris Skidmore, ha reso una dichiarazione su Twitter confermando che il Regno Unito rimane aperto alla partecipazione ai programmi futuri e che ciò farà parte dei futuri negoziati.

Guardando più in generale al futuro di Erasmus+, sono molte le novità positive in discussione per i prossimi sette anni: la Commissione, infatti, vuole raddoppiare i fondi destinati ai paesi che vi partecipano, mentre il Parlamento ha proposto il triplo del budget. Ne sapremo di più quando si concluderà la consultazione tra Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo (nel quale sono rappresentati i governi dei diversi paesi), che definirà il nuovo corso di un Programma che in oltre 30 anni ha cambiato la vita di oltre 10 milioni di persone.

Il Regno Unito in Erasmus+: ambito università

Il Regno Unito è il 4° Paese di destinazione dei nostri studenti, dopo Spagna, Francia e Germania, mentre nella classifica dei Paesi di provenienza, è al 7° posto, dopo Spagna, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Turchia.  In riferimento al solo Regno Unito, i dati ci dicono che ha ospitato 31.410 studenti UE nella Call 2017 (tra giugno 2017 e maggio 2019), di cui 18.396 per studio e 13.014 per tirocinio mentre dal sono partiti in 16.869, di cui 9.540 per studio e 7.329 per tirocinio.

Anno AccademicoStudenti Erasmus IT in UKStudenti Erasmus UK in IT
2009/20101.758868
2010/20111.849911
2011/20122.037947
2012/20132.2621.001
2013/20142.3601.122
2014/20152.7111.079
2015/20163.1141.046
2016/20173.2151.202
2017/20183.1721.174
2018/2019 (provvisorio)3.3181.397

(articolo tratto da Erasmus Plus del 14/01/2020 a cura di Elena Maddalena)

Paesi sotto i riflettori: la Polonia

La Polonia è un membro moderno e dinamico dell’Unione Europea in cui l’istruzione conta davvero. Nel corso dell’ultimo anno, il paese è diventato più popolare tra gli studenti internazionali e le sue università hanno sviluppato programmi di studio internazionali, contribuendo all’aumento degli studenti stranieri a oltre 70.000. La Polonia – con le sue oltre 400 università, oltre 800 programmi insegnati in inglese, la sua sicurezza, l’economia in rapida crescita e le città moderne, la sua buona istruzione e stile di vita – non può più essere trascurata quando si decide dove studiare all’estero.

Ragioni per studiare in Polonia

Non importa la città o il corso, scegliere di studiare in Polonia è un’ottima idea.

Così tante opzioni

In Polonia ci sono 1,5 milioni di studenti che studiano in oltre 400 università, programmi di studio (in inglese o polacco) e centinaia di lezioni di lingua. Vi è anche un’abbondanza di scuole d’arte tra cui scegliere, così come facoltà di discipline umanistiche e politecniche, complete di laboratori e supercomputer completamente attrezzati. Durante gli studi in Polonia, avrai la possibilità di partecipare a un concorso con la NASA o far parte di un prestigioso programma di borse di studio per coloro che sono interessati alle discipline umanistiche (come lingue antiche e moderne, letteratura e filosofia). Le business school polacche offrono un’istruzione di livello mondiale nella gestione e nella finanza (anche come programmi di doppia laurea) e sono accreditate a livello internazionale. Guarda tu stesso: un milione e mezzo di studenti non possono sbagliarsi, vero?

Studiare nel centro dell’Europa

La Polonia è il luogo in cui puoi ottenere un diploma che aprirà le porte alle migliori aziende in Europa, anche alcune delle migliori al mondo. Il paese ha molti altri vantaggi, come il fatto che le sue scuole di medicina sono accreditate negli Stati Uniti e che, mentre studi in Polonia, hai accesso ai programmi di studio dell’UE e puoi fare tirocini o tirocini all’estero. Con titoli di alta qualità riconosciuti a livello internazionale, quasi nessun’altra regione al mondo può iniziare la tua carriera in modo così promettente.

Vivi in ​​una città studentesca piena di culture diverse

Studia nella capitale europea della cultura Breslavia, Cracovia artistica, Varsavia hipster, Lublino multiculturale, Poznań accademico o Danzica costiera. C’è qualcosa per tutti in ogni città, dai pub per studenti, ai ristoranti vegani e alle gallerie d’arte. Mescolatevi con la folla al Palazzo della Cultura di Varsavia, esplorate il Castello Wawel di Cracovia, sciate sui Monti Tatra o navigate nel distretto dei laghi della Masuria.

