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Cosa ci aspettiamo dal nuovo Erasmus+ 2021-2027?

“Co-creating Erasmusplus and Eu Solidarity corps”, il primo evento ufficiale organizzato dalla Commissione europea per parlare del futuro del programma Erasmus+ 2021-2027 ha avuto luogo all’Université Libre de Bruxelles il 28-29 gennaio scorso.
Oltre 600 partecipanti  da tutta Europa, hanno seguito le sessioni plenarie e i workshop tematici incentrati sulle principali attività di Erasmus + e sul Corpo europeo di solidarietà e hanno avuto modo di riflettere sui risultati finora raggiunti finora e di guardare avanti grazie con proposte e buone pratiche.
Insieme allo staff delle Agenzie nazionali di tutti i  paesi del programma, erano presenti delegazioni di stakeholders, decisori politici, beneficiari esperti, rappresentanti di organizzazioni attive nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport che hanno avuto potuto confrontarsi e fornire idee sulla messa a punto dei meccanismi di supporto e degli aspetti tecnici per l’attuazione del programma a partire dal lavoro svolto durante l’intenso processo di co-creazione avviato dal 2018.
L’Agenzia Erasmus+ Indire era presente all’evento con la Coordinatrice Sara Pagliai, la funzionaria responsabile per l’Ufficio gestionale Scuola e Educazione degli Adulti, Laura Nava, alcune persone dello staff comunicazione anche in accompagnamento all’Orchestra Erasmus che si è esibita il primo giorno e una delegazione di tre beneficiari esperti, uno per ogni settore di competenza.
Abbiamo scambiato con loro alcune battute sulle aspettative per il nuovo programma 2021-2027

SCUOLA
Silvana Rampone, docente di scuola primaria, referente istituzionale e pedagogico dell Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte
“Cosa mi aspetto dal nuovo programma per la scuola? più lingue, a partire dalla scuola dell’infanzia, più mobilità a lungo termine per gli alunni delle scuole secondarie, la capacità di includere  e raggiungere territori svantaggiati.”

UNIVERSITA’
Anna Tozzi, Pro-rettore alle Relazioni Internazionali e alla progettazione dell’Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica. Una battuta sul senso presente e futuro di Erasmus per l’Università dell’Aquila e per gli Istituti italiani.

EDUCAZIONE DEGLI ADULTI
Fabrizio Da Crema, Responsabile nazionale AUSER cultura, ha rappresentato il settore Educazione degli Adulti. “Il futuro? L’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, progetti più inclusivi e partecipati”

PER APPROFONDIRE
Sono ancora disponibili sul sito dedicato all’evento, le registrazioni dei momenti in plenaria, con l’intervento di Marya Gabriel, Commissaria europea per Innovazione, Ricerca, Cultura, Educazione e Giovani e la presentazione di alcune esperienze di successo  e la conclusione dell’evento.
Guarda le registrazioni video dell’evento

La fotogallery dell’evento sulla pagina fb erasmus+ Indire

(articolo tratto da Erasmsu plus del 18/02/2020 a cura di Valentina Riboldi)

Be Active Be Involved- Disseminazione dei risultati


„Be active, be involved!” – 29.11.2019 – 10.12.2019 Wisła, Poland

Il 13 febbraio, nell’ambito della disseminazione dei risultati del progetto “Be active, be involved”, a cui hanno preso parte 10 partecipanti italiani, è stato organizzato un incontro per i giovani organizzato in una scuola superiore locale a Poggiardo per promuovere i risultati del progetto e sensibilizzare i giovani sulle opportunità di Erasmus Plus.

Lo scambio giovanile Be active, be involved si è svolto dal 29 al 10 dicembre a Wisła in Polonia, coinvolgendo 4 paesi: Polonia, Italia, Ungheria e Romania, 29 giovani che hanno condiviso le loro idee sulla cittadinanza attiva nelle loro comunità locali e hanno scoperto le loro culture.
I giovani che utilizzano metodi di apprendimento non formale dell’apprendimento sono stati coinvolti nella preparazione e attuazione delle attività, compresa l’attività svolta il 5 dicembre nella scuola elementare polacca per promuovere la Giornata internazionale del volontariato. Tra i risultati importanti del progetto per i partecipanti c’è l’acquisizione di nuovi amici dall’ambiente internazionale, la pratica linguistica, il miglioramento delle competenze (interculturale, comunicazione, digitale ecc.), una nuova prospettiva sui problemi che si presentano nelle comunità locali e il certificato Youthpass!

