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Project & activities

International Association

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Don’t stop me now- Progetto Ka1

Si è concluso ieri il progetto di scambio culturale Ka1 Don’t stop me now organizzato dall’associazione World Net con i partner Spagnoli e Polacchi.

I topic del progetto sono: Iniziativa giovanile, crescita personale, attività team building, Dragon Dreaming, nuove idee, nuovi progetti, nuovi sogni.

Le attività sono state svolte dal 05 al 12 settembre 2019 e come sempre i ragazzi hanno collaborato, scoperto cose nuove, imparato cos’è il programma Erasmus Plus e come partecipare ad altri progetti come questo, condiviso idee, progetti e sogni,creato nuove amicizie e consolidato il proprio rapporto con le culture straniere e la lingua inglese.

La biro, un’invenzione tutta ungherese.

Tutti quanti impariamo a scrivere fin da piccoli e lo strumento che tutti abbiamo utilizzato e ancora oggi usiamo per scrivere, è sicuramente la penna a sfera o più comunemente chiamata BIRO.

Ma da dove nasce quest’idea?

Il giornalista e inventore ungherese László József Bíró a causa della sua intensa attività giornalistica, cercò di creare uno strumento per scrivere che fosse più efficace della penna stilografia.

La penna stilografica, pur essendo un tipo di penna molto diffuso all’epoca, presentava diversi inconvenienti: l’inchiostro impiegato macchiava i fogli assai frequentemente, comportava lunghi tempi di asciugatura e andava ricaricata spesso. Fu così che Bíró provò a sostituire il tipo di inchiostro che si usava per scrivere, con quello delle rotative che stampavano i giornali, tuttavia essendo questo molto viscoso rendeva la scrittura difficoltosa e poco fluida.

Una leggenda narra che l’idea definitiva gli venne osservando alcuni bambini giocare a biglie per la strada: le biglie, dopo aver attraversato una pozzanghera, lasciavano dietro di loro una riga di fango uniforme. Ebbe così l’intuizione di creare una penna a sfera, inserendo all’estremità di una cartuccia d’inchiostro una piccola sfera metallica libera di ruotare, la rotazione prelevava l’inchiostro dalla cartuccia e lo depositava sulla carta. L’invenzione venne perfezionata insieme al fratello György, un chimico, il quale sviluppò la formula di un inchiostro a rapida asciugatura e viscosità adeguata. Il 15 giugno 1938 i due fratelli crearono un primo prototipo soddisfacente e lo brevettarono in Ungheria e in Gran Bretagna.

Nel 1941 i fratelli Bíró insieme ad un amico, Juan Jorge Meyne, fuggirono dalla Germania e si trasferirono in Argentina, dove formarono la Bírós Pen of Argentina e nel 1943 depositarono un nuovo brevetto. La loro penna venne venduta in Argentina come Birome (dai nomi di Bíró e Meyne), tanto che in quel paese le penne a sfera sono ancora note con quel nome. Questo nuovo progetto venne autorizzato dagli inglesi, che introdussero le penne a sfera per gli equipaggi della RAF con il nome di Biro. Le penne a sfera si dimostrarono più versatili delle penne stilografiche, soprattutto in alta quota, dove le stilografiche erano più soggette a perdite di inchiostro.

Ancora oggi le penne Biro sono usate tutti i giorni da miliardi di persone. Un’invenzione che sicuramente ci ha cambiato la vita!

ERASMUS WITHOUT PAPER European Student Card initiative

La European Student Card initiative (ESC) è un’iniziativa chiave dello Spazio Europeo dell’istruzione, che ambisce a rendere la mobilità accessibile a tutti e a rilanciare un senso di identità europea tra gli studenti.

Uno dei principali obiettivi è la semplificazione dei processi amministrativi legati alla mobilità degli studenti. A tale scopo, l’iniziativa sarà operativa attraverso:

un potenziamento dell’ Erasmus+ Mobile App unico entry point per gli studenti, atta a gestire tutte le fasi di una mobilità: prima, durante e dopo;

la digitalizzazione delle procedure amministrative in uso alle Università, collegando i loro sistemi informatici attraverso l’Erasmus Without Paper (EWP), per lo scambio di dati elettronici relativi agli studenti.