Ideale per un budget studentesco

Se sogni di essere indipendente e andare all’estero, ma ti preoccupano i costi costi, la Polonia è l’ideale per gli studenti con un budget limitato. I dormitori partono da € 60 al mese per studente, il biglietto per il cinema parte da € 2,50 e un pranzo in mensa parte da una base di € 2. Non c’è da stupirsi che Varsavia sia la città studentesca europea più economica secondo l’indice QS Best Student Cities del 2016.

Polonia

Foto di Przemyslaw Burda

Altre prospettive dopo la laurea

Studiare in Polonia è solo l’inizio. Coloro che desiderano avviare un’attività in proprio o trovare un lavoro in un’azienda internazionale trarrebbero beneficio da un soggiorno più lungo. Le compagnie straniere che operano in Polonia preferiscono i laureati delle università polacche. Academic Incubators of Entrepreneurship è una comunità che ti aiuterà a iniziare la tua attività e anche i Parchi tecnologici sono a tua disposizione. Inoltre, ci sono i Warsaw Innovation Days, in cui le start-up possono attirare l’attenzione degli investitori stranieri. E sapevi che nel 2018 la Polonia è diventata il primo paese dell’ex blocco sovietico ad essere classificato come un “mercato sviluppato”?

Se desideri saperne di più sulla nostra lunga e ricca tradizione di istruzione universitaria, che offre opportunità ai giovani che aspirano a ottenere una laurea europea riconosciuta in tutto il mondo, ti invitiamo a visitare il sito Web della campagna ufficiale che promuove il sistema di istruzione superiore polacco: Ready, Study, GO! La campagna è gestita dall’Agenzia nazionale polacca per lo scambio accademico (NAWA). NAWA è una nuova istituzione creata per coordinare le attività statali che guidano il processo di internazionalizzazione degli istituti accademici e di ricerca polacchi. Il quadro di finanziamento NAWA migliora il potenziale della scienza e dell’istruzione superiore attraverso la mobilità e la cooperazione internazionale. I programmi NAWA hanno lo scopo di favorire la mobilità accademica individuale e consentire il finanziamento della cooperazione istituzionale internazionale.

Il suono della campana di mezzogiorno

Se ci troviamo in prossimità di un campanile durante l’ora di punta, possiamo essere allettati dal vigoroso suono delle sue campane. Ma perché le campane di tutte le chiese suonano a quest’ora? L’usanza ha un’origine antica: nell’agosto del 1456, durante la battaglia di Belgrado (che al tempo si trovava in Ungheria) il Papa Callisto III ordinò di suonare le campane ogni giorno per raccogliere in preghiera e invocare l’aiuto del cielo contro gli assediatori turchi, guidati dal sultano Mehmed II.

Il 6 agosto le truppe del condottiero  János Hunyadi, incoraggiate dal frate abruzzese San Giovanni da Capestrano, sconfissero l’esercito nemico. Si decise così di continuare a far suonare le campane a perpetua memoria di quella gloriosa impresa militare. Sempre per celebrare la vittoria, il 6 agosto venne istituita la festa della Trasfigurazione, come a dire che, grazie a quella battaglia, la civiltà europea poteva continuare a splendere.

E’ stato un anno fantastico

Il nostro 2019 è stato un anno davvero intenso,pieno di progetti, collaborazioni e iniziative.

  • Programma Erasmus per giovani imprenditori- Javier Jiménez Rodríguez dalla Spagna
  • Evs-  Krystyna Senchenko dall’Ucraina
  • Ka2 Success- Gennaio/Marzo/Maggio
  • Speaking club con Krystyna in collaborazione con Yes School- Gennaio
  • Collaborazione con gruppo folk il fiore- Marzo
  • Incontro informativo per le Elezioni Europee- Maggio
  • Ka2 Care Gives (Spagna)- Maggio
  • Ka1 La musica nos acerca (Spagna)-Giugno
  • Presentazione del progetto INART(Atene)-Giugno
  • Folklore è inclusione 3°edizione-Giugno
  • Corso di Europrogettazione- Luglio
  • Ka1 Giuseppe D’Alessandro(Georgia)- Agosto
  • TC Activism Explosion- Settembre
  • Ka1 Don’t Stop me now- Settembre
  • ESC corso di formazione- Settembre
  • ESC Giuseppe Santorsa (Spagna)- Novembre
  • Corso di Europrogettazione – dicembre
  • Presentazione del progetto INART (Parigi)-Dicembre

Le tradizioni di Capodanno in Europa

ITALIA:

Per avere fortuna durante l’anno è usanza da nord a sud consumare un piatto di lenticchie.