I partecipanti italiani hanno promosso la loro cultura il meglio che potevano, preparando la serata italiana con un delizioso tiramisù e mostrando le tradizioni italiane.

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Scrivono i giovani partecipanti di questo progetto:

“Come giovani e motivati ​​vorremmo avere una conoscenza più ampia delle diverse opportunità che esistono per noi e di quali esistenza non avevamo avuto idea. Sempre più persone beneficiano delle opportunità offerte da Erasmus +, ma non molti di noi possono godere di tali opportunità, a volte solo a causa della mancanza di una conoscenza adeguata delle opzioni esistenti. Se ne sappiamo di più, allora possiamo beneficiare di più. Questo porta all’idea del progetto a cui stiamo attualmente lavorando. L’altro aspetto è il contatto interculturale e la necessità di comunicare con i colleghi dall’estero. Sebbene l’inglese e l’apprendimento delle lingue straniere stiano diventando essenziali per il cittadino mondiale in termini sia personali che professionali, riteniamo necessario comunicare con i nostri colleghi di altre parti d’Europa.


Ci piace l’idea di costruire connessioni europee e di avere amici in giro per l’Europa. Siamo anche felici di combattere con stereotipi esistenti! Infine, ma non meno importante, vogliamo essere attivi nelle nostre comunità locali e vogliamo beneficiare delle iniziative dei nostri colleghi di diversi paesi e trovare insieme le soluzioni per le sfide e i problemi esistenti nelle nostre aree di vita. Riteniamo che grazie allo scambio di giovani, mentre con i giovani di Polonia, Ungheria, Italia e Romania discuteremo e scamberemo idee, esperienze e conoscenze sulle diverse iniziative intraprese nei nostri paesi, saremmo più incoraggiati a partecipare attivamente al nostro
la vita delle comunità locali e in questo modo causano “effetti domino” lì a causa della divulgazione delle buone pratiche dopo la conclusione del progetto.

Covid-19-Indicazioni delle Agenzie Erasmus+ INAPP e INDIRE

“Visto il decreto legge del 23 Febbraio 2020 n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che all’art. 1 dispone la sospensione di tutti i servizi educativi, delle visite di studio e dei viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che all’estero, nonché le disposizioni già impartite dalla Commissione europea con nota Ares(2020)619972 del 31/01/2020, si precisa che le organizzazioni partecipanti all’ambito Istruzione e Formazione Professionale del Programma Erasmus+, possono procedere a cancellazione, slittamento temporale o modifica delle attività di mobilità transnazionale previste nelle aree interessate da tale emergenza. Al riguardo si applicherà il principio di causa di forza maggiore, nel rispetto del quadro normativo generale del Programma Erasmus+. I costi di rimpatrio così come i costi già sostenuti relativamente a viaggi non realizzati come misura precauzionale relativa alla richiamata emergenza sanitaria, se debitamente giustificati, saranno considerati eleggibili come costi eccezionali, a condizione che vengano rispettati i previsti requisiti di rendicontazione.”

Lo stesso succederà in ambito scolastico:

“Visto il decreto legge 23 Febbraio 2020, n. 6 recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che all’art. 1 dispone la sospensione di alcuni servizi educativi, delle visite di studio e dei viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che all’estero, nonché la comunicazione del Ministero dell’istruzione del 23 febbraio 2020 e le disposizioni già impartite dalla Commissione europea con la nota Ares (2020)619972 del 31/01/2020, si comunica che per le mobilità degli alunni, degli studenti e dello staff, che operano negli ambiti dell’istruzione scolastica, dell’istruzione superiore e dell’educazione degli adulti, nell’ambito del programma Erasmus+ potrà applicarsi il principio di “causa di forza maggiore”. Pertanto, sarà possibile richiedere all’Agenzia Nazionale, nelle forme e con le modalità che saranno successivamente comunicate, di applicare la clausola di “forza maggiore”, relativamente alle attività e ai costi per tutte quelle mobilità che vengano annullate in ragione della situazione di emergenza e dei provvedimenti delle competenti autorità. Si invitano gli istituti e le organizzazioni interessati a rivedere la pianificazione e la calendarizzazione delle attività, posticipando le mobilità – anche in entrata – in accordo con i partner di progetto e nell’ambito delle rispettive relazioni bilaterali.”

Nell’euro è scritta un po’ di storia dell’arte.

Nelle banconote e nelle monete ci sono alcuni riferimenti alla storia dell’arte.

Nel caso del fronte delle banconote, però, non sono presenti monumenti esistenti, ma elementi architettonici tipici di alcuni stili che hanno caratterizzato l’arte europea (sul fronte, o “recto”, è in genere una finestra o un portale) mentre sul retro (detto “verso”) c’è sempre l’immagine di un ponte, (in alcuni casi ispirato ad architetture reali) simbolo di unione tra popoli diversi.

Gli stili ripercorrono, in sette tappe, tutta la storia dell’architettura occidentale.

5 Euro – architettura classica (IV sec. a.C. – IV sec. d.C.)

Sul recto si può osservare un arco a tutto sesto affiancato da coppie di colonne con capitello ionico. Sul verso è presente un acquedotto romano (vagamente ispirato al ponte del Gard, nel sud della Francia). In realtà si tratta di ponti inventati dal grafico Robert Kalina (scelta voluta per non far torto a nessuna nazione europea) ma il designer olandese Robin Stam ha deciso di farli diventare realtà realizzandoli nell’area di Rotterdam.

Si tratta del progetto The Bridges of Europe e prevede il completamento dei sette ponti negli stessi sgargianti colori che contraddistinguono le relative banconote.

10 Euro – architettura romanica (XI-XII sec.)

Questa banconota mostra sul recto un portale profondamente strombato con arco a tutto sesto come in tante chiese del basso Medioevo sia italiane che francesi. Sul verso un ponte massiccio con lieve andamento a schiena d’asino.

20 Euro . architettura gotica (XIII-XIV sec.)

Sul recto di questa banconota non possono che esserci delle belle vetrate con arco ogivale ed esili colonnine che le rendono delle complesse quadrìfore. Il ponte, naturalmente presenta gli stessi archi a sesto acuto, l’elemento distintivo dello stile gotico.

50 Euro – architettura rinascimentale (XV – XVI sec.)

Una finestra classicheggiante fa bella mostra di sè sul recto di questa banconota. Presenta i tratti tipici dell’arte del Rinascimento: arco a tutto sestosemicolonne laterali e timpano sovrastante (soluzione in realtà presente più nei portali che nelle finestre). Piuttosto scontato è il retrostante ponte con grandi arcate semicircolari e massicce pile aggettanti.

100 Euro – Architettura barocca e rococò (XVII-XVIII sec.)

Un possente portale barocco è visibile sul recto di questa banconota. Presenta un timpano spezzato, complesse decorazioni e due telamoni che sorreggono il pesante architrave. Sul verso è uno snello ponte con arcate ellissoidali.

200 Euro – architettura ottocentesca (XIX sec.)

In questo caso il recto mostra un’esile finestra che richiama quelle strutture in ferro e vetro definite anche “architettura degli ingegneri”. Ed ingegneristico è anche il retrostante ponte, simile a quelli ferroviari in ghisa che cambiarono il corso della storia dell’architettura…

500 Euro – architettura novecentesca (XX sec.)

La banconota con il più alto valore presenta sul recto due generiche facciate vetrate, elemento distintivo dei grattacieli e di tanta architettura contemporanea. Interessante è la struttura sul verso: un ponte strallato, cioè sospeso a delle funi collegate direttamente ad alti piloni. Si tratta di una tipologia completamente diversa dalle precedenti, basate tutte sull’arco e sulle sue capacità di trasmettere le spinte in senso orizzontale.