L’Erasmus+ Mobile App, consentirà l’accesso, agli studenti, attraverso un’ identificazione digitale che faciliterà l’espletamento delle procedure amministrative ed agevolerà il colloquio con il sistema Europass ed altri tool europei. Il riconoscimento univoco dello studente potrà avvenire apponendo, sulla già esistente card, un  “European Student” hologram, QR code and unique European Student Card number.

Lo scambio informatizzato dei dati potrà, invece, avvenire attraverso il Netwok Erasmus without Paper (EWP) progetto finanziato dalla Commissione europea e sviluppato da European University Foundation finalizzato alla realizzazione di un network per lo scambio dei dati in modalità sicure e veloci.

Di seguito gli scenari esistenti e gli adeguamenti necessari per connettersi ad EWP Network, primissimo step per l’implementazione dell’ESC:

Attraverso EWP si potrà:

–gestire il carico di lavoro amministrativo per studenti e personale. Gli studenti ed il personale che realizza un progetto di mobilità, devono redigere diversi documenti, con un impegno notevole. EWP ridurrà questo impegno;

–creazione di infrastrutture digitali pubbliche e gratuite per le Università e gli utenti finali;

– creazione di una rete in grado di collegare diversi strumenti già in uso.”

(Articolo a cura di Alessia Ricci del 05/09/2019 da Erasmus Plus)

#BeActive – la settima europea dello sport

Si svolge ogni anno dal 23 al 30 settembre, la settimana europea dello sport che consente a milioni di persone di collaborare alla costruzione di stili di vita migliori e più sani per i cittadini di tutto il mondo.

Lanciata nel 2015, la settimana dello sport è stata creata in risposta al peggioramento della crisi di inattività.

Nonostante lo sport e l’attivitò fisica contribuiscano sostanzialmente al benessere dei cittadini europei, il livello di attività fisica è attualmente stagnante e addirittura in calo in alcuni paesi.

Per questo motivo da 5 anni si svolge la settimana europea dello sport, al fine di sensibilizzare su quanto sia importante uno stile di vita attivo per tutti, indipendentemente da chi siamo e cosa facciamo, l’attività fisica regolare ha un profondo impatto sulla nostra salute mentale e fisica a lungo termine.

A partecipare quest’anno saranno 42 paesi, con più di 50000 eventi in tutta Europa,con una media di 13.643492 partecipanti, tra cui professionisti dello sport, appassionati, esperti, associazioni sportive ecc.

“Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” la località con il nome più lungo d’Europa

Sapevi che in Galles esiste una cittadina con il nome più lungo d’Europa?

Si tratta della cittadina di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” nella contea gallese di Anglesey.

Il nome è composto da ben 58 caratteri e tradotto significa << Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tisilio nei pressi della caverna rossa>>

Per praticità il nome viene abbreviato in Llanfair PG o Llanfairpwll.

Grazie alla particolarità del nome la cittadina è una meta turistica molto ambita, infatti molte persone si fermano alla stazione ferroviaria per farsi scattare una foto a fianco del cartello che contiene il nome per esteso.

La cittadina di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” si classifica come prima in Europa per la lunghezza del suo nome, ma seconda al mondo, preceduta da ” Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu ” in Nuova Zelanda.

La domanda che adesso ci poniamo è: come si chiameranno mai i cittadini di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch” ?

Marie Dibangue e la sua storia come volontaria ONU

Marie Dibangue (Camerun) ha partecipato al programma di volontariato dell’ONU contro la violenza nelle comunità di Haiti. Marie era addetta al programma in seno all’unità per la missione di stabilizzazione MINUSTAH.

Lavoro da maggio 2012 come addetta al programma nella sezione MINUSTAH per la stabilizzazione (Community Violence Reduction o CVR) a Haiti in seno all’unità incaricata del progetto. Il mio ruolo è quello di individuare, selezionare e sviluppare i potenziali progetti volti a ridurre la violenza nelle comunità locali.

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di volontario ONU è che si ha la possibilità di occuparsi di attività differenti che mirano ad aiutare in diversi modi la popolazione haitiana. Gestire dieci azioni diverse di stabilizzazione per celebrare la Giornata internazionale della pace il 21 settembre mi ha dato esattamente questa possibilità.