Le lenticchie sono simbolo di soldi. Infatti si dice che consumare un piatto di lenticchie a mezzanotte porterà soldi per il resto dell’anno.

Inoltre è tipico indossare biancheria intima di colore rosso per propiziarsi un anno di fortuna e amore. Questa deve essere buttata il giorno successivo dopo che è stata usata. Solo in questo modo si avrà fortuna.

In passato c’era anche l’usanza di lanciare fuori dalla finestra tutto ciò che era vecchio e dare spazio al nuovo come se ci si volesse liberare di tutto ciò che era stato negativo durante l’anno passato.

Spesso in strada si trovavano posate, bicchieri, piatti, ma anche elettrodomestici di tutti i tipi.

SPAGNA:

In Spagna ogni cittadino che aspetta la mezzanotte ha con se dei chicchi d’uva. Per ognuno dei dodici rintocchi delle campane che scandiscono la mezzanotte, essi mangiano un acino d’uva ed esprimono un desiderio.

Chi riesce a mangiare tutti i chicchi d’uva in tempo di assicurerà un anno pieno di fortuna e prosperità.

SVEZIA:

Per augurare buon anno gli svedesi hanno l’abitudine di creare dei pupazzi di paglia che vengono poi lanciati verso le finestre delle case di parenti e vicini.

Inoltre il 1° gennaio si cuoce del riso o del grano nel latte che viene zuccherato. A questo di aggiungono cannella e pezzetti di mandorla sbucciata. Chi trova la mandorla avrà fortuna per tutto l’anno.

GRECIA:

In Grecia c’è una regola assoluta per iniziare il nuovo anno. Il 1° gennaio un bambino deve entrare in casa con il piede destro e gettare a terra i chicchi del melograno, simbolo di prosperità.

Inoltre è tradizione mangiare la Vassilopita, un dolce in cui all’interno si trova una moneta. Chiunque troverà la moneta avrà prosperità per il resto dell’anno.

BELGIO:

Per purificare il corpo e prepararsi all’anno nuovo si è soliti, in Belgio, festeggiare il capodanno con una zuppa di cipolle. Inoltre per festeggiare non ci si dimentica mai di inserire sotto i piatti della cena una monetina o delle foglie di cavolo.

GERMANIA:

In Germania si può partecipare al tradizionale Bleigießen: bisogna far fondere del piombo su un cucchiaino e poi versarlo in acqua fredda. A seconda della forma che assumerà il piombo si saprà qualcosa in più sul proprio futuro. Nei supermercati tedeschi si trovano dei kit già pronti da acquistare.

AUSTRIA:

Durante la notte di capodanno si regalano piccole statuette a forma di maialino, quadrifoglio, coccinella o spazzacamino. Le figure sono considerate di buon auspicio per il nuovo anno. Esse possono essere sia di legno che di cioccolato o marzapane.Inoltre allo scoccare della mezzanotte in tutta l’Austria viene intonato “An der schönen blauen Donau” (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss. Tutta l’Austria festeggia così con un giro di valzer collettivo l’arrivo del nuovo anno.

FRANCIA:

Ovunque sia il luogo di festeggiamenti, quando l’orologio suona la mezzanotte, l’usanza locale richiede di fare più rumore possibile.

Si può urlare buon anno, o usare il clacson, accendere lo stereo a tutto volume, o si possono far scoppiare i petardi.

La tradizione deriva probabilmente da un’antica credenza secondo cui i rumori forti avrebbero spaventato demoni e spiriti maligni che erano più minacciosi durante il passaggio da un anno all’altro.

SERBIA:

La tradizione vuole che per il nuovo anno tutti i frigoriferi e i portafogli della casa devono essere pieni.
Durante la vigilia di Capodanno è importante indossare qualcosa di nuovo, per trovare felicità e amore la tradizione vuole che bisogna indossare degli abiti rossi.