Ovviamente la riproduzione fatta da Robin Stam non ha dimensioni tali da funzionare come un vero ponte strallato, è solo una passerella evocativa… Per vedere ponti di questo genere occorre cercare strutture lunghe almeno qualche centinaio di metri.

Seminario su competenze digitali e gaming education: Game for Future

L’Agenzia Nazionale per i Giovani organizza, nell’ambito delle attività del Corpo Europeo di Solidarietà, una Game Jam, “Game for future” un seminario interattivo volto a promuovere la valorizzazione delle competenze digitali e l’educazione attraverso nuove metodologie, accompagnato da una maratona di 48 ore, in cui sarà pianificato, progettato e creato un applied game, ovvero un prodotto educativo fruibile dai giovani e/o da tutti coloro che si interfacciano con il mondo giovanile (youth workers, educatori…) avente come tema la sostenibilità ambientale e i cambiamenti climatici, tematica attualmente molto sentita dai giovani a livello nazionale e internazionale.

Per applied game si intende una tipologia di videogioco che sia progettato avendo una finalità principale diversa dal semplice intrattenimento. L’aggettivo “applied” si riferisce appunto all’utilizzo di questi videogiochi in altri settori, come strumento di supporto per attività che spaziano dall’educazione alla valorizzazione del patrimonio culturale, dalla ricerca scientifica alla tutela della salute, dalla difesa alla politica, dalla gestione dei rischi alla pianificazione urbanistica, passando per innumerevoli altri campi di applicazione di rilevanza sociale.

OBIETTIVI

Obiettivo generale: analizzare il processo creativo adatto allo sviluppo di competenze digitali e pedagogiche ad esse legate nell’ambito della gaming education e favorire lo scambio tra professionisti e volontari provenienti da diversi settori.

Obiettivi specifici: promuovere l’acquisizione di nuove competenze utili a supportare la partecipazione dei giovani, promuovere la riflessione sui temi della sostenibilità ambientale, dei cambiamenti climatici, di modelli di sviluppo alternativi, e sul ruolo dei giovani in questo senso, all’interno di un contesto creativo in cui i giovani partecipanti interagiscano attraverso le modalità della peer education e dell’apprendimento non formale. Attraverso il format della Game Jam si intende anche favorire la creazione di nuove reti di giovani sensibili ai temi in oggetto e attivi nello sviluppo di risposte digitali alle grandi questioni della nostra era.

OGGETTO

L’output della Game Jam avrà la forma di prototipo giocabile di videogioco completo, ovvero un prodotto con finalità educative e di sensibilizzazione, di core loop e core mechanic, ovvero di produzioni in cui, nonostante il tempo limitato a disposizione, siano ben chiari l’elaborazione e lo sviluppo del tema attraverso l’ossatura della struttura di gioco.

Nello spirito di condivisione della Game Jam, i prototipi verranno rilasciati sotto licenza Creative Commons e potranno essere distribuiti sui canali web e social dei promotori e partner (Agenzia Nazionali per i Giovani, RomeVideogameLab e Green Me).

DESTINATARI

La Game Jam intende coinvolgere 50 giovani, tra 18 e 30 anni, con background diversificati e con diverse competenze, che costituiranno poi dei team, ognuno dei quali costituito da un massimo di 6 membri.

Al fine della buona riuscita del processo creativo, i team includeranno diversi ruoli, che corrispondono ai diversi profili per candidarsi a partecipare:

• Youth Workers/Educatori

Professionisti con esperienza nel campo dell’animazione sociale e dell’educazione in senso ampio e cross-settoriale, che lavorano con i giovani e sui temi di interesse dei giovani e che si occupano di partecipazione e di inclusione sociale.

• Programmatori

Competenze di Unity, Unreal, Game Maker o altri engine di sviluppo.

• Game Designer e Sceneggiatori

Ideazione concept, progettazione di meccaniche, level design o storytelling.