Nei due mesi che hanno preceduto questo evento ho curato il coordinamento con le altre sezioni e  i contingenti della missione MINUSTAH e con i partner haitiani responsabili delle celebrazioni. Una priorità consisteva nel collaborare con le organizzazioni locali per lo sviluppo congiunto di attività che promuovessero il dialogo all’interno della comunità riguardo alle modalità per promuovere la pace. Inoltre, abbiamo collaborato strettamente con il governo haitiano per coordinare le attività. Ho partecipato a numerose riunioni con il ministro della Gioventù, dello sport e dell’azione civica per coinvolgere il più possibile i giovani nell’evento e con la federazione Calcio di Haiti per organizzare una partita di calcio tra i contingenti MINUSTAH, il corpo di polizia nazionale haitiano e due squadre locali.

Avendo pianificato a lungo le attività con le singole parti, ero molto contenta del successo della Giornata internazionale della pace. Uno degli eventi più seguiti è stata la finale del campionato di una settimana intitolato “Partita per la pace e la sicurezza” tra squadre di calcio e di pallacanestro composte da giovani di diversi quartieri di Cité Soleil, una delle zone più disastrate di Port-au-Prince. Nella stessa zona, il 21 settembre i partecipanti a un progetto CVR per la formazione professionale hanno piantato alberi insieme ai bambini del luogo.

In tutta la città, altre parti hanno collaborato all’iniziativa CVR e ospitato a livello locale forum informali, dibattiti ufficiali e seminari per stimolare la discussione sulla violenza nelle comunità e su come lavorare insieme per la pace. Molti degli eventi ricorrevano alla cultura per promuovere la pace attraverso musica, danza, mostre e rappresentazioni teatrali, comprese le celebrazioni del 22 settembre a Champ de Mars, una delle principali piazze della capitale.

Nel dipartimento settentrionale di Haiti, il progetto CVR ha inoltre gestito il coordinamento con un gruppo locale di donne per organizzare una marcia per la pace e a un ampio dibattito pubblico in piazza sul tema “La violenza è un ostacolo allo sviluppo”.

Complessivamente, è stata un’esperienza straordinaria per me collaborare con le controparti haitiane e internazionali per celebrare la Giornata internazionale della pace. Spero di poter lavorare a eventi simili in futuro.

(Articolo tratto dal sito Volunteer Voices dell’Onu)

Educazione non formale: l’apprendimento attraverso la pratica

L’istruzione è una parte integrante della nostra vita, ma non si ferma solo alla classe e ai banchi di scuola. Ci sono altri modi per apprendere, spesso senza neanche rendersene conto.

L’apprendimento può essere diviso in:

  • formale
  • informale
  • non formale

L’apprendimento formale è l’istruzione tradizionale fornita di solito da un istituto e porta una qualifica.

L’apprendimento informale è l’opposto, poichè si apprende inconsapevolmente con il lavoro quotidiano, in famiglia o in contesti di divertimento.

Infine c’è l’apprendimento non formale, che è considerato una via di mezzo tra gli atri due metodi. Solitamente l’apprendimento non formale avviene mediante workshop, seminari, corsi locali, sul luogo di lavoro o anche attraverso lo sport.

Questo tipo di educazione è uno dei pilastri fondamentali di Erasmus Plus. che promuove la mobilità europea giovanile di gruppo e individuale attraverso scambi culturali e attività di volontaeiato all’estero.

Le attività di apprendimento non formale si svolgono su base volontaria e sono accuratamente progettate per favorire lo sviluppo personale, sociale e professionale dei partecipanti. L’istruzione non-formale, può essere spiegata con la formula “learning by doing”, ovvero imparare direttamente sul campo. La metodologia di apprendimento consiste nell’interazione tra i discenti e le concrete situazioni di cui fanno esperienza. Non vi sono insegnanti che impartiscono ezioni ex-cathedra: i giovani, gli animatori giovanili, gli educatori (trainer) sviluppano insieme conoscenze e competenze, in una relazione “orizzontale”.

Inoltre è possibile ricevere anche un riconoscimento formale delle nozioni acquisite mediante il certificato Youthpass, un certificato che ha validità in tutta Europa sia a livello scolastico che lavorativo.