Durante tutto il 1° gennaio non si deve portare nulla fuori dalla casa, nemmeno la spazzatura. Inoltre non si dovrebbero fare nemmeno il bucato e i piatti sporchi, poichè si pensa possa succedere qualcosa di brutto durante il nuovo anno.

PORTOGALLO:

In Portogallo c’è una tradizione da seguire per chi nel nuovo anno spera di trovare l’amore. E’ di buon auspicio infatti mangiare durante la notte di San Silvestro una zuppa di piselli.

FINLANDIA:

In Finlandia il Capodanno si festeggia brindando con una birra. Dopo averla bevuta gli abitanti del Paese bruciano una piccola porzione della lattina della bibita e in base alla forma assunta predicono il proprio futuro: ad esempio se ha assunto una forma circolare significa matrimonio in arrivo.

TURCHIA:

In Turchia a Capodanno vengono aperti tutti i rubinetti. L’acqua corrente è sinonimo di benedizione e di buon auspicio per il nuovo anno che arriverà.

DANIMARCA:

Nel paese è tradizione di capodanno lanciare piatti e stoviglie contro la porta del vicino di casa.

Colui che al mattino successivo si trova con il cumulo più grande di cocci, sarà il più fortunato durante l’anno nuovo

Sei pronto a viaggiare nel tempo?

Scopri il passato e il presente dell’Europa grazie al marchio del patrimonio europeo!

Hai sempre desiderato viaggiare nel tempo? Ti affascinano dalle storie che stanno dietro l’Europa che conosciamo oggi? Ovunque in Europa puoi vedere le tracce del nostro patrimonio e della nostra storia. Ma da dove iniziare? Il marchio del patrimonio europeo ti aiuta a scoprire ed esplorare i siti che hanno un valore simbolico per la storia europea e che plasmano il nostro continente così come lo conosciamo. Visitare i siti insigniti del marchio del patrimonio europeo ti permette di viaggiare in diverse epoche del passato, dagli albori della civiltà fino all’Europa di oggi.

Ad esempio, potresti visitare Krapina, in Croazia, dove nel 1899 gli archeologi hanno ritrovato il maggior numero di ossa fossili dell’epoca di Neanderthal in Europa. Magari potresti andare a Lisbona, la bellissima capitale del Portogallo, dove nel 1867, in anticipo sui tempi, venne approvata la Carta per l’abolizione della pena di morte, che viene conservata negli archivi nazionali della Torre do Tombo. Oppure perché non andare in Slovenia e visitare l’ospedale di Franja, che i partigiani sloveni gestirono clandestinamente sotto l’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale?

Vuoi sapere quali altri viaggi nel tempo puoi fare? Sul sito del marchio del patrimonio europeo troverai un elenco dei 38 siti con questo marchio. Tutti i siti ci fanno conoscere un aspetto diverso del nostro passato, dai potenti monaci del Medioevo ai padri fondatori dell’UE. Ciò che questi luoghi hanno in comune è la loro dimensione europea!

Vuoi saperne di più? Scopri tutti i siti in questo video e pianifica la tua visita a un luogo dove il passato incontra il futuro!

(Articolo tratto dal sito Portale Europeo per i giovani

Le tradizioni di Natale in Europa

Luci accese per le strade, alberi di Natale riccamente decorati, presepi, regali: in Europa le feste natalizie, che iniziano con l’Avvento e terminano con l’Epifania, si intrecciano con la storia e le tradizioni di ogni singolo Paese. Da sempre in tutta Europa, da Nord a Sud, si festeggia l’inizio dell’inverno: per le tribù germaniche era il 22 dicembre, giorno del solstizio invernale; per i romani corrispondeva ai Saturnalia, che iniziavano il 17 dicembre con grandi falò in omaggio al sole; per i cristiani era la nascita di Gesù. Fu sotto il papato di Giulio I, nel IV secolo, che venne scelto il 25 dicembre come data in cui festeggiare il Salvatore. Sempre a dicembre in molti Paesi europei si festeggiano santi e patroni con tradizioni molto simili e intimamente connesse a quelle del Natale.