• Artisti 2D/3D

Realizzazione di concept art, spritesheet, background, modellazione, rigging, animazione

• Musicisti e Sound Designer

Composizione di tracce audio e realizzazione di effetti sonori

• Attivisti / Esperti di tematiche ambientali

Esperienza in studi e iniziative sui cambiamenti climatici

COME PARTECIPARE

Per candidarsi è necessario compilare l’application cliccando qui

Ogni candidato può sottoporre una sola candidatura, riferita ad uno dei ruoli sopraindicati.

Le candidature vanno inviate entro e non oltre le ore 12 del 17 marzo 2020.

Dopo la deadline per la candidatura, una Commissione formata da un rappresentante dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e dal direttore della Game Jam provvederà a selezionare i partecipanti della Game Jam.

Si informa che 3 partecipanti verranno individuati specificatamente dall’ANG all’interno del progetto di cooperazione transnazionale Citizenship Reloaded, che si terrà a Roma dal 16 al 21 marzo 2020.

I risultati della selezione saranno resi pubblici entro e non oltre il 30 marzo 2020 sulle pagine www.agenziagiovani.it e www.romevideogamelab.it.

LUOGO E DURATA DELLA GAME JAM

La Game Jam sarà organizzata nel Teatro Uno degli Studi di Cinecittà in via Tuscolana 1055 – Roma nell’ambito del Festival Rome Video Game Lab che si svolgerà dal 17 al 19 aprile 2020 (in allegato il programma).

I partecipanti saranno impegnati da venerdì 17 aprile alle ore 10 a domenica 19 aprile alle ore 14.

L’Istituto Luce Cinecittà metterà a disposizione dei team all’interno del Teatro Uno un’area di lavoro attrezzata con tavoli e sedie, wi-fi, monitor e un’area relax che ospiterà i partecipanti anche per il riposo notturno.

I costi di vitto e alloggio sono coperti interamente dall’organizzazione, mentre i costi di viaggio verranno rimborsati dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, nell’ambito del Programma Corpo Europeo di Solidarietà.

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO

I partecipanti sono convocati per il primo giorno di RomeVideogameLab, venerdì 17 aprile 2020, alle ore 10 presso il Teatro Uno degli Studi di Cinecittà.

Il coordinatore della Game Jam provvederà a istruire i partecipanti sulle modalità di svolgimento e a formare i team.

I team lavoreranno per circa 48 ore supportati dal coordinatore e da 3 mentor.

La mentorship dell’iniziativa è affidata a Steam Factory – Creative Team, team consolidato di artisti freelancer professionisti negli ambiti del game e visual development, specializzati nella creazione di giochi con tematiche sociali e culturali. Nel 2019 è uscita la loro ultima produzione: Hatesick, un videogioco sul discorso d’odio realizzato per Amnesty International Italia.

Il termine della Game Jam è previsto per domenica 19 aprile alle ore 11. A seguire una giuria designata comunicherà il progetto vincitore.

I lavori proposti dai team saranno valutati da una commissione composta da un rappresentante dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, un rappresentante di RomeVideogameLab, un rappresentante proveniente dall’ambito dei videogiochi, un esperto di cambiamenti climatici, un rappresentante della rivista online Green Me.

PREMIO PER IL TEAM VINCITORE

L’Istituto Luce Cinecittà mette a disposizione buoni per un valore di 200 euro per ogni singolo membro del team che avrà affrontato il tema in modo più originale e/o che avrà realizzato il prototipo più efficace.

Scarica la presentazione del RomeVideoGameLab di cui ANG è partner

(Articolo tratto da Agenzia Nazionale Giovani del 17/02/2020)

Giornata Mondiale Radio, Cecchetto su ANG inRadio: qui possono nascere nuovi talenti

Intervista al produttore discografico e talent scout oggi in onda nella puntata speciale dedicata alla Giornata


“Ang InRadio può essere uno strumento efficace per individuare e diffondere il talento partendo da realtà più piccole e sperimentali. Il valore sociale della radio rimane unico nonostante abbiamo perso il primato nel lancio dei successi ed oggi si vada molto sul sicuro perché le trasmissioni tengono maggior conto del gusto e dei pezzi di successo. Questo però consente alle realtà più piccole di poter sperimentare ed essere fonte di indicazione per i grandi player”.