Nasce Europeers Italia: diventa anche tu un “ambasciatore” della mobilità europea

La mobilità europea per le nuove generazioni genera meccanismi virtuosi sul territorio, oltre che favorire partecipazione attiva, inclusione sociale; e ancora rafforza la formazione e l’acquisizione di conoscenze e competenze. E fra tutti, promuove e sviluppa integrazione e cittadinanza europea.
Il nostro obiettivo è infatti quello di sensibilizzare quanti più giovani possibili a vivere questa esperienza unica.
Siamo convinti che il ruolo dei giovani, in questa attività di sensibilizzazione, sia fondamentale e ancora più efficace se portato avanti insieme.

Per questo abbiamo deciso di lanciare in Italia il network nazionale degli Europeers, una rete presente in diversi Paesi d’Europa e che finalmente arriva anche in Italia, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di ragazze e ragazzi che hanno partecipato a scambi giovanili, esperienze di volontariato europeo, progetti di solidarietà europei, dialogo strutturato a livello europeo e/o ad altre opportunità previste nell’ambito dei Programmi europei per i Giovani, da ultimo Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà; iniziativa rivolta quindi ai giovani che tornando in Italia, sono disponibili a diventare promotori delle opportunità che loro stessi hanno vissuto in prima persona e che, proprio per tale ragione, saranno di stimolo e di esempio per altri ragazzi che non sempre hanno accesso alle informazioni relative alle politiche europee in favore dei giovani, e non sempre conoscono ciò che l’UE mette a disposizione di tutti i giovani.

Se hai quindi tra i 16 ed i 30 anni e hai vissuto un’esperienza di mobilità europea, potresti essere proprio tu uno dei membri della Rete Italiana, e giocherai quindi un ruolo da protagonista nei prossimi mesi, incidendo quindi anche sul percorso delle politiche giovanili in Italia.

  • I giovani che entreranno a far parte della rete italiana degli EuroPeers, grazie alla azione di supporto che l’Agenzia metterà in campo, avranno l’occasione di:
    far parte di una community;partecipare attivamente a specifiche iniziative formative/informative promosse dall’ANG; 
  • essere protagonisti a livello locale delle opportunità di interesse per i giovani; 
  • essere punto di contatto delle radio locali di Ang Inradio per veicolare notizie ed informazioni, ed essere quindi protagonisti della digital radio istituzionale di Ang con la possibilità di realizzare uno specifico Format dedicato agli Europeers; 
  • partecipare a conferenze stampa/interviste o eventi di grande visibilità mediatica; 
  • aggiornarsi facilmente sui programmi dell’UE e costruire reti nazionali e internazionali;
  • partecipare ad occasioni pianificate di informazione/formazione ad hoc per sviluppare la propria iniziativa locale/incontro/attività e diventare Europeers attivi;
    ottenere visibilità delle attività realizzate all’interno di uno spazio web dedicato presente sul sito dell’Agenzia Nazionale per i Giovani;
  • acquisire nuove abilità e competenze;
  • partecipare, in qualità di testimoni privilegiati, ad iniziative proposte e/o coordinate dall’Agenzia in favore dei giovani;
  • a livello europeo, per gli Europeers più attivi, partecipare ad eventi di incontro e condivisione;
  • essere protagonisti di un video/spot sulla mobilità europea;
  • essere interlocutori privilegiati di istituzioni nazionale ed europee avendo la possibilità di contribuire, attraverso confronti e dibattiti, ad implementare le politiche giovanili in Italia.

Come fare per partecipare?

E’ semplicissimo!Basta compilare la manifestazione di interesse che trovi in calce alla news e avere le giuste motivazioni per diventare anche tu “ambasciatore” della mobilità in Europa.

La manifestazione sarà aperta fino alla fine dei Programmi Europei e già nei prossimi mesi, previa valutazione dei requisiti, identificheremo i primi 20 giovani che entreranno a far parte della rete italiana!

L’ANG si propone l’obiettivo di creare, entro il primo semestre del 2020 una rete di almeno 100 EuroPeers, il più possibile rappresentativa di tutte le Regioni e di tutte le Province italiane (auspicabilmente almeno un giovane per ciascuna provincia);
Un’opportunità unica per dare continuità al percorso di partecipazione attiva che hai iniziato con i programmi europei.

Cosa aspetti ad aderire?
Clicca qui!