ITALIA

Nel nord Italia e precisamente in Lombardia, il simbolo del Natale è sicuramente il panettone. La leggenda racconta che questo dolce sia nato casualmente, senza la ricerca di una ricetta elaborata o di ingredienti particolari; sembra che il garzone di un fornaio, per rendere il pane più sostanzioso visto il freddo invernale e la scarsità di cibo, decise di arricchirlo aggiungendo uova, burro e frutta candita, regalando così al mondo un dolce che con i secoli diventerà uno dei simboli più conosciuti delle festività.

In Veneto invece esiste una tradizione davvero particolare: a Verona infatti i regali non li porta Babbo Natale, ma Santa Lucia. Si narra infatti che durante le festività dell’anno 1200, in città si diffuse una sorta di epidemia che colpiva sopratutto la vista dei bambini e che, per scongiurarla, le mamme devote decisero di portare i loro figli in pellegrinaggio a piedi nudi per chiedere la grazia a Santa Lucia, da sempre santa protettrice dei non vedenti. Per convincere i piccoli a mettersi in marcia nonostante il freddo, promisero ai bimbi che al loro ritorno la Santa avrebbe fatto trovare loro dei doni di ringraziamento. Da allora la notte tra il 12 ed il 13 dicembre i bambini di Verona attendono che Santa Lucia porti loro dei doni in groppa ad un asinello.

A Roma i festeggiamenti iniziano l’8 dicembre, quando il Papa raggiunge a piedi Piazza di Spagna per portare dei fiori alla statua della Madonna che si trova di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti seguito da un fiume di romani e turisti che assistono con coinvolgimento al rito. Il 24 dicembre poi si svolge la classica messa di mezzanotte in Vaticano e a seguire, la mattina del 25 il Papa diffonde il messaggio pastorale affacciandosi dalla finestra sul sagrato di San Pietro.

In Toscana le tradizioni natalizie sono molto legate all’elemento del fuoco, nell’accezione di portatore di luce e calore. In un paesino in provincia di Lucca si svolge uno dei riti più particolari della regione, quello dei Natalecci: si tratta di imponenti costruzioni fatte con i rami e gli arbusti ricavati dalla pulitura del sottobosco durante l’autunno, che superano anche i 10 metri. Secondo la tradizioni, i Natalicci vengono arsi il giorno della Vigilia e bruciano per tutta la notte illuminando la strada al Bambino Gesù.

La Campania ed in particolare la splendida Napoli è famosa nel mondo per la tradizione dei presepi, tanto che in città esiste una via piena di botteghe di artigiani che, per tutto l’anno, realizzano e vendono le statuine tipiche della scena della Natività, ma anche ironiche rappresentazioni di personaggi della politica e dello spettacolo che durante l’anno si sono distinti non solo positivamente. Il sacro ed il profano quindi si mescolano ed ogni famiglia napoletana, anche la meno religiosa, non rinuncia a realizzare un presepe del tutto personalizzato che deve essere finito rigorosamente prima della cena della Vigilia.

In Puglia il Natale è gastronomia, mercati e presepi. A Lecce ogni anno all’interno del meraviglioso anfiteatro romano viene realizzato uno splendido presepe monumentale in cui vengono ricreati i tipici ambienti rurali del Salento con gli ulivi, i muretti di mattoni bianchi e le rappresentazioni gli antichi mestieri che vengono raffiguranti con statue in gesso e cartapesta. Sempre a Lecce si svolge poi la classica Fiera di Santa Lucia dove, oltre alle classiche bacarelle che offrono i deliziosi prodotti tipici regionali, molti artigiani locali mettono in mostra i propri presepi realizzati rigorosamente a mano.

In Sicilia tutto ha inizio l’8 dicembre quando le strade e le case si vestono a festa e proseguono con le celebrazioni in onore di Santa Lucia, molto cara agli isolani e patrona della città di Siracusa. Famosi sono i canti natalizi, le cosiddette Novene che gli zampognari intonano in dialetto animando le strade della città, ma anche i presepi viventi. Il più suggestivo sicuramente quello di Custonaci, in provincia di Trapani, che prende vita all’interno di una grotta naturale affacciata sul mare. Una tradizione tutta siciliana è quella del gioco della Zecchinetta, un antico gioco di carte che la leggenda vuole sia stato inventato dai lanzichenecchi nel sedicesimo secolo; originariamente era accessibile solo agli uomini, mentre oggi sono ammesse ovviamente anche le donne ed ogni partita si conclude tra le risate e l’entusiasmo generale quando il banco paga i vincitori.