Così Claudio Cecchetto, noto producer discografico, dj e talent scout di successo, intervenendo ai microfoni di ANG inRadio, il network radiofonico digitale istituzionale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, l’ente vigilato dal Governo e dalla Commissione Europea, durante la Giornata Mondiale della Radio istituita dalle Nazioni Unite su proposta dell’Unesco, in uno degli eventi di celebrazione tenuti in tutto il mondo, che ha visto la partecipazione anche di Luana Moresco, presidente della Fondazione Megalizzi; Danilo Sulis, presidente di Rete 100 Passi; Maria Pia Belmonte referente di ANG in Calabria; Gianni Gozzoli, formatore radio per volontari europei e Luigi Tornari, direttore news di RTL.

Il network, nato il 30 marzo 2019, presente con 44 stazioni radiofoniche in 13 regioni italiane (Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Veneto, Marche, Sicilia, Basilicata, Piemonte, Sardegna, Calabria e Toscana) è “on air” grazie ai finanziamenti dell’Agenzia nell’ambito del Fondo Nazionale Politiche Giovanili, della Presidenza del Consiglio dei Ministri vede impegnati 600 ragazzi sulle tematiche del cambiamento sociale, dell’inclusione, della dispersione scolastica e della partecipazione attiva con l’obiettivo di raggiungerne oltre 150 mila ed ha coinvolto finora oltre 100 associazioni giovanili, 80 ospiti intervistati ed 800 podcast realizzati dalla sedi territoriali.

“Quando oltre un anno fa sono entrato per la prima volta in Agenzia ho ritrovato una piccola postazione radio dotata di attrezzature in disuso ma ancora funzionanti. Ho pensato che si dovesse dar loro nuova vita. Oggi vedere Ang InRadio in 44 città italiane, da Nord a Sud, coinvolgere centinaia di giovani per parlare di Europa, diritti, innovazione, cambiamenti climatici, significa per l’Agenzia aver vinto una grande sfida. Il ruolo dell’Agenzia è trovare strumenti vecchi e nuovi per far arrivare ai ragazzi le proprie iniziative. Abbiamo riscoperto il valore della radio che ha ancora oggi una sua forte efficacia di aggregazione e veicolazione dei messaggi positivi in quanto strumento formidabile per la costruzione di comunità”, spiega Domenico De Maio, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, intervenuto in diretta durante la Giornata.

E’ possibile ascoltare ANG inRadio scaricando l’APP su tutti i digital store oppure sul sito www.agenziagiovani.it “

(Articolo tratto da Agenzia Nazionale Giovani del 13/02/2020)

Bullismo, 84 progetti finanziati per contrastarlo

“Bullismo e cyberbullismo continuano ad essere purtroppo emergenze sociali molto forti ma è positivo riscontrare che i giovani siano i primi ad occuparsene.

I numeri parlano chiaro. Tra il 2018 e il 2019, infatti, l’Agenzia ha finanziato 84 progetti su questi temi con un impegno di 1 milione e 438mila euro, in cui sono coinvolti 1606 tra ragazze e ragazzi, 231 dei quali provenienti da contesti svantaggiati e con minori opportunità. Grazie ad una delle giovani proposte come Marco Sentieri con il brano ‘Billy Blu’, l’argomento è tornato di grande attualità anche al Festival di Sanremo. Proprio durante la kermesse canora verrà presentato sul tema il cortometraggio in realtà virtuale che abbiamo patrocinato dal titolo ‘La Stanza’ con Michele Placido e diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo”.

Ad affermarlo è Domenico De Maio, direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, alla vigilia della giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo, il quale ricorda che:

“Tra i progetti finanziati c’è quello dell’Associazione Leonardo di Salerno con l’obiettivo di sviluppare il tema della cittadinanza digitale, da un lato offrendo strumenti nell’ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio, da un altro fornendo agli youth workers una formazione che possa garantire occupabilità e capacità di mentoring nei confronti della componente giovanile che si rivolge alle loro organizzazioni”.