(Articolo a cura di Agenzia Nazionale Giovani del 05/08/2019)

#EarthOvershootDay

Oggi, 29 luglio, le risorse naturali della Terra per il 2019, come l’aria, l’acqua e il cibo, sono terminate. Significa che la nostra domanda di aria, acqua e cibo ha superato la capacità del pianeta di rigenerare quelle risorse nel corso di un anno – e che, da oggi, inizieremo ad attingere alle riserve, consumando molto più di quello che dovremmo.

Questa (triste) ricorrenza ha un nome: Earth Overshoot Day, e viene anticipata di anno in anno. Trent’anni fa cadeva a ottobre; 20 anni fa alla fine di settembre; l’anno scorso è arrivata il 1° agosto. Quest’anno il record in negativo è stato superato di nuovo: l’ammontaredelle risorse naturali della Terra non era mai terminato così presto.

Questi sono i dati dell’associazione “Global Footprint Network”, un’organizzazione internazionale che monitora l’impronta ecologica dell’uomo.

Il fatto che l’Earth Overshoot day cada il 29 luglio significa che l’umanità sta utilizzando la natura 1.75 volte più velocemente di quanto gli ecosistemi riescano a rigenerarle”, si legge in una nota. “In poche parole, è come se l’umanità avesse bisogno di 1.75 pianeti per sopravvivere”.

Come è facile immaginare, questa strada non è percorribile. “Abbiamo solo una Terra: non possiamo usare le risorse di 1.75 [pianeti] senza che ci siano conseguenze devastanti”, ha dichiarato il fondatore di Global Footprint Network, Mathis Wackernagel.

Esistono soluzioni?

Il totale delle risorse per quest’anno è finito e non è possibile farci  niente, com’è ovvio. Secondo gli esperti, possiamo però impegnarci per invertire la tendenza già a partire dal 2020. Le ricette sono le solite: ridurre le emissioni di CO2, per esempio, potrebbe spostare in avanti l’Overshoot day di 93 giorni. Se consumassimo meno carne, invece, recupereremmo 15 giorni.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica, l’organizzazione ha anche lanciato un hashtag, #Movethedate, e uno strumento che permette di calcolare la propria impronta ecologica.

Erasmus +, 10 buoni motivi per partecipare!

Il progetto Erasmus è uno dei più popolari programmi di scambio tra studenti in Europa. A partire dal sul lancio nel 1987, grazie alle borse di studio stanziate per gli studenti Europei, è stata data agli studenti l’opportunità di vivere un’esperienza in una dei paesi aderenti al programma.

Studiare e vivere all’estero, è un grosso passo. Uscire dalla propria zona di comfort non è sempre semplice, ma è  qualcosa sicuramente in grado di aumentare le proprie skill professionali e personali.

I vantaggi sono innegabili: Erasmus offre agli studenti la possibilità di poter imparare facilmente lingue nuove, confrontarsi con nuove culture, formarsi professionalmente e crescere a livello personale. Nel caso abbiate dei dubbi riguardo il partire o meno, ecco una lista di 10 buone ragioni per cui farlo.

1 – PER AVERE AMICIZIE IN TUTTO IL MONDO

A prescindere dalle abilità linguistiche personali, progetti del genere creano e instaurano relazioni profonde e durature con persone provenienti da background talmente diversi, tali che a prima vista sembrerebbero totalmente incongruenti e incoerenti. Avere a che fare con persone totalmente diverse, a parte il fatto di portare elementi di novità e freschezza nella tua vita, ti apre la mente.

2 – PER MIGLIORARE LE CAPACITÀ LINGUISTICHE

Quando si partecipa ad un progetto Erasmus + di regola bisognerebbe parlare in inglese per farsi capire da tutti i gruppi partecipanti. Ma spesso capita che la timidezza, o la mancanza proprio di lessico siano un’ostacolo. Niente paura! Tutto sta nel buttarsi. Come si direbbe in inglese, step by step, little by little, progetto dopo progetto, piano piano il vostro vocabolario si arricchirà di nuovi vocaboli e in men che non si dica riuscirete a comunicare con tutti.

3 – PER CONOSCERE DI NUOVE CULTURE

Così come le nuove amicizie, i progetti di mobilità internazionale permettono di scoprire nuove culture, o scoprire nuove cose di culture già conosciute, in questo modo il proprio bagaglio culturale si arricchisce. Sapevi che con 238 milioni di abitanti, l’Indonesia è il quarto paese più popoloso del mondo, proprio dietro la Cina, l’India e gli Stati Uniti e l’isola di Giava, con oltre 140 milioni di abitanti, è l’isola più popolosa del mondo? Oppure sapevi che il vero nome dello scrittore inglese Joseph Conrad è Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, ed è nato in Polonia?