In Sardegna, il Natale è sinonimo di riunione, di condivisione e di famiglia; in passato infatti durante le festività i pastori rientravano a casa dalle montagne per riunirsi finalmente alla propria famiglia, solitamente intorno al fuoco del camino che per l’occasione veniva rimbiancato e decorato. Oggi sono ancora numerose le tradizioni particolari che si tramandano da secoli, una su tutte quella del “Signum Judicii” o “Señal del Judici”: nella cattedrale di Alghero, la notte dellla Vigilia, i fedeli intonano questo antico canto medievale in catalano, una sorta di invocazione del Bambino Gesù con la chiesa completamente al buio. Solo alla fine del canto, quando secondo la credenza lo Spirito Santo arriva tra i fedeli, la cattedrale viene illuminata improvvisamente a giorno. Altra usanza tipica del periodo delle festività è quella della “ Sa Candelaria” che si svolge il 31 dicembre; a partire dal mattino i bambini bussano di porta in porta chiedendo il pane (preparato proprio per quest’occasione e conosciuto come cocones), la frutta, i dolciumi e qualche moneta ponendo sempre la stessa domada: “a nolla dazes sa candelaria?” ( “ci date la candelarìa?”).

SPAGNA

A partire dall’8 Dicembre in tutte le case della Catalogna si mette un ceppo di legno cavo ai piedi dell’albero chiamato Tiò De Natal. Ogni notte sino alla vigilia si da da mangiare al ceppo e lo si copre con una coperta. La notte della Vigilia i bambini “picchiano” il ceppo affinchè cacci i regali.

Durante la notte di Natale in Spagna si ascoltano o vengono cantati i villancicos, ovvero i canti natalizi spagnoli che esprimono stati d’animo felici, ma a volte anche nostalgici e tristi.

PORTOGALLO

La scena della Natività è il nucleo principale delle celebrazioni in Portogallo; anche se l’albero di Natale è comune. Le famiglie preferiscono riunirsi attorno al Presepio, magari vicino all’intimo calore di un caminetto acceso. A Natale in Portogallo è tradizione ricordare le anime dei morti per sentirli vicini in momenti di raccoglimento. Si celebra una festa conosciuta con il nome di “Consoada”, che si svolge la sera della vigilia di Natale. Secondo la tradizione si usano preparare posti in più a tavola per i morti, portando loro in dono del cibo. Un pezzo di quercia, detto in portoghese «cepo de Natal», arde nel camino per tutto il giorno, mentre le persone si preparano a celebrare la Consoada.

FRANCIA

Il Natale in Francia viene celebrato in modo differente a seconda della località e della regione di appartenenza. Alla tradizione più che altro commerciale , vissuta in particolare nelle grandi città turistiche come Parigi, si affiancano le tradizioni popolari. Regioni come l’Alsazia o città come Strasburgo, Colmar o Marsiglia, diventano così scenari d’eccezione per i mercatini di Natale, ricchi di illuminazione, botteghe artigianali, decorazioni e di profumi emanati dalla gustosa gastronomia natalizia. Père Noel (Babbo Natale) è assistito dal devoto Pere Fouettard, raffigurato con barba e pelle scura, il cui compito è quello di ricordargli come si sono comportati i vari bambini nel corso dell’anno.

GRECIA

In Grecia la messa di Natale è all’alba, seguita da abbondanti pranzi consumati con i parenti a base di tacchino e dolci al miele.

LUSSEMBURGO

Il 23 novembre, migliaia di luci di natale si accendono, dando alle strade e ai vicoli della città fortezza un’atmosfera calda e festosa, dando inizio al Winterlights Festival e inaugurando l’apertura del tradizionale Mercato Natalizio sulla Place d’Armes.

GERMANIA

Il 5 dicembre i bambini tedeschi puliscono le scarpe e le lasciano ai piedi del letto. Se sono stati buoni si svegliano il giorno dopo, a San Nicola, con le scarpe piene di dolci e caramelle.

A partire poi dal giorno di San Nicola, il mese di dicembre è ricco di celebrazioni natalizie. Le feste inziano con la grande parata di Amburgo dove Babbo Natale e i suoi elfi sfilano per la città distribuendo regali a grandi e piccoli.

