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800 giovani al Parlamento europeo

Il 19 novembre si sono riuniti 800 giovani membri del primo Youth Parliament (Parlamento dei Giovani).
Essi hanno fatto sentire la loro voce, a 6 mesi dalle elezioni europee, discutendo di vari temi e in particolare sul futuro dell’Europa, sul ruolo dei giovani, su come rendere le aree rurali più attrattive per i giovani, sulla riduzione dei rifiuti di plastica o su come creare città più eco-sostenibili.

Le conclusioni, adottate con una votazione, verranno successivamente presentate al Presidente Antonio Tajani, il quale le sottoporrà al vertice dei leader europei il mese prossimo.

Risultati immagini per giovani in parlamentoEcco alcuni dei sogni espressi dai membri dello Youth Parliament:
• Jacopo (Italia): “Il mio sogno per l’Europa è un’Europa ancora più unita, capace di concentrarsi più sulle cose che ci uniscono invece che su quelle che ci dividono”.
• Anne (Germania): “Il mio sogno per l’Europa è un’Europa nella quale tutti gli Stati membri collaborano insieme per assicurare pace e tutela dei diritti umani.”.
• Tess (Svezia): “Il mio sogno per l’Europa è un’Europa che renda più facile studiare all’estero a coloro che si stanno diplomando e laureando o che l’hanno già fatto”.
• Deimantas (Lituania): “Il mio sogno per l’Europa è un’Europa che renda tutto di nuovo grandioso”.
• Ashley (Irlanda): “Il mio sogno per l’Europa è una società europea inclusiva che garantisca equo accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria”.
• Abdou-nour (UK): “Il mio sogno per l’Europa è un’Europa più diversa e coesa”.

 

Il 31% dei cittadini Ue desidera che vi sia un maggior numero di candidati giovani alle elezioni europee. Lo rivela un nuovo sondaggio Eurobarometro diffuso in occasione del convegno sui diritti fondamentali che la Commissione europea organizza a Bruxelles oggi e domani. In Italia la percentuale sale al 39%.

Dalla nuova indagine emerge inoltre che il 43% dei cittadini Ue intervistati vorrebbe ricevere maggiori informazioni sull’Unione europea e sul suo impatto sulla vita quotidiana. Il Italia il dato è pari al 34%.

Alle elezioni europee del 2014, rivela il sondaggio, il 42% degli europei si è recato alle urne. La Commissione Juncker – precisa una nota – ha lavorato attivamente per avvicinare l’Ue ai suoi cittadini lanciando diverse campagne, tra cui quella EU Protects e la campagna EU e Me, che si rivolge alle generazioni più giovani. In vista delle elezioni a maggio 2019 l’esecutivo comunitario insieme al Parlamento europeo condurrà campagne di sensibilizzazione per mobilitare i cittadini al voto.

La maggioranza dei cittadini Ue è preoccupata che le campagne di disinformazione, le violazioni dei dati e gli attacchi informatici interferiscano con i processi elettorali. Secondo Eurobarometro, il 61% è preoccupato che le elezioni possano essere manipolate attraverso attacchi informatici (In Italia il 65%), il 59% che attori stranieri e gruppi criminali possano influenzare il voto (in Italia 66%) ed infine il 67% che i dati personali online possano essere usati per messaggi politici (Italia 72%).

Che rapporto hanno i cittadini europei con il patrimonio culturale? E i giovani?

In vista dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la Commissione europea – Direzione Generale Educazione, Gioventù, Sport e Cultura, ha affidato ad Eurobarometro un’indagine sulle attitudini e le opinioni degli europei in merito al patrimonio culturale. Il sondaggio ha coinvolto cittadini residenti in tutti i 28 Paesi membri dell’Unione, a partire dai 15 anni di età.Maggiori informazioni

Corso di formazione Alternanza scuola- lavoro

Il giorno 23 Novembre 2017 nella sede dell’associazione si è tenuto un incontro di formazione per i progetti di alternanza scuola lavoro tenuto dalla dottoressa Simona Internò.

Qui i nostri ragazzi, hanno appreso le modalità corrette per poter affrontare questo nuovo progetto, e anche i contro che spesso e volentieri scoraggiano i partecipanti.

Alla base dell’alternanza scuola lavoro c’è infatti, il diretto rapporto tra scuola e azienda, in cui i ragazzi, in un numero di ore decise dal ministero (200 per i licei e 400 per le scuole tecniche), ha la possibilità di apprendere una professione.

Compito del mediatore è quindi quello di controllare che da parte sia della scuola che dell’azienda si svolga tutto per il meglio.

 

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