Tra le altre iniziative, a Sinagra, in Sicilia, si segnala il progetto “Narciso” per dare ai giovani partecipanti la possibilità di utilizzare la fotografia sulla rete in modo alternativo all’attività del selfie rappresentando il proprio corpo in forma artistica, senza demonizzare i linguaggi multimediali ma offrendo valide e stimolanti alternative al loro utilizzo.

Ad Acquasporta, in Umbria, è stato finanziato un progetto che fornirà ai giovani i principali strumenti conoscitivi e tecnici per garantire una navigazione in internet consapevole, sia sul personal computer che su smartphone, con particolare riguardo al fenomeno della privacy in relazione ai social network e alle community.

Articolo tratto da Agenzia Nazionale del 07/02/2020

Galaway e Fiume saranno le capitali europee della cultura 2020

Due città costiere, una si affaccia sull’oceano Atlantico e l’altra sul mar Adriatico, Galway e Rijeka (Fiume) sono le Capitali europee della cultura 2020.

In foto Galway (Irlanda) e Rijeka (Croazia) - Capitali europee della cultura 2020
Galway (Irlanda) e Rijeka (Croazia) – Capitali europee della cultura 2020 

Inaugurata nel 1985, l’iniziativa Capitale europea della cultura mette in luce la ricchezza e la varietà della cultura europea, contribuendo a migliorare il profilo internazionale delle città. Il titolo ha un impatto a lungo termine, non solo culturalmente ma anche in termini economici e sociali.

‘Una città dinamica e vivace sul limitare dell’Europa’

La più grande città del Connacht (provincia occidentale d’Irlanda), Galway è la terza città irlandese a conquistare il titolo di Capitale europea della cultura.

A partire da febbraio, in concomitanza con l’antico calendario celtico, il programma di Galway 2020 ruota intorno alle quattro feste celtiche di Imbolic, Bealtaine, Lughnasa e Samain.

I tre temi principali di Galway 2020 sono immigrazione (a Galway un abitante su quattro è nato fuori dall’Irlanda) paesaggio e identità linguistica. La vicepresidente del Parlamento europeo Mairead McGuinness – il cui collegio elettorale include Galway – descrive la città come sinonimo di cultura: “Galway ha una ricca tradizione letteraria, artistica e musicale – è la culla della lingua irlandese e allo stesso tempo moderna e globalizzata – un polo per tecnologia e dispositivi medici.
Sono lieta che questa città vivace e dinamica sul limitare dell’Europa abbia l’opportunità di mostrarsi all’intero continente.”

‘Un fulgido esempio di tolleranza e multiculturalismo’

Galway condivide la nomina per il 2020 con Rijeka (Fiume), città sulla costa adriatica croata conosciuta per la sua atmosfera bohémien e i numerosi festival. Rijeka, che ospita il porto principale del paese, è la prima città croata ad essere nominata Capitale europea della cultura.

Con lo slogan “Port of diversity – Il porto delle diversità”, il programma di Rijeka 2020 sarà incentrato su tre temi fondamentali: acqua, lavoro e immigrazione. Il deputato croato di Renew Europe Valter Flego si è congratulato con la città per il titolo di Capitale europea della cultura – ricordando che proprio a Rijeka ha svolto i suoi studi di ingegneria meccanica: ” Rijeka può rappresentare uno splendido esempio di tolleranza e multiculturalismo per tutte le città europee. Sono certo che la città promuoverà questo evento nel modo giusto. Mi congratulo di cuore con la città nella quale ho studiato per il prestigioso riconoscimento.”

(Articolo tratto da Parlamento Europeo del 06/01/2020)

Paesi sotto i riflettori: la Repubblica Ceca

Studiare in Repubblica Ceca ti porta nel mezzo dell’Europa e ti dà una grande opportunità per ottenere il massimo dalla tua esperienza di studio all’estero. Con un’istruzione di alta qualità, e una vita studentesca ricca ma accessibile, puoi passare il miglior tempo della tua vita!