AUSTRIA

Il Krampus è una bestia pelosa, dotato di corna che si occupa dei bambini cattivi durante il periodo di Natale. Le leggende dicono che porti i bambini all’inferno o che, addirittura, li divori.

Durante il Krampuslauf, il 5 Dicembre,i Krampus accompagnano San Nicola per le strade distribuendo carbone e sferzando i passanti con fruste di rami. Se andate alle ricerca di Krampus, visitate il Mercatino di Natale di Salisburgo, dove gli uomini-caproni fanno qualche apparizione tra le bancarelle natalizie.

BULGARIA

Al termine della cena della vigilia si lascia del cibo sulla tavola fino al giorno dopo come offerta per gli spiriti degli antenati.

NORVEGIA

Prima del Natale è consuetudine addobbare la casa con folletti, angeli, stelle, cuori, corone fatte di pigne, e magari con un presepe o una casetta di biscotti di pampepato. Sempre più gente addobba la casa con luci e corone visibili dall’esterno. L’albero di Natale è una consuetudine in ogni salotto. L’albero ha la tradizionale stella sulla cima.

Secondo l’usanza Norvegese la notte della Viglia si nascondono tutte le scope per evitare che streghe e spiritelli le rubino e volino via.

SVEZIA

Le tradizioni natalizie sono profondamente radicate al cristianesimo. Anche nella Svezia si festeggia Santa Lucia. Il simbolo della luce è molto sentito in questo periodo dell’anno perché il paese è immerso dal buio per 3/4 della giornata. Gli Svedesi festeggiano la Vigilia e non il Natale.

POLONIA

In Polonia le feste natalizie iniziano con l’apparizione della prima stella, la sera della vigilia. I bambini spiano ansiosamente il cielo e, appena appare il primo brillio tutti si mettono a tavola. Prima di cominciare a mangiare si fa circolare una sottile fetta di pane azzimo, chiamato opplatek, raffigurante le immagini di Maria, Giuseppe e di Gesù Bambino. Ognuno prende un pezzetto di opplatek che viene dato anche agli animali domestici.La tavola è sempre festosamente apparecchiata; sotto la tovaglia, però, c‘è sempre un sottile strato di paglia, per ricordare a tutti, che Gesù è nato in una stalla e si usa fra i bambini tirare le pagliuzze e, quella presa che sarà la più lunga indicherà longevità. A tavola poi, restano sempre posti liberi, pronti per accogliere Maria e Gesù Bambino se per caso arrivassero all’ultimo momento. Il giorno di S. Stefano, protettore della Polonia, i contadini portano in chiesa l’avena per la benedizione e per lanciarla contro il parroco come si faceva in tempi lontani.

REPUBBLICA CECA

La sera della Vigilia le donne non sposate con le spalle rivolte all’uscita di casa tirano una scarpa verso la porta. Se la punta della scarpa è rivolta verso la porta, la donna si sposerà entro l’anno. Inoltre le donne single possono cercare di aiutare la fortuna immergendo un ramo di ciliegio in un vasoil 4 dicembre. Se il ramo fiorisce entro il 25 Dicembre è matrimonio assicurato! Inoltre mangiare la carpa a Natale è d’obbligo: secondo la tradizione si poteva mangiare una sola volta all’anno in segno di buon auspicio. La credenza popolare vuole infatti che conservare una squama di carpa sotto il piatto durante la cena della Vigilia garantisca salute e prosperità per tutto l’anno a venire. I regali portati ai piccoli da Gesù Bambino, si usa aprirli già il 24 sera, prima di recarsi alla Messa di mezzanotte dove scambiarsi gli auguri con parenti e amici.

ROMANIA

Sfilate caratteristiche aprono i festeggiamenti natalizi in Romania. I bambini si recano di casa in casa cantando canzoni e recitando poesie. Quelli che si trovano in testa ai cortei portano una grande stella di legno, chiamata Steaua, ricoperta di carta luccicante, decorata con campanelle e nastri colorati e attaccata a un lungo palo. Al centro della stella si trova una pittura della Sacra Famiglia. Dolce tipico della festività è la Turta, una sorta di ciambella a più strati che dovrebbe rappresentare le vesti svolazzanti del Bambino Gesù. In Romania il Natale si festeggia in modo molto tradizionale. Le famiglie si accolgono offrendo loro da mangiare dolci o soldi, proprio come i tre magi che andavano in giro annunciando la nascita di Gesù Cristo. Ci sono vari artisti conosciuti in Romania che hanno dedicato numerose canzoni, chiamate colinde. Le canzoni di Natale hanno avuto origine sin dai tempi della romanizzazione della Dacia (ossia quando i romani invasero la Dacia antica, oggi conosciuta come Romania).