Io no!

4. PER DIVERTIRSI

Mi dispiace deludervi ma, a dispetto degli stereotipi e dei pregiudizi, progetti del genere non sono sesso, droga e rock ‘n roll.

Quanto tempo speso e notti insonni passate a………

Raccontarsi aneddoti
Ridere e scherzare
Fare teamwork e team building
Confrontarsi di continuo
Fare giochi di ruolo e simulazioni
Partecipare a energizers
Sviluppare e lavorare su temi comuni
Giocare in gruppo a tutte le varianti possibili di mafia

5. PER ESSERE MOLTO PIÙ INDIPENDENTI

Quando invece ci si appresta a svolgere un progetto di mobilità a medio-lungo termine come può essere lo SVE, ci si ritrova improvvisamente vivere da soli in un paese straniero, senza magari conoscere la lingua, lontano dai genitori e dagli amici di sempre, si è costretti ad imparare a superare gli ostacoli da soli. Questa è una grande opportunità per mettersi in gioco e magari trovare il proprio posto nel mondo.

6. PER MIGLIORARE IL PROPRIO CURRICULUM

Ogni progetto finanziato da Erasmus+ Gioventù ha dei fini educativi generali e validi in tutta Europa, oltre a presentare temi più disparati. Inoltre, tu che partecipi, hai sempre diritto al rilascio del certificato europeo YouthPass, che testimonia le competenze e le abilità guadagnate attraverso le attività del progetto a cui hai partecipato. Progetti del genere si basano sempre sul teamwork, sulle capacità di adattamento e flessibilità, praticità, competenze e padronanza delle dinamiche di gruppo; requisiti sempre più richieste per essere buoni lavoratori. Inoltre migliorerai notevolmente nelle lingue straniere, ed acquisirai skill specifiche che imparerai durante ogni progetto.


7. PER VIAGGIARE IN MODO DIVERSO

Viaggiare con Erasmus ti da la possibilità di scoprire luoghi non solo turistici, ma anche piccole realtà poco conosciute. Questo ti da la possibilità di capire davvero la cultura del paese e di viverlo al meglio. Viaggiare non è mai abbastanza! L’Europa è immensa e va scoperta tutta.


8 – PER FARE QUALCOSA PER GLI ALTRI

Un gran numero di progetti di mobilità internazionale è incentrato su lavori e attività socialmente utili, soprattutto il Servizio Volontario Europeo. Con la giusta motivazione, a seguito di esperienze di volontariato all’estero, puoi guadagnare delle abilità da trasferire al tuo lavoro, magari che sia, esso stesso, connesso alle attività di solidarietà che hai svolto quei sei mesi in Bulgaria, chissà. Aldilà della crescita professionale e individuale, sai che gratificazione, poi, è partecipare ad attività che, nel loro piccolo, rappresentano grandi gesti per chi è meno fortunato di noi?

Perché non scoprirlo?


9. PER SCOPRIRE SÉ STESSI

Durante o alla fine di un progetto di mobilità giovanile internazionale, ti sorprenderai di tutte quelle tue qualità nascoste che ancora non erano emerse. Scoprirai nuove informazioni su te stesso, sulle tue caratteristiche, sui tuoi punti di forza e sui tuoi punti di debolezza. Scoprirai di avere qualcosa che mai ti saresti immaginato. Ne guadagnerai in termini di auto-consapevolezza, fiducia e autostima.

Provare per credere!

10. PER VIVERE ESPERIENZE PIÙ UNICHE CHE RARE!

La cosa più bella di questo Programma sta nel fatto che esso sia REALMENTE APERTO A TUTTI!

Non servono requisiti specifici, solamente voglia e impegno, un’Agenzia Nazionale per i Giovani a finanziare i progetti, e una Commissione europea impegnata e a fianco dei giovani.

A te che magari sei in pausa e non sai cosa fare, o non riesci a trovare lavoro,perché non valutare l’opportunità di vivere un’esperienza del genere?

Non te ne pentirai, parola di World Net 😉

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