Praga

1000 programmi di studio accreditati in inglese

Non preoccuparti di essere l’unico studente straniero. Più di 43.000 studenti internazionali stanno attualmente studiando presso istituti di istruzione superiore cechi. Inoltre, l’interesse per questo paese sta crescendo con l’aumentare del numero di programmi di studio in lingue straniere (specialmente in inglese). 

Inoltre, i programmi di studio in lingua ceca sono gratuiti nelle università pubbliche e statali.

Le università ceche offrono una vasta gamma di programmi di studio e borse di studio . Gli studenti possono scegliere se fare un breve soggiorno di studio o restare a studiare per un intero anno in una vasta gamma di discipline tradizionali e nuove che sono nuove sulla scena. L’istruzione e la ricerca di alta qualità, in particolare scienze, ingegneria e medicina, hanno una lunga tradizione nella Repubblica ceca. La Charles University di Praga è stata fondata nel 1348 ed è la più antica università dell’Europa centrale.

Esperienza culturale e storia affascinante

Puoi viaggiare in tutto il continente e scoprire paesi e luoghi che altrimenti non avresti l’opportunità di visitare. Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha inserito dodici importanti siti storici nella Repubblica Ceca nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Grazie all’eccellente sistema di trasporto pubblico è facile raggiungere tutti questi luoghi. La Repubblica Ceca è l’incrocio di molte culture. La cultura del paese è stata storicamente formata principalmente da influenze slave, tedesche (austriache) ed ebraiche, che hanno portato a un ricco patrimonio culturale e stile di vita dell’Europa centrale. La Repubblica Ceca ti intratterrà sicuramente tra i tuoi studi!

Università - CZ

Ottima vita studentesca, costi di vita accessibili e sicurezza

Scegli su questa mappa tra 70 istituti di istruzione superiore in oltre 20 città. I costi per i dormitori degli studenti, il cibo in una mensa o un biglietto per i mezzi pubblici sono molto convenienti, quindi le tue spese mensili medie possono variare da 350 a 750 euro. Inoltre, secondo il Global Peace Index 2018 , la Repubblica Ceca è classificata come il 7 ° paese più sicuro al mondo!

Vuoi sapere di più? Guarda questo breve video , chiedi a un ambasciatore tutto ciò che vuoi sapere e controlla il profilo nazionale della Repubblica Ceca e la pagina web Study in the Czech Republic .

27/01/2020 Giornata della memoria

Sono passati 75 anni da quando nel 1945 le truppe sovietiche scoprirono il campo di concertramento di Auschwitz e anche gli orrori che esso racchiudeva.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

Liliana Segre, senatrice a vita e superstite dei campi di concentramento parla di quegli anni.
“Senza storia non c’è memoria. E se perdiamo la memoria annientiamo il futuro’, pur non avendone l’autorità. Mi batto da tanti anni affinchè nulla vada perduto di tutto il dolore di così tante vittime. Nulla vada dimenticato dei fatti orribili e indicibili che sono accaduti ad Auschwitz e negli altri campi. Per questo, credo che sia molto importante lo studio della storia, che va d’accordo con la memoria, perchè senza storia non c’è memoria”.

Liliana Segre

Segre per tanti anni ha incontrato ragazzi, studenti per raccontare la sua storia ma senza mai parlare di odio.

I racconti della senatrice non vogliono essere “sempre un monito per i ragazzi, perchè diventino forti e sappiano fare le scelte giuste. Imparino a non ascoltare quello che grida più forte, anche se spesso è più facile, ma abbiano, invece, molta fiducia in se stessi. Perché io – prosegue Segre – ho sperimentato la forza che si può avere, anche nei momenti più duri, per andare avanti – ‘una gamba davanti all’altra’ – senza lasciarsi andare.
Forse, è proprio questo insegnamento che io spero di riuscire a trasmettere, come nonna: non odiare e non vendicarsi, ma nello stesso tempo non dimenticare. Essere forti per gli altri, oltre che per sè stessi”. “Io sono stata considerata ‘diversa’, a causa delle leggi razziali fasciste, quando avevo 8 anni. E quindi so come ci si sente a essere considerati ‘diversi’, quando invece ci si sente così ‘uguali'”, aggiunge.

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