SERBIA

In Serbia il Natale si festeggia il 7 gennaio e non il 25 dicembre.

La vigilia di Natale, il 6 gennaio, in serbo si chiama “badnji dan”. Prende il nome dal “badnjak”, ovvero un ramo di quercia ricco di foglie. Secondo la tradizione, nelle prime ore del mattino della vigilia, prima che sorga il sole, i membri più anziani delle famiglie si recano nel bosco portando con sé del grano. Il badnjak viene quindi trattato alla stregua di una persona: gli viene dato il buongiorno e gli vengono fatti gli auguri. Quindi, orientati verso est, il ramo di quercia prescelto viene cosparso di grano e viene tagliato. Da qui viene portato davanti casa, dove resterà fino a sera, insieme a della paglia, che simboleggia sia la nascita di Cristo. La paglia verrà poi portata in casa e messa al di sotto del tavolo dove verrà consumato il pranzo di Natale, mentre il ramo di quercia verrà posizionato vicino al focolare e in alcune sue parti verrà cosparso di miele, a simboleggiare quanto sia caro il Natale per i membri della famiglia. Il badnjak, alla sera, viene gettato nel focolare. Si tratta del rituale principale della vigilia, per la sua carica di significato. Secondo la tradizione cristiana, rappresenta il fuoco acceso dai pastori presso la grotta di Betlemme. Il pranzo di Natale inizia con la “česnica”, una torta circolare decorata da motivi religiosi e al cui interno viene inserita una moneta. Tutti i commensali ne staccano contemporaneamente un pezzo con le mani e a colui che capiterà la moneta spetterà una anno di gioia e prosperità.

DANIMARCA

Uno dei personaggi più importanti della tradizione natalizia danese è NISSE. Un elfo dispettoso e irascibile che adora fare scherzi. E’ usanza lasciare una tazza di porridge la Vigilia di Natale affinchè Niesse non faccia scherzi alla famiglia o metta in subbuglio la casa.

ERASMUS+ PHOTO COMPETITION: celebrazione per i 10 milioni di partecipanti di Erasmus+

A partire dal 1987, anno del suo lancio, il Programma Erasmus + ha permesso a un numero sempre crescente di partecipanti di muoversi, rafforzando così le loro capacità e la loro apertura mentale. Il numero di studenti e discenti che hanno beneficiato di Erasmus ha raggiunto i 10 milioni nel 2019 e sta crescendo ancora!

Per celebrare questo importante traguardo e l’incredibile successo di oltre 30 anni di attuazione del Programma, il team Erasmus + è lieto di annunciare il lancio di un concorso fotografico.

Attraverso questo concorso, Erasmus + vorrebbe onorare i 10 milioni di partecipanti dando uno sguardo al passato e cercando di illustrare la realtà e l’evoluzione del Programma dalla sua creazione. Gli ex partecipanti in uno dei settori del programma Erasmus +, interessati a partecipare al concorso, sono invitati a scegliere e caricare entro il 13 gennaio una foto accompagnata da un breve testo, per descrivere la loro esperienza e l’impatto che il Programma ha avuto sulla loro vita. Anche i partecipanti ai programmi precedenti Erasmus+ (Comenius, Leonardo Da Vinci, Grundtvig, Youth in Action ecc.) sono invitati a partecipare e aiutarci a raccontare una lunga storia dal 1987!

Le immagini e le descrizioni selezionate verranno quindi compilate ed esposte nella Sala dell’Université Libre de Bruxelles (ULB) durante l’evento dedicato agli stakeholders organizzato dalla Commissione europea il 28-29 gennaio 2020 a Bruxelles.

Per partecipare alla competizione cliccare qui

(Articolo di Stefania Pinardi tratto da Erasmus Plus del 18/12/2019)

Facebook
Twitter
Visit Us
YouTube